Il grande dio Pan – Un’edizione diabolica per i racconti di Arthur Machen

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Forse troverete tutto ciò strano, o addirittura insensato: strano sì, ma reale. Gli Antichi sapevano che cosa significasse “togliere il velo”: lo chiamavano “vedere il dio Pan”.

Il grande dio Pan di Arthur Machen, arricchito dalle illustrazioni dell’artista paraguaiano Samuel Araya, dopo la pubblicazione in Francia con la casa editrice Callidor è arrivato anche in Italia grazie a L’Ippocampo. All’interno di questa pregevole edizione sono contenuti i racconti Il grande dio Pan, La luce interiore, La storia del sigillo nero, La storia della polvere bianca e La piramide di fuoco. Completano il tutto i contributi di Guillermo del Toro, Jorge Luis Borges, S.T. Joshi e lo stesso Machen tra prefazioni e postfazione, e un addendum dell’illustratore Araya.

A mio parere non avrebbe granché senso recensire un libro che affonda le proprie origini in oltre un secolo fa limitandosi a “è bello” o “è brutto”, anche perché di critiche e analisi ne ha già ricevute innumerevoli, parte delle quali menzionate anche qui. Preferisco dunque tenere in conto altri criteri come la qualità della traduzione, la scorrevolezza del testo, il modo in cui si è scelto di alternare i vari contenuti (storie, introduzioni, illustrazioni), l’impaginazione e complessivamente la qualità dell’edizione.

Il volume, rilegato in copertina rigida, sia esternamente che internamente appaga lo sguardo. Nero e rosso sono i colori che dominano l’opera, comprese le illustrazioni, dando così una forte idea di coesione che mette costantemente il lettore nell’atmosfera desiderata, senza mai farlo estraniare. L’attenzione ai particolari è altissima, e si nota anche dall’utilizzo dei font: a parte quello adottato per la narrazione, che ritroviamo in tutti i racconti, lettere e documenti “ritrovati” presentano tutti dei font diversi, dando così davvero la sensazione che siano scritti da altre mani. Inoltre così come le sproporzionate capolettera di ogni capitolo sono adorniate da decorazioni rosse, troviamo in rosso anche le prime righe che seguono.

Il grande dio Pan in questa edizione è stato svecchiato ma non modernizzato. Machen così tradotto arriva dritto al lettore, risultando comprensibile senza essere snaturato, portando con sé il suo bagaglio poetico (sì perché a tratti ha una prosa che si avvicina maggiormente al lirismo, che fortunatamente è rimasta intatta). In più le introduzioni in questo caso sono essenziali per godere appieno della lettura, poiché presentano l’autore e il suo percorso, nello specifico la gestazione complessa proprio del racconto Il grande dio Pan e la sua accoglienza.

Va sottolineato che ovviamente, trattandosi di racconti slegati tra loro, la lettura di questo libro è apprezzabile sia godendosi un racconto alla volta e lasciando anche passare del tempo tra l’uno e l’altro, sia leggendolo tutto insieme come un’unica e armonica opera. Questa seconda modalità è preferibile per un primo approccio, perché una volta che ci si immerge nella paura e l’orrore narrati da Machen è difficile volersene staccare. Ci sarà sempre il tempo poi di rileggere i singoli racconti e soffermarsi sui passaggi più interessanti.

I racconti di Arthur Machen travolgono come un vortice, sconquassano l’animo del lettore mettendolo nella posizione di riflettere profondamente sull’animo umano e sulle reazioni che si possono o non possono avere, sui pensieri e sulle azioni. In questo caso non si parla del famoso “orrore cosmico”, e anche quando i racconti hanno tinte esoteriche, il focus è sempre sull’animo umano, su come (anche se lontane nel tempo e nello spazio) certe dinamiche possano essere ancora molto vicine al presente. Inoltre il modo in cui vengono alternati racconti e introduzioni fa sì che il lettore rimanga incollato alle pagine.

Il grande dio Pan edito da L’Ippocampo è un libro che si fa decisamente notare all’interno della propria libreria, e che non deve mancare nella collezione di ogni buon appassionato di horror, al fianco di altri ben noti autori quali Lovecraft e Poe.

Un ringraziamento speciale a L’ippocampo

Nina-chan Articoli
Dolce, carina, coccolosa, sadica, affascinata dall'horror e dal creepy... insomma, gli opposti convivono in me. "Mani in pasta" ovunque con collaborazioni tra sceneggiature, recensioni, gestione di disegnatori ed autori, sono loro il mio mondo. Datemi libri, non fiori.

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