Labadessa – Piccolo!

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Mattia Labadessa giunge alla pubblicazione del suo quinto libro, nonché il secondo per Feltrinelli Comics. Un percorso in cui abbiamo visto il giovane autore crescere, sperimentare, maturare sia sul fronte stilistico che dei contenuti, passando dalle vignette virali per il web fino a quel vero gioiello di Bernardo Cavallino, che ad oggi ritengo il suo miglior lavoro in assoluto.

Piccolo!” rappresenta un’altra interessante tappa nella carriera di Labadessa: il libro non propone una storia in senso stretto, ma un viaggio alla riscoperta del proprio bambino interiore, un invito a riflettere su quel che eravamo prima di ritrovarci sommersi da tutte le complicazioni della vita adulta; al contempo sembra che l’autore si sia voluto soffermare sulle proprie origini come artista, dal momento che qui possiamo trovare sia il Labadessa che raccoglieva i primi successi con vignette ironiche su Facebook, che quello più maturo e profondo di Bernardo Cavallino.

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Il volume è diviso in 3 capitoli, che trattano alcuni degli elementi fondamentali della vita umana: il tempo, l’amore e i soldi. Ogni capitolo a sua volta è diviso in una parte spensierata di conversazioni tra l’uomo uccello e il suo bambino interiore, e una “favoletta” dai toni decisamente più seri che serve a spiegare meglio al piccolo l’argomento trattato (mai con i risultati sperati).

L’alternanza delle due anime presenti nel volume, identificate anche dallo stile di disegno più semplice e quello più elaborato, è davvero ben riuscita, risulta molto naturale. In Piccolo! è possibile trovare tanto la leggerezza e il divertimento di una semplice raccolta di vignette, quanto la riflessività di una graphic novel d’autore; un momento prima si ride per Piccolo che si fa la pipì addosso a caso e subito dopo ci si ritrova a pensare alla morte. Tutto questo apparente delirio poi culmina in un finale stupendo.

Il Labadessa che apprezzo maggiormente è quello di Mezza fetta di limone e Bernardo Cavallino, cioè quello delle graphic novel vere e proprie, ma anche Piccolo! mi ha lasciato molto soddisfatto e penso che nell’ottica di proporre qualcosa di più leggero un mix del genere sia la soluzione migliore, a differenza di Calata Capodichino che avevo trovato deludente, perché con stacchi netti tra strisce comiche e storia per me non riusciva ad avere un’identità.

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Mantenere vivo il bambino che è in noi, ritrovarlo scavando tra strati di preoccupazioni, vizi e difficoltà, può aiutarci ad essere degli adulti migliori e Piccolo! ci ricorda quanto questo sia importante, camminando sempre in equilibrio tra l’ironia e la serietà.

Seguo Mattia Labadessa fin dagli inizi, credo molto nelle sue capacità e questo libro mi riconferma che, pur non rinnegando le sue origini, in lui c’è una sincera voglia di non essere il solito fenomeno del web, continuando a migliorarsi, sperimentare e farsi valere.

Nell’attesa di scoprire cosa ci riserverà il suo prossimo lavoro, non posso che consigliarvi Piccolo! suggerendovi inoltre di accompagnare la lettura con un fresco tè al limone o alla pesca, o ancora meglio al pescone (anche se potrebbe sapere di palle).

Un ringraziamento speciale a Feltrinelli

RocketSimoon Articoli
Appassionato di film e videogiochi da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

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