Star Trek Beyond

Voto:

La saga stellare creata da Gene Roddenberry nel ’66 e riportata in auge da J.J. Abrams nel 2009 è arrivata alla sua terza avventura. Ritroviamo il nostro equipaggio sempre più unito ma un po’ fiaccato dalla continuativa permanenza nello spazio; proprio quando sembra sia arrivato il momento di fare approdo, il Capitano Kirk e soci dovranno affrontare un vecchio amico della flotta stellare che ha idee ben diverse su come dovrebbe essere gestita la diplomazia tra popoli così diversi tra di loro, ovvero con la guerra.

Dopo i primi due capitoli diretti da J.J.Abrams (Star Trek e Star Trek: Into Darkness), diventati subito degli “Instant Classic” nel mondo Sci-Fi nonostante molti Trekkies duri e puri avessero rimproverato Abrams di aver reso la loro serie preferita molto più simile a Star Wars e aver perso un po’ lo spirito dell’originale, questo terzo capitolo sembra invece essere molto più vicino agli episodi della vecchia serie, nei quali l’equipaggio scendeva di volta in volta su un pianeta diverso per esplorare nuove e strane forme di vita e stringere alleanze con popoli alieni, per tornare poi tra mille peripezie a bordo dell’Enterprise. Parte della critica d’oltreoceano infatti l’ha definito più simile ad un unico, enorme episodio della serie classica piuttosto che un vero e proprio seguito dei film precedenti.

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Questo terzo capitolo è diretto dal regista di Fast & Furious Justin Lin che però sembra non farci mancare troppo la mano sicura di Abrams, infatti riprende molti suoi marchi di fabbrica come il costante uso di flares o l’abbondante uso di inquadrature inclinate. Nell’insieme la regia riesce ad essere soddisfacente e adrenalinica al punto giusto, tanto da non far rimpiangere il cambio di direzione.

Anche gli sceneggiatori sono cambiati, non sono più i fidati Alex Kurtzman e Roberto Orci che avevano dato vita ai primi due episodi, ma Simon Pegg, che per inciso è anche l’interprete di Scott, e Doug Jung. Se con la regia il cambio è stato indolore, la stessa cosa non si può dire della sceneggiatura; infatti questo terzo capitolo risulta essere il più semplicistico dei tre, possiamo dire quasi scontato rispetto alla complessità e ai colpi di scena finali dei primi due episodi. Certi espedienti narrativi poi potrebbero anche sembrare un po’ trash, per la presenza di scene non proprio corrette dal punto di vista fisico ed aerodinamico, ma mentre guardi il film pensi che nonostante tutto siano effettivamente una figata.

Anche il villain interpretato energicamente da Idris Elba manca di quella caratterizzazione che aveva reso, in mia opinione, Benedict Cumberbatch nel secondo capitolo uno dei villain più riusciti di sempre, suo il merito di aver reso il tutto molto più epico almeno per quanto riguarda l’universo di Star Trek. Questa volta, anche se siamo lontani dall’epicità di Into Darkness, il nostro equipaggio si trova a dover difendere la base spaziale YorkTown dalla furia vendicativa di Krall, e va bene che la vendetta è un movente gettonato in questo genere di storie, ma uno spettatore attento capisce già prima dell’intervallo come andrà a finire il film.

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A prescindere dalla monodimensionalità del cattivo, questo non vuole dire che nel film non ci sia spazio per un certo tipo di profondità, infatti porta alla mente domande come “fino a che punto può spingersi un capitano per il suo equipaggio?” oppure “fino a che punto è giusto sacrificare se stessi per il proprio equipaggio?” Domande fondamentali che si pone anche il Capitano Kirk, interpretato ancora una volta da Chris Pine. Non avrei davvero saputo immaginare nessuno di più perfetto di lui per questo ruolo, è riuscito ad incarnare quel giusto mix di arroganza e responsabilità per il suo equipaggio con lo stesso spirito che aveva reso William Shatner famoso negli anni ’60. Anzi, sta andando oltre la performance di Shatner perché in questo capitolo ci mostra tutti i dubbi e i ripensamenti che lo animano: “Se lo spazio è infinito fino a che punto possiamo spingerci per esplorarlo?”.
Anche per lo Spock di Zachary Quinto non avrei saputo immaginare nessun altro, però in questo capitolo ci allontaniamo un tantino dalla figura classica dell’ultra-logico ed irremovibile Spock, infatti mi è sembrato che a prevalere questa volta sia stata più la sua metà umana, rispetto alla metà vulcaniana, perché non l’ho mai visto ridere così tanto. 

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Mi fa piacere che abbiano dato più spazio anche agli altri membri dell’equipaggio come ad esempio il dottor McCoy, interpretato da Karl Urban: è assolutamente delizioso vederlo discutere con Spock! O anche Pavel Chekov, interpretato da Anton Yelchin venuto purtroppo tragicamente a mancare proprio meno di un mese fa (infatti il film è dedicato alla sua memoria).

In conclusione, Beyond è un appuntamento immancabile per tutti i fan di Star Trek, ma anche per tutti gli appassionati di fantascienza in generale, è davvero un film godibile e vi ritroverete a ridere insospettabilmente parecchio rispetto a quanto questa saga vi può aver abituato finora. Lunga vita e prosperità!

Vanessa Ives Articoli
Da quando ho visto "il Monello" di Charlie Chaplin è nato il mio amore per la settima arte. Divoro film, libri e serie tv incurante che la settimana prossima ho gli esami.

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