Domani il pranzo sei tu, di Kiminori Wakasugi

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In questi ultimi giorni, la vostra attenzione potrebbe essere stata catturata da un albo dal titolo a dir poco bizzarro, al tempo stesso accattivante e inquietante: sto parlando di Domani il pranzo sei tu, manga scritto e disegnato da Kiminori Wakasugi e pubblicato in Italia da Star Comics. L’autore di Detroit Metal City, manga del 2005 da cui sono stati tratti successivamente un anime e un film live-action, ci propone ora una storia decisamente diversa, con una serie ancora in corso in Giappone che conta già 5 volumi.

Senza alcun preambolo né spiegazione ad addolcire il nostro ingresso nella trama, veniamo gettati nel vivo della vicenda assistendo all’impietosa morte di un ragazzo, che viene divorato in pochi istanti da un mostro terrificante. L’inquadratura si sposta immediatamente sui personaggi principali, un gruppo di 7 studenti delle superiori composto da due ragazze e cinque ragazzi, completamente impassibili di fronte alla scena tremenda che si è appena consumata sotto ai loro occhi.

I personaggi, infatti, ci vengono presentati in un momento successivo all’arrivo della misteriosa creatura, quando ormai il terrore iniziale si è spento, trasformandosi nella loro nuova normalità. Non è chiaro se quel mostro sia il solo esemplare di una specie che si sta diffondendo in tutto il paese o addirittura in tutto il mondo, ma l’assenza di soccorsi e la totale mancanza di comunicazione col mondo esterno sembrano suggerire lo scenario peggiore.

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I ragazzi sono barricati all’interno della scuola, impossibilitati a fuggire e convinti che la creatura misteriosa sia troppo forte perché possano abbatterla senza armi adeguate o aiuti esterni. Per placarne la fame ed evitare che entri nell’edificio, hanno optato per l’unica soluzione che hanno verificato essere efficace: ogni giorno scelgono un compagno da dare in pasto al mostro.

Se pensavate di avere fra le mani un banale horror in cui impavidi eroi cercano di sconfiggere creature maligne, queste poche pagine vi avranno già fatto ricredere. Quello che si dispiega davanti ai nostri occhi, infatti, è uno scenario terribilmente credibile e realistico, che riprende uno degli aspetti più controversi del celebre romanzo Il signore delle mosche, di William Golding: privati della guida degli adulti e spogliati di tutte quelle norme che regolavano le loro vite fino a poco tempo prima, i membri più forti e carismatici stabiliscono una gerarchia che vede coloro ai vertici come unici artefici di ogni decisione. In questa dittatura vige una sola regola: il forte domina sul più debole e l’obiettivo finale è la sopravvivenza.

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A capo del gruppo c’è Sakai, un ragazzo che sembra non perdere mai la propria compostezza e che, in quanto leader, decide giorno per giorno le sorti dei propri compagni. Al suo fianco c’è Okubo, l’elemento violento del gruppo, che si assicura con la forza bruta che gli ordini vengano eseguiti. Abbiamo poi Masai, un misterioso ragazzo che non lascia neppure per un istante la sua videocamera e riprende ogni avvenimento, il tutto senza lasciar trasparire alcuna emozione. Infine due amici: Man-chan, il tipico ragazzo sovrappeso preso sempre di mira dal bullo di turno, e Sasazuka, protagonista della serie, anche lui costantemente oggetto di scherno e costretto a lavori più umili rispetto agli altri superstiti. Le uniche ragazze del gruppo sono invece la silenziosa Yamabuki, che porta avanti senza cenni di cedimento un duro allenamento giornaliero, ed Eto, scelta da Okubo come sua donna.

Sebbene i personaggi vengano presentati con tratti così chiari e marcati da sfociare quasi in ruoli caricaturali, l’autore riesce brillantemente nell’intento di mostrare per ognuno di loro un ampio ventaglio di sfaccettature, senza che la loro personalità venga banalizzata o perda i propri tratti distintivi. Esempio lampante è Eto, ragazza che ci viene mostrata nei flashback come solare e spensierata, ma che ora ha assunto uno sguardo duro e lascia che Okubo la tratti alla stregua di un oggetto per evitare di venire scelta come prossimo pasto per il mostro.

La rappresentazione delle dinamiche personali è uno degli aspetti più riusciti di questo primo volume, complice anche l’ottimo uso dei flashback che, sfalsando la narrazione, ci mostra con brutale franchezza la grande differenza nei comportamenti e negli atteggiamenti dei protagonisti prima e dopo l’arrivo della creatura. Fra tradimenti, atti di coraggio inaspettati, violenze e scene terribili, si fanno strada anche alleanze e amicizie, mentre il protagonista intraprende di pari passo un percorso di autoconsapevolezza, erratico e segnato da errori e delusioni, ma proprio per questo convincente.

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Domani il pranzo sei tu vanta un ritmo bilanciato e una narrazione incalzante, capace di descrivere con grande maestria la natura più nascosta dell’essere umano, quella che emerge nei momenti di profonda crisi. Infatti è proprio quando il timore per la propria incolumità prende il sopravvento e gli scenari più impensabili si concretizzano che emerge la parte più bestiale e tremenda di noi, ben più spaventosa di quel mostro che minaccia le vite dei personaggi della storia. I disegni di Kiminori Wakasugi, caratterizzati dal suo tratto distintivo ma più maturi rispetto alle opere precedenti, si sposano perfettamente con l’atmosfera.

Il primo volume di Domani il pranzo sei tu pone le basi per un’ottima serie, grazie a un mistero di fondo che tiene incollati alle pagine, personaggi e dinamiche personali sfaccettati e mai scontati, e un mix brillante di azione e black humor.

Un ringraziamento speciale a Star Comics

Melancoliae Articoli
Una traduttrice made in Italy appassionata di videogiochi (in particolare j-rpg), fumetti (Bonelli, americani e giapponesi), anime, letteratura fantasy e sci-fi e serie tv.

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