The Batman

the batman 2022 recensione

Voto:

Dopo la disastrosa esperienza dell’Extended Universe, la DC/Warner ha capito che la sua strada non doveva per forza andare di pari passo con quella della rivale Marvel/Disney, ma che poteva invece variare la formula ormai stantia dei cinecomics sempre uguali a sé stessi. Con Joker, che ha vinto anche il Leone d’oro a Venezia, il trend DC si è spostato maggiormente su singoli film dalla più forte carica autoriale e non necessariamente collegati tra loro. L’anno scorso c’è stato il fantastico The Suicide Squad di James Gunn, e quest’anno è la volta di un nuovo Batman, interpretato da Robert Pattinson e diretto da Matt Reeves (Il Pianeta delle Scimmie, Cloverfield).

Intitolato solamente The Batman, il film di Reeves non si pone come ennesima origin story dell’uomo pipistrello, ma ce lo presenta in un mondo in cui è vigilante da già 2 anni. In questo modo possiamo risparmiarci l’ennesima riproposizione della morte dei coniugi Wayne e andare direttamente nel vivo dell’azione, questa volta con un thriller nudo e crudo. Tornando a una dimensione più terrena rispetto ai film di Snyder, qui Batman riacquista la sua identità di detective, muovendosi per le vie di una Gotham City mai così marcia e squallida, sotto una pioggia costante di Blade Runneriana memoria. È da sottolineare anche l’assoluta inesperienza del giovane Bruce, che qui è molto più piccolo non solo fisicamente – non è un omone tutto muscoli come Ben Affleck o anche Christian Bale – ma anche caratterialmente. Reeves ha voluto Pattinson per rappresentare al meglio una versione “borderline” del supereroe DC, che qui si porta dietro i suoi traumi non ancora completamente elaborati.

the batman indagini

L’incipit del film è molto semplice: durante la notte di Halloween, il candidato sindaco uscente di Gotham City viene misteriosamente assassinato e Jim Gordon (Jeffrey Wright), contro la volontà dell’ispettorato di polizia, chiede aiuto a Batman nel collaborare alle indagini, in quanto è stato rinvenuto sulla scena del crimine un biglietto indirizzato proprio a lui da parte dell’assassino, una figura misteriosa che si fa chiamare Enigmista (Paul Dano). Seguendo gli indizi e gli indovinelli lasciati da questo maniaco che vuole “smascherare la verità” di Gotham, i due finiranno in un intrigo molto più grande di quello che ci si potrebbe aspettare, andando a coinvolgere la mafia di Carmine Falcone (John Turturro), Il Pinguino (Colin Farrell), Selina Kyle (Zoë Kravitz) e perfino il passato stesso di Bruce Wayne.

La parte migliore del film di Reeves, tralasciando l’aspetto tecnico, è sicuramente l’arco narrativo di Bruce/Batman, il quale finirà progressivamente a dover fare i conti con il suo più grande trauma, che invece cerca di nascondere facendo il vigilante, come personificazione della vendetta per i suoi genitori. La sua è una psicologia complessa, si tratta di una persona che non riesce ad andare avanti e che ha fatto del suo dolore la sua ossessione. C’è un parallelismo molto interessante con il villain interpretato da Paul Dano, quello principale del film, la cui ragion d’essere è forse tra le più potenti e interessanti nei cattivi degli ultimi tempi.

the batman indizi enigmista

Il confronto con l’Enigmista infatti non è altro che un pretesto per parlare di temi importantissimi quali la differenza di classe, i sussidi privati alle strutture pubbliche, arrivando fino all’utilizzo “malsano” dei social e dello streaming, che riescono a far convivere comunità di qualsiasi frangia estrema e farle organizzare senza alcun problema. Il Batman di Reeves è un film sociale, che affonda nel reale non solo le sue radici, ma tutto il tronco dell’opera. Ancor più della versione di Nolan, infatti, Gotham e i suoi abitanti sono estremamente realistici, e nessuno ha poteri particolari né costumi estrosi. Il Pinguino ad esempio è “solo” un mafioso sfregiato e col naso a punta, non ha le origini “fantastiche” che presentava anche Tim Burton nel suo Batman Returns.

Fortunatamente siamo di fronte ad uno dei rarissimi casi in cui l’iperrealismo in un cinecomic non ne rovina la fruibilità, ma solo perché questa volta tutto l’apparato narrativo è stato appositamente costruito per trattare qualcosa di realistico e verosimile, tramite dei personaggi che non sono più macchiette inserite in un contesto serio – come purtroppo accadeva nell’ultimo film di Nolan – ma un tutt’uno completo, in cui anche uno psicolabile vestito col mantello non sembra fuori luogo.

the batman scena del crimine

Se quindi The Batman riesce ad essere cupo, violento e a prendersi veramente sul serio per quello di cui parla – al contrario dei lavori di Snyder nei quali la seriosità imposta era davvero stucchevole – il problema principale risiede nella sua durata. 3 ore quasi piene sono troppe per un film del genere, soprattutto se trattato in questo modo. Il film in alcune scene soffre pesantemente di una certa didascalicità che personalmente non sono riuscito a spiegarmi. È come se il regista, negli snodi più importanti, avesse voluto ripetere alcune scene con delle versioni meno “criptiche” – quando già si capivano benissimo – per assicurarsi che lo spettatore afferrasse il concetto. Questi allungamenti improvvisi, che piagano tutta la pellicola, portano la durata a lievitare parecchio, soprattutto per un’indagine del genere che, se non risolta nel giro di un paio d’ore, potrebbe portare alla noia molto velocemente.

Se però questo The Batman non annoia mai veramente, neanche per un minuto, si porta comunque dietro una certa pesantezza e stanchezza, con alcune situazioni e cliché del genere che si fa ancora fatica a lasciar andare. È un peccato perché, quasi come fosse bipolare, è un film che ha moltissimo di originale, soprattutto nel trattare determinate situazioni, ma che poi di colpo torna a una classicità banale nella scena successiva. Penso che Matt Reeves non sia riuscito, vuoi per timore verso il materiale, vuoi per un eccessivo rispetto, a osare completamente come invece aveva fatto con i suoi due film de Il Pianeta delle Scimmie.

Altra piccola nota: nonostante il film abbia una regia veramente ispirata e quella sì, con soluzioni sempre originali e scene d’azione girate benissimo, soffre in alcuni sporadici momenti di problemi di montaggio. Nei titoli di coda figurano due montatori diversi, e questo potrebbe aver influito con magari uno che è subentrato all’altro nel lavoro, in quanto ci sono alcune soluzioni che incredibilmente vanno fuori continuità con le scene precedenti. Fortunatamente rimangono pochi casi isolati, ma in alcuni momenti specifici, soprattutto quelli più concitati, ci sono dei tagli che difficilmente riesco a spiegarmi, o delle inquadrature montate in risposta ad altre veramente difficili da accettare. In più, sempre parlando di continuità, si fa fatica a credere ad un paio di sequenze fin troppo tamarre per il mood “gotico” settato dal film.

the batman enigmista

Nonostante tutto The Batman è un film sicuramente importante: segna la rinascita dell’uomo pipistrello sul grande schermo dopo anni di distopia snyderiana, ma soprattutto porta avanti il filone positivo della DC cinematografica, che sembra finalmente aver trovato la quadra per le sue produzioni. Gli effetti speciali, complice anche la nuova tecnologia del LED wall usata in The Mandalorian, sono fantastici, così anche come la fotografia di Greig Fraser, che abbiamo già apprezzato in Dune.

Se questo The Batman fosse durato una quarantina di minuti di meno, sfruttando meglio il ritmo ed i suoi personaggi – visto che a parte Batman, Gordon e l’Enigmista gli altri sono solo delle belle figurine con poco approfondimento – forse staremmo gridando al capolavoro, ma “purtroppo” quello che tocca tenerci è solo un bel film.

Un ringraziamento speciale a Warner Bros. Italia

    Lorexio Articoli
    Professare l'eclettismo in un mondo così selettivo risulta particolarmente difficile, ma tentar non nuoce. Qualsiasi medium "nerd" è passato tra le sue mani, e pur avendo delle preferenze, cerca di analizzare tutto quello che gli capita attorno. Non è detto che sia sempre così accurato però.

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