Strange World – Un mondo politically correct o una realtà lungimirante?

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Voto:

Strange World – Un mondo misterioso è il 61° classico Disney secondo la nomenclatura ufficiale, dopo Raya – L’ultimo drago ed Encanto usciti nel 2021. Il film, a differenza dei due precedenti, ha fatto però flop al botteghino nonostante il regista Don Hall (che ha anche co-diretto Moana e Big Hero 6) e lo sceneggiatore Qui Nguyen siano gli stessi di Raya, e nonostante il cast presenti al doppiaggio nomi conosciuti come Jake GyllenhaalLucy Liu Dennis Quaid.

Oltre che per il suo flop commerciale, potreste aver sentito parlare di questo film anche per la presenza del primo personaggio apertamente LGBTQ+ in un classico Disney, motivo per cui è stato censurato in numerosi paesi e per cui alcune recensioni gli hanno dedicato più di qualche paragrafo. Onestamente, penso sia uno peccato che Strange World venga ridotto solo a questo e che la sua tematica principale venga snobbata a (s)favore di resoconti sulla ragione del suo flop e sulle politiche disneyane in fatto di inclusività, ma ci arriverò dopo aver finito con le informazioni di servizio, di cui manca solo la trama riassunta qui di seguito.

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Strange World parla di una famiglia di esploratori, conosciuta e rinomata in tutte le immaginarie terre di Avalonia: i Clade. Padre e figlio, Jaeger e Searcher Clade, sono sempre alla ricerca di nuove avventure e insieme hanno visitato i luoghi più aspri e remoti, dalle giungle tropicali ai deserti più assolati; quando però si ritrovano nel tentativo di oltrepassare le montagne innevate di Avalonia, impresa mai riuscita da nessuno prima, fra i due si crea una frattura: Searcher, il figlio, vuole tornare in città a studiare una pianta che hanno appena scoperto e che sembra emanare una strana energia, mentre Jaeger vuole continuare l’esplorazione. I due finiscono per separarsi, e da quel momento in poi Searcher non avrà più notizie del padre.

Venticinque anni dopo, Searcher (Jake Gyllenhaal) è conosciuto in tutta Avalonia come lo scopritore del Pando, la suddetta pianta, utilizzata come risorsa energetica da tutta la città. Searcher Clade è ormai diventato un agricoltore, e si occupa di coltivare Pando insieme alla moglie Meridian, vecchia compagna di spedizioni, e al figlio Ethan. Quando però Callisto, il sindaco di Avalonia (Lucy Liu), si presenta alla fattoria dei Clade per informarli che c’è un problema con la pianta stessa, Searcher si ritroverà a dover vestire un’ultima volta i panni dell’esploratore, nel tentativo di scoprire le origini del malessere della pianta partendo dalla sua radice stessa, sui monti di Avalonia. È nel corso di questa spedizione che il nostro eroe entrerà in contatto con il Mondo Misterioso del titolo.

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Il film presenta fin dai primi minuti una delle sue tematiche principali: da cosa è costituito il legame che unisce una famiglia. La famiglia è sempre stata un argomento cardine delle narrazioni Disney, in cui raramente è presente una famiglia di tipo tradizionale che non includa lutti, discrepanze generazionali, zii che svolgono funzione di genitori e volontà parentali in scontro con l’ambizione dei più giovani; soprattutto negli ultimi tempi, in cui lo spostamento di figure e ruoli familiari si è intrecciato a problematiche come il razzismo e l’inclusività, l’argomento sembra non esaurire mai le sue fonti d’ispirazione.

Strange World aggiunge un tassello fondamentale: ci viene presentata una famiglia inclusiva sia dal punto di vista etnico (Searcher è caucasico e la moglie Meridian afroamericana) sia sessuale (il figlio Ethan è apertamente omosessuale), ma nulla di tutto ciò viene sottolineato o esplicitato. In quanto spettatore è evidente notarlo, ma entrambi questi punti vengono semplicemente dati per scontati e non fungono da motore principale per la trama; sono la normalità e non vengono posti come problemi da affrontare, sebbene non si tratti di una realtà di passaggio ma una realtà evidente, visto che rappresenta la famiglia protagonista della storia (diverso ad esempio il discorso per la coppia omosessuale di Lightyear).

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I problemi che la famiglia Clade deve affrontare sono altri ma sempre attuali: le aspettative genitori-figli per quanto riguarda la carriera futura, canalizzati nel diverbio agricoltore-esploratore che vedrà coinvolti Jaeger e Searcher prima, Searcher ed Ethan poi, e la necessità di iniziare ad avere un nuovo modo di rapportarsi all’ambiente.

Il primo tema è trattato in modo delicato, attraverso dialoghi che non fungono mai da manifesti delle intenzioni, anzi, lasciano trasparire una genuinità per un modo di pensare legato esclusivamente a delle esperienze personali: i padri danno consigli sulla base di quanto hanno imparato, ma i figli faranno un’esperienza del mondo diversa e strettamente legata alla loro personalità e al loro modo di vedere le cose. È uno scontro generazionale che crea momenti divertenti (come quella in cui i personaggi giocano a un famoso gioco da tavolo di Avalonia) e che viene esplorato dall’inizio alla fine del film, come presa di consapevolezza di tutti i protagonisti in gioco e non solo del principale (principesse Disney, sto parlando di voi).

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La tematica dell’ambiente è invece quella più inaspettata e a mio parere anche la più riuscita: non ci si limita a professare un generale rispetto per l’ambiente con le solite richieste di non inquinare, di provare a empatizzare con gli animali e così via, ma si cerca il più possibile di rappresentare un mondo lontano, diverso e incomprensibile per impedire ogni immediata connessione con il nostro; basti solo osservare che le creature presenti, come quella blu nell’immagine sopra, non hanno un viso.

Questo “Strange World” è straniante e distaccato, dominano colori freddi e la prima reazione che provoca è quella di attaccare ciò che non si conosce o trattarlo alla stregua di ciò che si conosce. Invece, andando avanti con l’esplorazione, ci si ritrova di fronte ad un universo che ha alle spalle un concetto simile a quello di Pandora, l’ambientazione di Avatar: ogni creatura vegetale e animale è connessa ed è un essere sia a sé che legato ad altri, in un equilibrio che non va spezzato né sottovalutato solo perché la specie umana sembra l’unica in grado di poterlo controllare. In parole più semplici, viene ridata dignità all’ambiente in quanto essere vivente a sé, che non deve essere inglobato né controllato dagli esseri umani, ma semplicemente rispettato come coinquilino dello stesso pianeta.

Rispetto che arriva nonostante la mancanza di tratti che l’essere umano riconosce: gli animali e le piante di Strange World non hanno comportamenti spiegabili, non hanno un volto, non sembrano provare emozioni, non si capisce come funzionino tutti insieme; non tutto dev’essere razionalizzato o spiegato, perché spesso le nostre percezioni e la nostra mente fanno cilecca. Bisogna solo accettare di coesistere, ognuno col modo specifico della propria specie di intendere il “vivere”.

Se cercate qualcuno con cui entrare in empatia, c’è pur sempre il cane

Detto questo, Strange World è disponibile su Disney+ già dal 23 dicembre scorso, ed io vi consiglio caldamente di vederlo se avete voglia di un’avventura esplorativa in stile Atlantis, senza però personaggi troppo originali (sia nella personalità che nel character design) o dialoghi altrettanto brillanti. C’è una visione dell’ambiente innovativa, un modo dolce di rappresentare tematiche familiari e un bel plot-twist finale. Non aspettatevi la rivoluzione del secolo, ma neanche il disastro dipinto dal flop al botteghino e le critiche superficiali.

SannyBoodmann Articoli
Esaltata e riflessiva, amante dei libri fin da piccola e dei film fin da quando ha scoperto che anche quelli da festival (ovvero, i millantati come i più impegnati) possono essere alla portata di chiunque abbia una mente aperta e uno spirito critico definibile tale. Fan dell' "accessibile a tutti" ma anche del "commentabile da pochi".

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