The Talos Principle 2, immaginare un futuro migliore è possibile (PC)

the talos principle 2 gioco recensione

Voto:

Il primo The Talos Principle, uscito ormai ben 9 anni fa, è diventato dopo i due magistrali Portal di Valve una pietra miliare per quanto riguarda i puzzle game. Un’opera realizzata a basso costo da Croteam, che fino a quel momento si era occupata principalmente di Serious Sam, e che lavorando a un titolo totalmente agli antipodi sia per narrazione che per gameplay ha trovato la chiave per un approccio non convenzionale al genere.

Con praticamente lo stesso di team di quella prima esperienza e soprattutto dell’espansione Road to Gehenna del 2015, a novembre è arrivato il sequel di quello che posso considerare tranquillamente il mio videogioco preferito in assoluto. Mi sono voluto prendere del tempo per esplorarlo a dovere, e ora sono finalmente pronto a parlarvene su queste pagine con una recensione che, in puro stile The Talos Principle, si concentrerà più sugli aspetti umani e speculativi.

the talos principle 2 robot

Come il lead writer Jonas Kyratzes aveva anticipato anche in un’intervista concessaci prima dell’uscita del gioco, la storia di questo sequel si svolge qualche secolo dopo il finale “Ascensione” del primo capitolo, in cui il robot protagonista usciva dalla simulazione, arrivando nel mondo reale e diventando così il primo nuovo umano. Dopo tutto questo tempo i robot si sono moltiplicati e hanno costruito una città, New Jerusalem, nella quale sembrano vivere in pace, avendo un solo obiettivo: raggiungere la quota di 1000 abitanti.

Questo è il numero massimo di cittadini che la Fondatrice Athena (protagonista del primo gioco, che ha preso la voce di Alexandra Drennan) ha stabilito per non ripetere gli errori della vecchia umanità. La Fondatrice però è da tempo scomparsa e a gestire la città è il sindaco Hermanubis, che ne utilizza il mito per mantenere tutti in riga. Il nuovo protagonista è proprio il millessimo cittadino, che appena risvegliatosi si ritroverà immerso subito in un complesso dilemma etico: la città è infatti divisa tra chi vorrebbe continuare ad aumentare il numero dei cittadini e chi invece vorrebbe continuare a seguire il dogma della Fondatrice.

A gettare ulteriore scompiglio è poi un gigantesco ologramma umanoide, chiamato Prometheus, che si presenta in città promettendo ai cittadini un enorme avanzamento tecnologico se vorranno addentrarsi nell’esplorazione di una megastruttura lontana, una piramide costruita su un’isola che sembra possedere una tecnologia ben più avanzata di quella che i robot di New Jerusalem abbiano mai visto in tutta la loro esistenza. Per l’analisi di questa struttura viene subito indetta una spedizione in cui noi, essendo l’incarnazione del dilemma etico, verremo inviati insieme a Yaqut, Byron, Melville e Alcatraz, quattro cittadini dai modi e dagli ideali completamente diversi, per comprenderne l’entità e decidere, in seguito, come comportarci per il bene della città.

the talos principle 2 puzzle

Di base, il gameplay è un ampliamento di quello del primo capitolo. Dovremo risolvere enigmi (almeno 8 per zona, in un totale di 12 zone) per proseguire nella storia, e questa volta in ogni nuova ambientazione avremo un diverso strumento da utilizzare per arrivare alle soluzioni, tra cui miscelatori di colori per i laser, invertitori di gravità e teletrasporti, il che complicherà molto le cose.

Un’altra novità rispetto al primo capitolo è nella struttura delle zone, che sono sempre delle open map con parti dedicate agli enigmi e vari elementi di trama come computer e audiodiari, ma con l’aggiunta di laboratori sotterranei esplorabili (sempre legati alla trama), reliquie del mondo antico da analizzare, e soprattutto l’interazione con gli altri membri della squadra d’esplorazione. Questi ultimi commenteranno e chiederanno consigli su praticamente ogni cosa che succederà, e potremo interagirci tramite opzioni di dialogo da RPG veramente molto curate e ramificate, che possono portare a ben 4 finali differenti.

Per i completisti più accaniti poi sono presenti anche qui enigmi bonus su cui spremersi al massimo le meningi, oltre alla caccia alle “stelle” già presente nel primo gioco. Sul livello tecnico bisognerebbe solo complimentarsi con Croteam, che è riuscita a usare benissimo l’Unreal Engine 5 tanto da renderlo personale e soprattutto creare ambienti con un livello di dettaglio altissimo. Questo però pesa sicuramente sulle performance ed è necessario un hardware di fascia medio-alta per un’esperienza di gioco adeguata.

the talos principle 2 ambientazione

Artisticamente The Talos Principle 2 ha un’estetica grandiosa, con un’architettura simil-brutalista inserita in dei paesaggi naturali sempre diversi e assolutamente evocativi, accompagnati poi dalla musica del grande Damjan Mravunac, già compositore della colonna sonora nel primo capitolo. Anche la tecnologia ha un’estetica molto originale, che riesce ad essere moderna pur non ripiegando solamente nel minimalismo, ma permettendosi parecchie note barocche. La narrativa invece, curata non solo dal già citato Jonas Kyratzes, ma anche da sua moglie Verena e dal filosofo Tom Jubert per la storyline del Somnodrome (era lui il lead writer del primo The Talos Principle), è quanto di meglio si potesse sperare per questo sequel.

I dilemmi etici sono gestiti in modo perfetto, non dando mai l’impressione che il gioco propenda per una delle posizioni esposte dai personaggi, e facendo ragionare il giocatore su argomenti che più attuali non potrebbero essere. In questa società di robot che dovrebbe essere la nuova umanità, come si può mantenere in alto lo spirito umano senza ricadere negli errori del passato? La scelta di espandersi o no, di andare a modificare di nuovo il paesaggio del pianeta, non è così scontata quando sulle tue spalle c’è il peso di una civiltà che si è estinta proprio perché non ha saputo gestire le risorse ed è collassata su sé stessa.

Quello su cui però The Talos Principle 2 si diversifica da qualsiasi altro sci-fi moderno è la scelta, consapevole, di non trattare con del cinismo gratuito l’essere umano e la sua natura, ma al contrario riporvi fiducia, perché prendendo direttamente una frase del gioco: “Non è possibile creare un futuro migliore se non si riesce nemmeno a immaginarlo“.

the talos princple 2 dialoghi

Infatti c’è anche una critica, molto aspra, alla fantascienza moderna, esplicitata da un audiodiario di Trevor – un aiutante di Alexandra Drennan di cui sono stati ritrovati i messaggi – in cui ammette furiosamente che questa sia diventata ormai reazionaria e non più rivoluzionaria, avendo come topos principali solamente la hubris umana nei confronti di un potere troppo grande da controllare che finisce inevitabilmente in catastrofe.

Ma questo è uno solo degli aspetti che il gioco vuole narrare (e riesce a farlo) come nel primo capitolo, e in un modo che solamente un videogioco potrebbe fare, non risultando inoltre neanche una copia carbone del precedente, bensì una versione ampliata e potenziata in tutto, che nei suoi cambiamenti più radicali riesce comunque a mantenere l’anima dell’originale. Dopo la scoperta del sé in The Talos Principle, nel secondo capitolo l’unica risposta possibile era la scoperta degli altri, dell’esterno. La comunità viene riscoperta non come un fardello da portare che affossa l’individuo, ma come un qualcosa che lo arricchisce, che tramite l’esperienza e soprattutto il punto di vista dell’altro può portare a una migliore comprensione di sé e del mondo.

the talos principle 2 statua

The Talos Principle 2 è un successore più che degno del primo capitolo, un gioco imponente in cui i puzzle sono, ancora una volta, solamente un tramite per raccontare una storia, questa volta più umana che mai. Mi sono affezionato a ciascun personaggio, ad ogni loro piccola differenza e modo di vedere le cose, mi sono emozionato in più di una sezione e alla fine ho scoperto quello che conta più di ogni altra cosa: che non importa quanti errori si facciano o quanto ci si impegni per cercare di non farli.

Le cose brutte accadranno sempre, ma è solo tramite la nostra buona volontà e l’idea che un domani migliore è possibile che riusciremo a fare qualsiasi cosa. L’essere umano è una creatura meravigliosa, capace di grandi cose, ancorata a terra solamente dall’odio per sé stessa. Solo spezzando questa catena sarà possibile immaginare un futuro migliore e, dopo qualche errore, magari anche realizzarlo.

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Lorexio Articoli
Professare l'eclettismo in un mondo così selettivo risulta particolarmente difficile, ma tentar non nuoce. Qualsiasi medium "nerd" è passato tra le sue mani, e pur avendo delle preferenze, cerca di analizzare tutto quello che gli capita attorno. Non è detto che sia sempre così accurato però.

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