Evil West, l’eredità della vecchia scuola (PS5)

evil west

Voto:

Non è facile stare al passo con i processi evolutivi, soprattutto se prendiamo in considerazione questo periodo storico. Ogni giorno cambia qualcosa, lasciandoci quasi sempre increduli su quanto il mondo si stia muovendo rapidamente. Proprio questa fretta nel voler toccare il picco successivo ci porta spesso a trovarci spaesati, sia se siamo coinvolti in maniera diretta nel suddetto processo, sia in quanto semplici “spettatori”. Da videogiocatore, mi ritrovo spesso a perdermi nella valanga di uscite e progetti ambiziosi, e per questo rimango impressionato da videogiochi che non vogliono “reinventare la ruota”. Ecco perché ritengo Evil West una delle sorprese più gradite del 2022.

Dopo aver letto queste prime righe forse vi starete chiedendo: “Ma come fa un gioco come Evil West a risultare memorabile, specie dopo un’annata come quella appena passata?”. La risposta più semplice è: non volendo strafare. Se in questi anni abbiamo visto molti progetti fallire, il più delle volte è stato per troppa voglia di fare una rivoluzione. Ovviamente non c’è niente di sbagliato nel voler essere così ambiziosi, ma è anche importante curare e dosare ogni cosa in maniera precisa, ed è in questo che il gioco di Flying Wild Hog riesce a colpire.

Per chi non conoscesse il team in questione, vi basti sapere che dalle stesse teste sono nati titoli come Bulletstorm e il reboot di Shadow Warrior. Se c’è una cosa che contraddistingue questi sviluppatori da molti altri è la loro capacità di cogliere il vero senso del divertimento. Niente processi esageratamente tecnici o evoluzioni sterili, niente avventure prolungate a dismisura o ambientazioni gigantesche ma vuote. Flying Wild Hog ha sempre voluto soddisfare i propri fan rimanendo fedele all’obiettivo primario dei videogiochi, ovvero divertire, e con Evil West in questo senso non fa eccezione.

evil west chiesa a fuoco

Se c’è una cosa che ha condizionato tantissimo i videogiochi in questi ultimi anni, è una qualità narrativa sempre più alta. Siamo stati abituati a sperimentare storie talmente eccelse che, ormai, la nostra ricezione davanti alle cose più basilari risulta molto critica. Abbiamo quasi tutti il brutto vizio di non voler più accettare storie semplici, vogliamo quasi sempre il “blockbuster hollywoodiano” alla The Last of Us 2, dimenticandoci quanto una narrazione semplice, spesso, possa aiutare i ritmi generali della controparte ludica. Evil West segue esattamente la via del “poco ma buono”.

Infatti la storia presentata nel gioco non è niente di originale o memorabile, però svolge con grande dedizione il compito di rendere la parte ludica ancora più apprezzabile. Insomma, prendete la narrazione presente in Evil West come qualcosa di estremamente semplice, ma anche incredibilmente funzionale. Per farvi capire meglio, voglio raccontarvi in poche righe (senza spoiler) il fulcro della storia.

Siamo alla fine del 1800, in un Far West molto diverso da come lo conosciamo. L’umanità si è evoluta prima del dovuto e l’intera specie ha imparato a canalizzare al meglio i principi dell’elettricità, portandosi avanti sia a livello economico che soprattutto difensivo, con armi, macchine e tecnologie mai viste prima. Questa evoluzione accelerata tuttavia è stata imposta da una minaccia molto concreta, ovvero quella dei vampiri: nel mondo di Evil West, infatti, queste oscure creature della notte danno la caccia al genere umano sin dai tempi antichi. Per epoche i vampiri sono stati in cima alla piramide evolutiva, ma con l’avanzare della tecnologia hanno subito una declassazione, passando da predatori a prede.

Evil West ci mette nei panni di Jesse Rentier, ovvero uno degli agenti di punta del Rentier Institute, società governativa con lo scopo di tenere a bada le forze oscure. Dopo aver rovinato i piani di dominio assoluto di uno dei vampiri più pericolosi del mondo, ci ritroveremo immischiati in una serie di eventi sfortunati (più per i nemici che per il nostro protagonista). I personaggi sono ben caratterizzati, l’umorismo è usato nei punti giusti e il ritmo generale è scorrevole. Insomma, pur svolgendosi in maniera estremamente lineare e volendo anche “banale”, la trama stranamente non annoia ma rende ancora più solido il gioco.

evil west jesse rentier

Per quanto riguarda il lato videoludico di Evil West, come già accennato ci troviamo davanti a divertimento puro. Il gioco di Flying Wild Hog è un’esperienza ricca di adrenalina, che non ha bisogno di meccaniche super complesse o grandi innovazioni per dare un senso al gameplay: si tratta di un classico action brawler con visuale in terza persona. Con l’avanzare dell’avventura potremo sbloccare gradualmente armi e combo per Jesse, e pur non essendoci un arsenale particolarmente vasto od originale, la moltitudine di upgrade presenti renderà l’esperienza molto rigiocabile.

Purtroppo una cosa che mi ha convinto meno è la varietà di situazioni e di nemici. Durante le 10 ore passate in compagnia di Evil West, ho notato un pattern abbastanza insito nel DNA del gioco: le missioni sono tutte un lungo corridoio che alterna aree di combattimento a puzzle ambientali molto basilari e qualche piccolo segreto estremamente ovvio, di conseguenza si sente la mancanza di una diversificazione. L’unica vera “peculiarità” di certi livelli è la presenza dei boss, che seppur pochi sono ben curati e rendono i combattimenti molto adrenalinici e coinvolgenti. Sia chiaro, non dovete aspettarvi di certo i boss di un soulslike, però il risultato finale offerto da Evil West è decisamente molto soddisfacente. Anche il tasso di sfida l’ho trovato valido, non riscontrando quelle curve di difficoltà insensate che talvolta tendono a caratterizzare opere corte e dirette come questa.

evil west shooting

Mi piacerebbe poter solo lodare Evil West, ma è arrivato il momento di parlare anche delle cose che proprio non funzionano. La problematica principale risiede nella telecamera e, più precisamente, nella mancanza di segnali per identificare i colpi in arrivo. Come forse saprete in giochi dalla stessa visuale come God of War, pur avendo una telecamera che non rende proprio fattibile la visione a 360° della situazione, una serie di indicatori permette di capire se un nemico presente alle nostre spalle sta per colpirci. In Evil West purtroppo questa accortezza manca, rendendo molti dei combattimenti estremamente frustranti in certe situazioni.

Un’altra problematica che purtroppo ho riscontrato svariate volte è la presenza di pesanti bug game-breaking. Durante l’avventura mi è capitato di imbattermi in situazioni strane nelle quali era quasi impossibile completare l’obiettivo in corso. Pur venendo completato seguendo i criteri richiesti, infatti, questo rifiutava di sbloccarsi lasciandomi inchiodato in un loop, difetto acuito dalla mancanza di un “ravvio missione” o di un restart al checkpoint più vicino. Per risolvere sono stato costretto a rifare per intero una missione precedente, per poi arrivare a quella rotta e pregare che il bug non ricapitasse. Sicuramente si parla di una problematica che con le giuste patch potrà essere aggiustata anche facilmente, ma al momento in cui scrivo penso sia doveroso segnalarla.

evil west lanciafiamme

Dal punto di vista tecnico Evil West sicuramente non brilla. Non stiamo parlando di un gioco che sfrutta al meglio le nuove tecnologie, ma allo tempo nemmeno di un disastro, considerando che risulta più che godibile. Tuttavia il budget evidentemente modesto a disposizione dei creatori si ripercuote sulla qualità finale del gioco. Infatti, su PS5 (dove ho avuto modo di provare il gioco) il titolo si presenta in maniera soltanto discreta, con una serie di texture il più delle volte low res, una risoluzione che non supera il full HD se si vuole avere più di 30FPS, e un frame rate non del tutto stabile. Tecnicamente quindi si nota inevitabilmente una certa mediocrità, specie dopo un’annata come il 2022, ed è difficile considerare Evil West come un prodotto next-gen.

Sulla parte audio però le cose migliorano, con un comparto generale tra mix e master di suoni e voci che mi è sembrato più che buono. Sia il doppiaggio che le musiche sono di una qualità ottimale, e non presentano mai fastidiosi desync né volumi fuori scala. Parlando più nello specifico del doppiaggio, questo non è sicuramente dei più eccelsi, ma c’è da dire che i vari doppiatori sono stati scelti con criterio e hanno svolto molto bene il loro lavoro.

evil west boss vampiro

Evil West è un videogioco semplice ma funzionale, e va bene così. La creatura di Flying Wild Hog non ambisce a rivoluzionare alcunché, preferendo rimanere fedele al concetto old school dei videogiochi, quindi niente trame complesse o gameplay infarcito di esagerati tecnicismi, ma solo divertimento nudo e crudo. Se cercate un gioco di facile digestione, che non vi rapisca tantissimo tempo ma non risulti nemmeno noioso, Evil West è ciò che fa per voi.

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Il soggetto è particolarmente irritabile quando non sta in mezzo al proprio habitat che coinvolge la scrittura, i videogiochi, la musica (preferibilmente Metalcore) e il Wrestling. Suggeriamo di rinchiuderlo in una stanza piena di console, album dei Pantera (all'occorrenza degli Slipknot) e prodotti legati al Wrestling. Da liberare solo in caso di estremo bisogno!

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