Roberto Recchioni – La fine della ragione

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Voto:

Qual è stato l’istante in cui noi, esseri umani, abbiamo smesso di pensare?

Difficile a dirsi, però una cosa è certa: è successo. In un preciso momento abbiamo deciso che l’intelletto non fosse più degno di fiducia. Rifiutando ogni spiegazione complessa abbiamo preferito affidarci sempre a quelle più semplici, senza accorgerci che fossero anche le più svianti. In poche parole, abbiamo preso quanto di più insufficiente esistesse elevandolo a unica guida del nostro pensiero e delle nostre azioni.

Questo è ciò che possiamo constatare dall’ambientazione de “La fine della ragione“, un futuro distopico in cui scienza e ragione sono state soppiantate dal senso comune, quello che bolla come dannosi i vaccini e accusa i pensatori di essere servi della “Kasta”.

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Sin dalle prime parole del libro (scritto, disegnato e letterato da Roberto Recchioni per Feltrinelli Comics) scopriamo che si tratta di un diario redatto da Recchioni stesso il quale, nonostante la vecchiaia ed il folle mondo in cui si trova a vivere, decide ancora una volta di raccontare una storia. O meglio, due.

La narrazione, infatti, vedrà da un lato l’autore in prima persona a testimoniare gli eventi che portarono alla guerra tra irrazionalità e ragione, alla sconfitta di quest’ultima ed al crollo della civiltà.

Parallelamente assisteremo al viaggio intrapreso da una madre per salvare la propria figlia dalla malattia e dalle grinfie della propria tribù, disposta a lasciar morire una bimba pur di non tradire la “volontà popolare” che, interpellata per votazione, non era stata in grado di trovare una cura adatta. Il cammino, nemmeno a dirsi, sarà ben peggiore di quanto la donna immagini.

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Leggendo “La fine della ragione” non si può che immaginare il nostro tempo come un preludio a quella che fu la rivolta popolare narrata nel libro, grazie anche ai numerosi rimandi a reali eventi di cronaca presenti all’interno del volume.

In aggiunta a ciò troviamo anche frequenti riferimenti alla cultura pop, saggiamente dosati ed inseriti al fine di allentare la tensione in determinati punti, permettendo al libro di non scadere mai nella retorica conservando la propria efficacia.

Recchioni gioca con le emozioni del lettore attraverso un continuo cambiamento di registro, miscelando sequenze ricche di pathos con frasi e situazioni ironiche ed autoironiche capaci di rendere la lettura godibile senza mai scadere nel “trash”.

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Un altro elemento che rende variegato ed accattivante questo libro consiste nella decisione dell’autore di alternare le tavole a fumetti con pagine scritte attraverso le quali vengono chiarificati gli eventi che portarono al crollo della razionalità.

Particolarmente interessante risulta la scelta dei colori ed il loro uso; Recchioni sceglie tonalità accese e con poche sfumature per raccontare la crisi e la guerra, evidenziando una delle idee cardine dei rivoltosi: “O sei con noi o sei uno schiavo del Sistema e sei contro di noi”. Contestualmente, raccontando del viaggio della madre, utilizza tinte scure e sfumate, a testimonianza del disastro ormai compiutosi e della tenebra in cui il mondo è stato gettato. Una simile decisione si riscontra anche nella forma stessa delle vignette che, in base al contesto, risulterà più o meno netta e precisa.

Il lettering (come scrissi per Ave – Nice to meet you) essendo eseguito dall’autore stesso contribuisce ad impastare parole e disegni rendendo più facile al lettore immergersi all’interno della storia.

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Volendo trovare il pelo nell’uovo si potrebbe contestare a Recchioni di utilizzare lo stesso modus operandi del pensiero che critica, ossia presentare quanto si afferma come indiscutibili verità. È però importante ricordare che le basi da cui muove trovano fondamenta solide nel sapere scientifico e che il volume, non trattandosi di un saggio divulgativo ma di un’opera di narrativa, può permettersi questo rischio.

Concludendo, non si possono che avere parole di plauso per questo libro, un’opera intensa e toccante, da cui emergono tutta la paura e la rabbia dell’autore cui, però, viene accostata una vicenda estremamente umana e commovente, capace di calamitare l’empatia del lettore e mantenerla fino all’ultima pagina. Assolutamente consigliato.

OuterLand

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Lettore, videogiocatore, finto cinefilo e grande chiacchierone.

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