La vita di una fumettista è piena di insidie

la vita di una fumettista è piena di insidie

La vita di chi crea fumetti non è facile: il processo è lungo ed estenuante, trovare una casa editrice che compri il progetto è ogni volta una dannata odissea e se non si ha un nome più o meno conosciuto la paga è quella che è, senza contare che sperare di rifarsi sulle royalties (percentuali sul venduto, non sempre alte) in un paese dove c’è così poca gente che legge o molti lettori che piratano è un’utopia; si può scegliere la via dell’autoproduzione, ma se non c’è un’organizzazione buona e solida il progetto messo su potrebbe cadere rovinosamente.

Nonostante tutto questo, si decide di farlo perché c’è la passione che brucia dentro e permette di andare avanti, perché si vuole far vedere al mondo cosa si pensa, si prova e si è capaci di fare; perché è una cosa che rende felici e si ha tutto il diritto di avere una carriera, seppur precaria e in salita, che faccia stare bene.

Eppure, troppe persone sono private di questa e molte altre libertà.

Capita, purtroppo, che molte sceneggiatrici, disegnatrici, coloriste, redattrici di articoli e tutte le possibili addette ai lavori nel mondo del fumetto (e dei lavori creativi in generale) subiscano molestie e abusi da parte di lettori, colleghi ed editori; tutte e tre queste categorie di persone finiscono per distruggere la vita lavorativa e privata delle autrici, in maniere che rischiano di divenire difficilmente reversibili.

Un lettore le cui sgradite avance o atteggiamenti impropri vengono respinti potrebbe trasformarsi in uno stalker, il quale andrà a tormentare la sua vittima ad ogni fiera o presentazione delle sue opere ogni volta che ne avrà la possibilità. Come se non bastasse, con la creazione di profili falsi e lo spam nei commenti dei post e nelle chat (con tanto di invio di foto dei genitali) non lascerà in pace l’autrice neanche sui social, mezzi necessari per promuovere la propria attività nonché semplice diritto di chiunque. E fin troppo spesso bloccare questi individui non basta, così come denunciarli alle autorità, per via di insufficienti leggi che tutelino in casi come questi.

Anche colleghi ed editori rischiano di comportarsi alla stessa maniera, ma il pericolo ancora più grande che rappresentano è un altro: dato che per fare questi mestieri si finisce con lo stringere un’intricata e vasta rete di contatti (che in caso di autori affermati o editor di grosse case editrici può essere anche internazionale), in un attimo possono spargere la voce che l’addetta ai lavori in questione sia un’incompetente o che sia lei stessa a fare un certo genere di offerte pur di accaparrarsi il lavoro. Anche se c’è chi non crede alle dicerie e si accerta effettivamente dei fatti, l’immagine dell’autrice è comunque compromessa e quegli aguzzini, vista la loro posizione di potere, potrebbero facilmente farla franca.

Alle autrici vittime di gesti come questi o ben peggiori viene tolto il diritto di lavorare serenamente, di poter scrivere o disegnare quello che vogliono (specie se fanno storie e/o illustrazioni erotiche, venendo giudicate delle “poco di buono”), di essere gentili senza essere travisate, di rispondere per le rime quando serve senza temere ritorsioni e di vivere serenamente con il proprio corpo. Se si è belle e competenti si viene attaccate (anche da colleghe) o molestate, o al contrario non si viene ammesse se non si raggiungono certi canoni. Considerate poi che, se si è nuove a questo lavoro, tutte le proprie mancanze dovute all’inesperienza o alla giovane età vengono fatte pesare e si ha molta meno pazienza nei confronti delle fumettiste, finendo per rimarcare gli squilibri di vantaggio e di potere di cui gode la controparte.

C’è anche il rischio di essere prese d’assalto se non si è fidanzate, e questo non fa altro che confermare la visione per la quale le donne sono oggetto d’altri; questo però accade solo se il partner è un uomo cisgender, perché se si è lesbiche o bisessuali con una o più partner (in caso di relazioni poliamorose) allora potrebbero presentarsi energumeni convinti di poter far “cambiare idea” alla fumettista di turno, coinvolgerla in ammucchiate o farle altre proposte indecenti come nulla fosse.

Prendete tutto ciò che ho elencato, considerando che queste sono solo alcune delle problematiche che le addette ai lavori devono affrontare da decenni, e sommateci tutte le molestie che una donna in generale rischia di subire, dal catcalling in pieno giorno davanti a tutti in centro a individui che non sanno tenere le mani a posto sui mezzi pubblici, senza contare la mancata libertà di poter andare a feste o appuntamenti di sera non accompagnate o starsene semplicemente per i fatti loro. Purtroppo è ritenuto molto più facile colpevolizzare una ragazza che vuole godere di diritti basilari piuttosto che prendere seri provvedimenti per prevenire questi comportamenti, da un’educazione sessuale e affettiva fatta come si deve fin dalla giovanissima età a leggi che tutelino a 360 gradi chi subisce abusi.

Dopo aver letto tutto questo potrebbe sembrare che stia sconsigliando alle fumettiste di intraprendere o continuare la propria carriera; al contrario, voglio promuovere un’ente che saprà assisterle e aiutarle in ogni modo quando ne avranno bisogno, ovvero il Collettivo Moleste

Fondato da addette ai lavori nel 2020, sull’impronta di associazioni estere con lo stesso scopo, lottano per la parità di genere nel mondo del fumetto e dei lavori creativi, e danno aperta battaglia a chi commette atti spregevoli ai danni di tutte le potenziali colleghe e professioniste; sono pronte ad ascoltare chi ha subito molestie, offrire conforto e consiglio per uscire dalle tremende situazioni nelle quali ci si può trovare invischiate e molto altro.

Vi lascio il link del loro sito qui sotto e vi invito vivamente ad approfondire di persona tutto ciò che concerne questo collettivo, a condividere e spargere la voce affinché le autrici succubi del marciume di alcune realtà editoriali sappiano che non sono sole, e che chi si è permesso di commettere certe oscenità venga stanato e paghi il suo debito.

www.moleste.org

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Diplomatə al corso e al Master di Sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Torino, laureatə in Letteratura Giapponese a UniTO e felice di essere qua :)

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