Hitler è morto vol. 2: Morte alle spie

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Il quesito principale con cui si concludeva il primo volume di Hitler è morto era: che fine ha fatto il Führer? Domanda che diventa ancora più insistente e scottante in Morte alle spie, seconda parte della miniserie edita da Star Comics, illustrata dal talentuoso Alberto Pagliaro e sceneggiata dal giornalista francese Jean-Cristophe Brisard. A Stalin servono urgentemente le prove della morte del dittatore. Fortunatamente, grazie alla competizione tra Smerš e NKVD – rispettivamente controspionaggio sovietico e polizia politica – un cadavere è saltato fuori, ma… non è quello del Cancelliere. Il fatto genera scompiglio ed entrambi i corpi militari corrono ai ripari con nuovi, articolati piani portati avanti dai protagonisti già noti, tra cui il tenente Elena Kagan e i suoi compagni.

Interrogare Fritz Eichmann, il dentista di Adolf Hitler, potrebbe fornire importanti prove? Chissà. Sta di fatto che ormai la sanguinosa battaglia in corso non ha più come obiettivo la scoperta della verità, ma la prevaricazione e la sopravvivenza. Una dimostrazione di come, persino tra chi ha salvato il mondo dal nazismo, esistano individui spregevoli ed egoisti.

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A proposito di avide serpi, la polizia segreta non può ancora cantare vittoria. Il direttore Lavrentij Berija – ancora più spietato in questo secondo volume – fa di tutto per vincere la “corsa al cadavere”, ricorrendo persino agli imbrogli del capitano Sergei Saveliev e alla violenza. Il suo obiettivo è tornare ad essere l’uomo più potente del paese.

La situazione è bollente: gli americani e i soldati russi hanno bisogno di risposte, Hitler è deceduto o in fuga? Il tutto si svolge tra una Berlino che pullula di truppe Alleate e una Mosca sui carboni ardenti. Come se non bastasse, entra addirittura in scena il maresciallo Žukov; peccato che il suo arrivo non sia stato orchestrato così:

Scherzi a parte, nel frattempo, un sottomarino tedesco sbarca in segreto due passeggeri sulle coste argentine. Di chi si tratta? Tra Mar del Plata e Buenos Aires si sparge velocemente la voce che potrebbe trattarsi proprio del dittatore nazista in cerca di un rifugio. La notizia arriva persino all’FBI comandata da J. Edgar Hoover. Pare dunque che altri attori scenderanno in campo per dare il loro contributo in questo controverso affare di stato.

Ad aggiungere altra benzina sul fuoco è l’imminente Conferenza di Potsdam: l’incontro dal grande peso storico in cui i massimi dirigenti delle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale – i cosiddetti Tre Grandi – discuteranno accordi sulla gestione dell’immediato dopoguerra. In altre parole, Iosif Stalin, Harry S. Truman e Winston Churchill sono arrivati nella Germania dell’Est per trattare la pace e Adolf Hitler potrebbe essere ancora a piede libero.

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Rispetto al primo volume, la narrazione viene portata avanti da un numero più alto di dialoghi – molto ben scritti e ritmati – e meno frangenti votati all’azione. Non che questo sia un male: l’incedere non è spedito come in Vigile e spietato, ma resta comunque intrigante. Per rimanere in tema, si può affermare che Morte alle spie si sia ispirato al cinema Kammerspiel: gli eventi scorrono in ambienti raccolti, in cui è possibile apprezzare al meglio i gesti e le espressioni dei personaggi coinvolti. Le pagine del fumetto diventano delle lenti di ingrandimento sulla psicologia e sulle emozioni dei protagonisti, che spesso si lasciano andare a slanci di rabbia o nervosismo.

La sensazione che si prova durante la lettura è – in senso buono – un’oppressione mista ad una tensione continua. Sentore amplificato dalle tavole di Alberto Pagliaro in cui troviamo nuovamente un’inchiostrazione pesante, dei netti chiaroscuri e forti contrasti tra colori che richiamano – come sottolineato nella recensione precedente – l’Espressionismo tedesco pittorico e filmico. Una suggestione che, unita al sopracitato Kammerspiel, dà luogo ad un perfetto mix inedito tra estetica pungente e narrazione intimistica. Non mancano inquadrature sghembe e una frammentazione ancora maggiore dei momenti più concitati: un ottimo modo per immergere nel racconto da diverse angolature o punti di vista.

Il finale di Hitler è morto vol. 2: Morte alle spie ci informa che un destino inaspettato attende Berija. Oltre questo, parte l’operazione Mito, voluta da lui stesso: una controinchiesta ufficiale sulla scomparsa del Führer; la più imponente missione segreta mai organizzata in tutta l’Unione Sovietica, atta a ricostruire gli avvenimenti del 30 aprile 1945, data della scomparsa del Cancelliere del Terzo Reich. La ricerca della verità non è ancora finita.

Un ringraziamento speciale a Star Comics

Nefasto Articoli
Videogiocatore incallito, cinefilo dalla nascita, attore di teatro e batterista da diversi anni. Adoro approfondire qualsiasi cosa abbia a che fare con l'arte e l'audiovisivo: è difficile fermarmi quando inizio a scrivere o a parlare focosamente di ciò che amo.

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