The Last of Us Parte II (PS4)

the last of us 2 playstation 4

Voto:

Quando l’uscita di un nuovo videogioco si trasforma in un vero e proprio evento, in qualche misura si crea sempre una divisione all’interno del pubblico, tra chi non attende altro nella vita e chi non vede l’ora di criticarlo duramente. Questo, inevitabilmente, è avvenuto anche per The Last of Us parte 2, ma purtroppo tra i vari rinvii della data di uscita, i leak che hanno spoilerato momenti cruciali della trama e aspettative altissime, è stato portato tutto all’estremo con un gran numero di persone che si sono impegnate a demolire il gioco o lodarlo come qualcosa di rivoluzionario senza neanche averlo provato.

Dal canto suo Naughty Dog, ben consapevole dell’enorme lavoro svolto, non poteva esimersi dal generare aspettative molto alte per un titolo che, nel bene o nel male, avrebbe fatto comunque parlare di sé, e personalmente ritengo che la campagna pubblicitaria pre-lancio abbia reso giustizia a quello che in effetti è uno dei migliori videogiochi dell’attuale generazione, se non di sempre.

the last of us 2 joel chitarra

Veniamo subito catturati all’interno del gioco da cutscene introduttive di una qualità eccezionale, e l’alternarsi di questi filmati al gameplay è stato perfettamente orchestrato per tutta la durata dell’avventura, al punto da non lasciar capire subito quando si stia comandando di nuovo il personaggio in seguito a scene particolarmente forti. Il cuore pulsante degli eventi è racchiuso nell’incipit: un desiderio di vendetta viscerale, che avrà anche lo scopo di giustificare le brutali azioni commesse dai vari personaggi rendendoli più umani.

La vera profondità della trama si manifesta proprio quando quella voglia incontrollabile di vendicarsi non regge più il peso delle azioni, quando l’impressione è quella di star solo peggiorando la situazione con il proprio operato e si insinua il dubbio che, una volta arrivati alla fine, il risultato non sarà quello sperato. The Last of Us 2 ci mette continuamente di fronte alla brutale realtà del mondo che ci circonda, ci pone in una condizione di incertezza sempre maggiore con l’avanzare della trama e ci spiega le motivazioni di ogni personaggio per delineare un contesto in cui ogni azione è discutibile e non sempre abbiamo tutti i mezzi per giudicarle.

the last of us 2 nemici

Un’ulteriore prova di stile è la caratterizzazione delle nuove fazioni di nemici, ognuna con proprie armi, abilità e gerarchie, che acquisiscono una nuova profondità diventando anch’esse un mezzo per farci comprendere il nostro peso all’interno del mondo di gioco.

In The Last of Us 2 ogni nemico umano, per quanto se ne sappia, ha una propria storia alle spalle ed è più di un semplice ammasso di poligoni e texture da abbattere. Lo capiamo quando uccidendo qualcuno che per noi rappresenta solo un ostacolo, sentiamo i suoi compagni urlarne il nome o il suo cane guaire disperatamente vicino al suo corpo esanime. Il team di sviluppo è riuscito in maniera notevole a dare coerenza ad ogni minimo dettaglio e alla coesistenza di tutti i personaggi (nemici compresi), facendoli interagire fra loro in maniera eccelsa, grazie in particolare ad una caratterizzazione perfetta.

Il modo in cui Naughty Dog ha scelto di raccontare questa storia è geniale, poiché ci obbliga a fare i conti con le scelte prestabilite dei personaggi, facendoci però vivere in maniera profondamente emotiva e contestualizzata ogni ripercussione che avranno. Ci ritroviamo su un’altalena emotiva scandita da eventi che non possiamo impedire, ma di cui dovremo accettare l’esito a prescindere. Inoltre, proprio quando sembra che il gioco stia andando in una direzione precisa e prevedibile, la sceneggiatura si dimostra ancora più matura e la narrazione cambia completamente prospettiva, portandoci su una strada inaspettata: disturbante, complessa da capire, ma allo stesso tempo semplice da percorrere.

the last of us 2 auto

Il level design rende ogni fase di gioco unica: la nostra partita potrà differenziarsi da quella di altri giocatori, permettendoci di vedere scene scriptate dopo dei percorsi che sono a tutti gli effetti secondari, o magari saltarne altre perché non si è esplorato a dovere.

Abbandonati gli scenari a “corridoio” del primo capitolo, in The Last of Us Parte 2 la libertà di esplorazione è notevolmente migliorata e nelle ambientazioni più ampie si possono perdere ore a cercare risorse negli angoli più bui di ogni palazzo, negozio abbandonato o garage. Questo miglioramento si nota anche durante i combattimenti: per ogni squadra di nemici che ci si paleserà davanti avremo numerose possibilità di approccio, scelto a volte in base allo stile di gioco, ma più spesso in base alle scorte a disposizione.

the last of us 2 combattimento

La complessità del gioco è studiata in maniera da regalare una buona dose di sfida anche al livello di difficoltà standard, in più il miglioramento dell’IA contribuisce a rendere particolarmente ostiche molte situazioni dove l’assenza di munizioni o di cure costituirà uno svantaggio importante, che trasformerà lo scontro in una disperata ricerca di risorse utili alla sopravvivenza prima che al combattimento.

A donare ulteriore profondità al gameplay troviamo numerose aggiunte come nuovi oggetti per il crafting, più potenziamenti per le armi e alberi delle abilità che si sbloccheranno ogniqualvolta troveremo i manuali di addestramento (dei collezionabili speciali) all’interno del mondo di gioco. Una menzione doverosa va fatta per il cambio di protagonista: controllando Ellie i movimenti risulteranno molto più fluidi, dal momento che la ragazza è più agile e veloce di Joel e questo apre molte più possibilità in termini di gameplay, restituendo un feeling complessivamente molto più godibile.

the last of us 2 clicker

L’atmosfera horror è resa alla perfezione: le nuove tipologie di infetti e la costante tensione che si percepisce riescono a farci immergere magnificamente all’interno di un contesto così spaventoso che, molte volte, si preferisce scappare o uscire il più velocemente possibile da un edificio, piuttosto che esplorarlo al meglio rischiando di imbattersi in un nuovo nemico che non si è pronti ad affrontare.

Passate le prime ore introduttive l’immersività si fa totale, il gameplay diventa sempre più ramificato e la sensazione è quella di padroneggiare ogni aspetto del titolo, senza però sacrificare numerose altre novità che verranno introdotte nelle fasi finali. Il lavoro svolto è magistrale ma, se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, in alcuni momenti la suspense viene azzerata dalle affermazioni di personaggi che confermano l’assenza di altri nemici nella zona, rendendo la fase seguente una pura routine fatta di raccolta delle risorse, senza alcuna ansia di trovarsi davanti una minaccia inaspettata.

the last of us 2 cavallo

Le innumerevoli animazioni, che evidenziano accuratamente persino le diverse condizioni dei personaggi (ad esempio feriti o stanchi), rendono il gioco un piacere per gli occhi anche nelle fasi meno movimentate come quelle esplorative, dove avremo la possibilità di apprezzare ogni piccolo dettaglio a schermo e soprattutto la realisticità dei movimenti. La resa finale è davvero impressionante anche su PS4 standard, con rarissimi cali di frame rate nelle sezioni più ricche di elementi; le migliorie apportate all’engine si palesano sin dall’inizio e in molte circostanze sembra di avere tra le mani un assaggio di quello che ci aspetta nella next-gen.

Il sopracitato ingrandimento degli scenari è il modo perfetto per regalarci panorami mozzafiato e scorci indimenticabili, e i fan della modalità foto avranno sicuramente di che divertirsi nell’immortalare i magnifici paesaggi che fanno da cornice alle sanguinose disavventure di Ellie.

Nota a margine per il doppiaggio italiano, di ottimo spessore e perfettamente calzante con il resto della produzione, anche se consiglio comunque di giocare in lingua originale per godere appieno dell’esperienza come pensata dagli autori.

the last of us 2 ellie e dina

The Last of Us Parte II è un’enorme prova di forza per Naughty Dog e allo stesso tempo, proprio come il suo predecessore, rappresenta un perfetto canto del cigno prima di passare ad una nuova generazione di PlayStation. Si tratta di un titolo di altissima qualità che saprà regalare a chiunque ore ed ore di puro intrattenimento videoludico, ma soprattutto una narrazione senza precedenti, capace di trasportare completamente i giocatori nel suo mondo tetro e spietato.

Il vuoto che lascia il finale è immenso e le sensazioni di sconforto e tristezza che accompagnano le ultime fasi ci ricordano per l’ennesima volta quanto ogni azione abbia delle conseguenze, e quanto il videogioco sia una forma d’arte completa, perfetta per veicolare qualsiasi messaggio.

Le tematiche trattate, il modo in cui viene sviscerato e approfondito ogni singolo momento, rendono quest’avventura indimenticabile e unicamente profonda. Chiunque abbia portato a termine il percorso di Ellie avrà sicuramente guadagnato e imparato più di quanto ci si aspetti da un videogioco. The Last of Us Parte II per me è un capolavoro, un’opera capace di trascendere il videogioco e un monumentale elogio all’arte videoludica.

Murdock Articoli
Appassionato di Fumetti e Videogiochi, perché esperto non sono e recensore fa subito radical chic.

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