Backbone (PC)

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Voto:

In una Vancouver distopica abitata da animali antropomorfi sta accadendo qualcosa di oscuro e misterioso: il numero dei cittadini scomparsi è in aumento e sarà compito nostro, nei panni di un procione detective, svelare la verità.

Sebbene le società di animali non sono di certo più una novità nel mondo dell’intrattenimento e riscuotono un certo successo col pubblico, basti pensare a un prodotto come Beastars, il team di EggNut ci propone col suo Backbone una bellissima avventura noir in pixel art che merita assolutamente di essere recuperata, a maggior ragione se avete il Game Pass per PC dal momento che è tra i titoli inclusi.

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In un noir che si rispetti non può di certo mancare la figura carismatica del detective, e qui il protagonista indiscusso della storia è Howard Lotor, un procione che ama indossare il suo impermeabile e che cerca di sopravvivere col suo lavoro, sebbene siano pochi i casi da risolvere. Il prologo inizialmente risulta un po’ noioso, perché ci viene richiesto di sistemare la nostra casa/ufficio, ma nel frattempo attraverso le scelte di dialogo iniziamo a dare un background al nostro protagonista, decidendo se renderlo cinico e distaccato, oppure più sensibile e legato agli affetti familiari.

Le cose iniziano a farsi più interessanti quando nel suo ufficio si presenta una cliente disperata, chiedendo di ritrovare ed incastrare il marito fedifrago che è sparito lasciandola sola con i figli. Quello che sembra un semplice caso, porterà Howard a scoprire verità scomode che metteranno a repentaglio la sua stessa vita, in quanto coinvolgono le figure di potere della Città (The City, non viene mai chiamata Vancouver dai suoi abitanti). Parliamo delle Scimmie e di Clarissa Bloodworth, un orso polare che gestisce il famoso locale The Bite e che è anche a capo di una delle famiglie mafiose più potenti della Città.

A voler smascherare la femme fatale polare c’è un’altra figura femminile forte: la giornalista investigativa Renee Wilson. Renee è un’elegante volpe che verrà in nostro aiuto e ci assumerà per continuare le nostre indagini e scoprire cosa è successo agli animali scomparsi misteriosamente. Ad aiutarci nel nostro lavoro ci saranno anche amici di lunga data di Howard, come Anatoli, un grasso castoro padre di famiglia che ci porterà nei vari quartieri della Città, e Larry, un altro procione che vive ai margini della società insieme ad altri senzatetto.

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La storia è divisa in 5 atti, per un totale di ore di gioco che può variare dalle 5 alle 7 ore. La trama (come ci si aspetterebbe da un racconto noir) è intrigante e il desiderio di scoprire la verità aumenta man mano che si va avanti. Tuttavia dal terzo atto le vicende prendono una piega molto più cupa e fantascientifica, che però lascio scoprire a voi. Sebbene abbia apprezzato molto la svolta nella narrazione, non sono completamente sodisfatta dall’epilogo, nel quale sembra che il tutto sia stato risolto in fretta e furia.

Ad essere scritti davvero bene sono i dialoghi: sono diversi gli animali con cui potremo interagire e varie le possibilità di scelta di dialogo che determineranno il carattere del nostro peloso protagonista. Per esempio potremo decidere se mostrare empatia o meno e questo determinerà l’ottenimento di trofei. Ma anche quando decideremo di mentire dovremo fare attenzione a quel che diciamo e saranno divertenti le risposte che ci daranno i nostri interlocutori. Purtroppo però va precisato che il gioco non è stato tradotto in italiano: è presente solo la lingua inglese e per poter apprezzare appieno la narrazione e l’umorismo dei dialoghi è necessario un livello di comprensione intermedio.

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Backbone colpisce anche per la cura riposta nel creare l’ambientazione. La società che ci viene presentata è ben articolata e non priva di discriminazioni in base alla specie a cui si appartiene. Al vertice della piramide sociale troviamo le Scimmie, considerate esseri superiori in quando più simili al Pastore (“The Shepherd”), l’entità divina venerata dagli animali, e per questo detengono il controllo sulla città. Dopo le scimmie vengono i carnivori e ad occupare le posizioni più umili sono i piccoli roditori, a cui sono precluse alcune carriere, e i reietti che vengono cacciati dalla società. Le differenze sociali sono ben evidenziate anche dal design dei vari quartieri, dove a grattacieli e locali di lusso si contrappongono le palazzine fatiscenti del quartiere industriale.

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La prima volta che ho visto il trailer di Backbone sono rimasta colpita dalla bellezza della pixel art e giocandolo è impossibile non rimanere incantati dall’attenzione ai dettagli, con sprite dal design accattivante e la cui animazione è sempre molto fluida e ben curata, specialmente per quanto riguarda i micromovimenti di code e orecchie. Questa cura la si ritrova anche negli sfondi, dove troviamo edifici ricchi di dettaglianimali con cui non è possibile interagire, ma che rendono i quartieri e i locali pieni di vita. Alla pixel art 2D si intervallano ad ogni nuovo capitolo delle scene con bellissime illustrazioni in movimento.

Il gameplay è un’interessante combinazione tra un punta-e-clicca e un videogame a scorrimento dove, oltre alla componente di role playing che ci viene data dall’ampia scelta di risposte nei dialoghi, troviamo anche momenti che richiedono stealth e logica. Purtroppo si presenteranno pochissime occasioni in cui verrà richiesto di esplorare per risolvere enigmi e soprattutto mi è dispiaciuto che in un gioco con un detective non ci fosse la possibilità di combinare gli indizi per fare delle deduzioni, un’attività limitata al consultarsi con Renee. Pertanto prevale l’aspetto di avventura grafica molto narrativa.

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La musica ha un ruolo sempre molto importante nel creare l’atmosfera giusta, con jazz strumentale e pezzi cantati che contribuiscono a darci l’illusione di essere davvero degli affezionati clienti del The Bite. Ovviamente con l’evolversi della storia anche la colonna sonora muta e trasmette nuove sensazioni, risultando sempre azzeccatissima e adatta alla narrazione.

Sebbene all’inizio dia la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di già visto (basti pensare a Zootropolis o BlacksadBackbone nel complesso risulta un videogioco indie molto interessante. Forse gli sviluppatori avrebbero potuto osare di più col gameplay, proponendo altri enigmi e permettendo al giocatore di fare le sue deduzioni, ma in ogni caso merita di essere giocato per la trama molto originale e anche perché possiede un’estetica che lascia costantemente meravigliati per la cura dei dettagli e per i design della Città e dei suoi vari abitanti, mai ripetitivi, cosa rara visto che di solito in giochi del genere si tende a riciclare gli sprite.

Se vi piacciono le ambientazioni noir, la pixel art e le avventure grafiche, o semplicemente cercate un gioco leggero con una bella storia e un protagonista carismatico, Backbone potrebbe decisamente fare al caso vostro.

Special thanks to Raw Fury

https://youtu.be/bTC6ZET43uM

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La mia passione per i videogiochi nasce sin da bambina con la prima Play e Pokemon Blu per GameBoy e non mi ha mai abbandonata. Amo in particolare i GDR e rilassarmi con Animal Crossing. Oltre ai videogiochi, mi interessano molto le serie tv e l'animazione nelle sue varie forme.

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