Procioni Puzzoni – Un gioco di carte, rifiuti e rancore

procioni puzzoni gioco recensione

Voto:

“[…] Vivrai la sensazione di essere un allegro razziatore di sporcizia… l’importante è che ti lavi le mani dopo aver giocato!”

Ammetto, senza troppo imbarazzo, che la mia home di Instagram presenta una percentuale più alta di quella consigliata di immagini di procioni. Procioni che sgraffignano cibo, procioni che entrano in casa di poveri sfortunati, procioni che vanno sul monopattino e i miei preferiti: procioni-meme. Quale altro animale ha il giusto mix di tenerezza e sfrontatezza, tanto da ammaliarti per farsi dare un dolcetto salvo poi mordere la mano che lo sfama per passargli il tetano e la rabbia?

Credo ormai si sia intuito che, in questa recensione, parliamo di procioni!

Procioni Puzzoni è un card game ideato da Michael e Lisa Eskue con le illustrazioni di Kwanchai Moriya, edito in Italia da Studio Supernova e indicato per 2-4 giocatori dagli 8 anni in su. Il concept è il primo vero punto di forza del gioco, poiché i giocatori si troveranno a impersonare dei famelici procioni, che faranno di tutto pur di imboscare dei succulenti rifiuti nella propria riserva, non importa quanto schifosi possano essere: banane con proliferazioni fungine, pizze mangiucchiate, tavolette di cioccolata farcite con scarafaggi…

La preparazione del gioco, come anche le sue regole, è molto semplice e immediata:

  1. Dal mazzo in dotazione nella scatola si rimuovono le 6 pedine azione, che serviranno più avanti in una seconda fase di gioco.
  2. Si distribuiscono le carte del mazzo cestino ai giocatori, dando 3 carte al primo, 4 al secondo e così via.
  3. Infine si estrae il dado a sei facce, dove ogni faccia corrisponde al disegno di una delle pedine azione, e la partita può iniziare!

A questo punto subentra l’altra dinamica divertente di Procioni Puzzoni, perché il rischio, com’è giusto che sia, è parte integrante dell’esperienza. Avete mai giocato a Blackjack o a Sette e mezzo? Il meccanismo è più o meno lo stesso, quindi vi sembrerà di essere a un tavolo da casinò con l’unica differenza che, al posto di ricchi signori dai cappelli texani o signore impellicciate che giocano per delle chips di plastica, ci saranno procioni razziatori in lotta per una lisca di pesce. Viene lanciato il dado con le facce corrispondenti alle pedine: ottenuto il primo risultato, ci si impossessa della pedina corrispondente, il cui effetto verrà applicato alla fine del turno.

Per aiutarvi a capire le dinamiche del gioco e, soprattutto, come si imboscano le risorse, ecco gli effetti di ogni pedina:

  1. Due cestini dell’immondizia: pesca 2 carte dal mazzo cestino. Questo è molto utile per acquisire risorse da imboscare nella nostra riserva.
  2. Due alberelli: imbosca fino a 2 carte dalla tua mano. Le carte imboscate vengono messe da parte, coperte, fino alla fine della partita. Ci serviranno per la vittoria finale!
  3. Un cestino dell’immondizia/un alberello: scegli se pescare 1 carta oppure imboscare una risorsa dalla tua mano.
  4. Una mano di procione che afferra un malloppo: ruba una carta a caso dalla mano di un altro giocatore.
  5. Una “mascherina” da procione: pesca la prima carta del mazzo e rivelala agli altri giocatori. Aggiungila poi alla tua mano. Ogni altro giocatore può decidere di imboscare una carta dalla propria mano se è uguale a quella rivelata. Poi peschi una carta dal mazzo per ogni carta imboscata in questo modo. Una situazione in cui tutti vincono?
  6. Un simbolo di riciclo: questa è la pedina jolly, può essere scambiata con qualsiasi altra pedina ancora non acquisita.

Poi, ecco la scelta: possiamo continuare a lanciare il dado, tentando di far nostra un’altra pedina, oppure fermarci. Sembra piuttosto facile, no? Chi non vorrebbe un’altra pedina, per poi applicarne i benefici effetti a fine turno? Attenzione, però! Perché se si ottiene, col il lancio di dado, una pedina già nella propria riserva, si sballa e il turno finisce subito. Unica magra consolazione: una carta pescata.

Nel mazzo cestino, oltre alle risorse, si nascondono anche due carte atipiche: il micino e il cagnolone. Questi due compari, che non avevano alcune intenzione di farsi i fatti propri e di lasciare al libero arbitrio la lotta procionesca per la sopravvivenza, ci aiuteranno nel momento in cui staremo per subire un furto dall’avversario.

Detto ciò, come si vince? Quando il mazzo cestino esaurisce la carte, la partita termina. Ogni giocatore prende la propria riserva di carte imboscate e le divide per tipologia. Ciascuna risorsa imboscata ha tre valori indicati in alto a sinistra in altrettante piccole icone: una coppa d’oro, una medaglia d’argento e un tubo di bronzo. Ad esempio, il giocatore che ha imboscato più banane marce guadagnerà i punti nella coppa d’oro, il secondo con più banane otterrà i punti nella medaglia, e così via. Una volta sommati tutti i punti, si scoprirà chi è il procione vincitore.

La modalità di gioco, semplice, immediata e veloce (una partita dura circa 20-30 minuti) è sicuramente uno dei lati positivi di Procioni Puzzoni, che lo rende adatto a tutti. Il gioco raggiunge il suo massimo potenziale quando si gioca in 3 o 4 giocatori, mentre in 2 diventa facilmente ripetitivo. Con il numero massimo di giocatori si sbloccano anche delle intuizioni strategiche e delle dinamiche più interessanti.

Proprio la ripetitività è il rischio più grosso in cui incorre il gioco. Con queste interessanti illustrazioni, avrei preferito una maggiore varietà di carte (e quindi più disegni!), più agenti esterni come il cagnolone e il micino per movimentare le cose, più risorse da imboscare. Spero in qualche futura espansione, tipo “Procioni Ancora Più Puzzoni”.

Complice un costo più che abbordabile, rimane comunque un gioco da avere: vi regalerà senza ombra di dubbio qualche ora di divertimento e qualche giocata memorabile.

Un ringraziamento speciale a Studio Supernova

Nasce a Firenze nel '91, è autore di fumetti e docente di storytelling all'accademia di cinema di Firenze.

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