Sonic – Il Film

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Generalmente, potremmo definire i videogiochi come un qualcosa che non appartiene (o non dovrebbe appartenere, per alcuni) al mondo del cinema. Dal punto di vista dei fan, il discorso è simile a quello dei libri o fumetti: ci saranno sempre quelli che si diranno delusi perché il prodotto non rispetta le aspettative, non è “fedele” all’opera originale e così via. Ma il problema della maggior parte dei film tratti da opere videoludiche non risiede tanto nel fandom, quanto nel fatto che spesso sono “porting” scritti male, e su alcuni ci si può anche ridere su (penso al Super Mario Bros. del ’93), altri non si salvano quasi in nulla, come il film di Assassin’s Creed o Pixels.

Negli ultimi tempi però abbiamo assistito a due grandi epifanie riguardanti le opere cinematografiche tratte da videogiochi, che hanno fatto ricredere sia gli addetti del settore che gli appassionati. Il primo caso di questi è Detective Pikachu: una ricostruzione pazzesca e meravigliosamente curata dei Pokémon e del loro mondo, coronato da una trama godibile da fan di tutte le età. Il secondo, contro ogni aspettativa ripensando al primissimo trailer, è Sonic – Il film.

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Premetto che io non ho giocato moltissimo ai videogiochi e conosco solo i primi capitoli, ma questo non è stato assolutamente un problema perché si tratta di un ottimo adattamento. Il film dà modo a chiunque, anche chi è del tutto impreparato su Sonic, di non sentirsi sperso e confuso durante la visione, perché nei primi 5/10 minuti presenta già in maniera chiara e semplice i personaggi principali e le “regole” del suo mondo, mettendo al punto giusto l’asticella del “tasso di incredulità” che non verrà praticamente mai oltrepassata. Ci sono solo poche forzature qui e là, ma nulla di effettivamente fastidioso, specie se si considera che è un film rivolto principalmente ai più giovani. Già la semplice assenza di buchi di sceneggiatura lo rende più che accettabile, e il tutto è anche meno infantile e stupido di quanto non appaia negli ultimi trailer.

Ammetto che mi sono un pochino emozionato quando ho visto, in apertura al film, una schermata di gioco di Sonic che piano piano con uno zoom-out si allargava, mostrando altre schermate di giochi SEGA che andavano a comporre il logo dell’amata software house, per poi trasformarsi ulteriormente nella scritta “Original Film“. Questo vuol dire che forse dobbiamo aspettarci altri film tratti dai loro videogiochi, e se saranno tutti fatti bene come questo potremo andare in sala senza troppe preoccupazioni.

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Parlando invece della trama in sé (senza spoiler), il film inizia con “Baby Sonic” intento a sfrecciare su un’isola che si rifà al primo livello del gioco originale, ritrovandosi subito dopo costretto ad abbandonarla a causa di esseri misteriosi che lo braccano per ottenere il suo potere. Utilizzando uno dei suoi anelli, che qui fanno da portali tra i mondi, si rifugia sulla Terra, in una cittadina del Montana ironicamente chiamata “Green Hills“.

Dieci anni dopo il riccio blu è cresciuto e si è ambientato benissimo nel nostro mondo, anche se rimane costretto a vivere nascosto e in solitudine per via delle sue sembianze e i suoi poteri. Tutto cambia quando una sera, in preda alla tristezza, ha un’esplosione emotiva che lo porta a rilasciare effettivamente un potente impulso elettromagnetico, provocando un blackout in tutta la città e buona parte del Nord-ovest Pacifico.

Temendo un attacco terroristico, si attiva il Pentagono, che chiede l’intervento del geniale Dottor Ivo Robotnik per scoprire quale arma sia stata utilizzata. Il buon vecchio “Eggman” è il personaggio che fa più leva sullo spettatore adulto, cresciuto sia con i giochi di Sonic che con i film di Jim Carrey, e l’attore interpreta benissimo la nemesi del riccio attraverso le sue tipiche movenze ed espressioni; tra l’altro un plauso va all’ottimo Roberto Pedicini che nel doppiaggio italiano l’ha reso al meglio come sempre.

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In ogni caso, in fuga dall’esercito e dalle macchine di Robotnik, Sonic si rifugia nel garage di Tom Wachowski, lo sceriffo di Green Hills, ed è dall’incontro tra i due che ha inizio l’avventura vera e propria. Non voglio aggiungere altro: semplicemente vi consiglio di andarlo a vedere perché saprà intrattenervi con del sano divertimento. Da menzionare anche una buona colonna sonora fatta di brani originali e non (purtroppo manca la cover di Blitzkrieg Bop presente nei trailer), degli effetti visivi molto validi soprattutto nella resa dei robot e i costumi, convincenti e ben contestualizzati.

Mi raccomando, non scappate subito alla fine del film, perché dopo i primi titoli di coda (realizzati magistralmente) c’è una sorprendente scena extra che fa da ottimo aggancio per un sequel!

Chirano Articoli
Diplomatə al corso e al Master di Sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Torino, laureatə in Letteratura Giapponese a UniTO e felice di essere qua :)

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