Due Monete, di Núria Tamarit

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Mar è una ragazza di 17 anni e proprio come tutti gli adolescenti del nostro periodo storico è abituata ad un tenore di vita ricco di comodità e convinzioni, ma presto un’esperienza introspettiva le farà cambiare visione su tutto quello che conosce delle persone e della vita stessa. La madre, di professione architetto, è stata mandata in un villaggio del Senegal per un’iniziativa umanitaria finalizzata alla costruzione di una biblioteca ed un centro di comunicazione radio, e questo viaggio diventa subito un pretesto per portare con sé la figlia, troppo attaccata agli agi del cosiddetto primo mondo.

due monete mar

Il plot di Due Monete è abbastanza semplice, nulla di più azzeccato per raccontare una storia che non ha bisogno di grandi sviluppi di trama o troppi giri di parole. Il fumetto è una tela bianca sulla quale l’autrice Núria Tamarit riesce benissimo ad intavolare un discorso molto profondo sul senso stesso dell’umanità e di come possa essere fortemente soggettivo e cambiare da persona a persona, specialmente in un popolo dove l’importante non è avere elettricità o Wi-Fi, bensì ballare, condividere quello che si possiede e stare insieme a festeggiare quell’enorme fortuna chiamata vita.

Mar non comprende subito l’importanza di questo viaggio ed affronta moltissime difficoltà legate alla lingua straniera, alla sopracitata mancanza di connessione ad internet per lei fondamentale, o anche agli scarsi standard igienici. Persino il medicinale contro la malaria diventa presto un peso per la ragazza, in particolare dopo aver iniziato a conoscere i suoi nuovi amici, i Wolof, che le raccontano tutto quello che da noi arriva ovattato da luoghi comuni e stereotipi dannosi alla cultura: il loro rapporto con la spiritualità, con la natura e con tutto quello che li circonda è profondamente diverso dal nostro, tanto da spaventarla all’inizio… Il suo viaggio termina infatti proprio quando si rende conto che quello che le mancava diventa sempre meno importante nella vita reale e che molte delle diversità nella vita quotidiana dei Wolof invece le mancheranno.

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In merito ai disegni, non si può non ammirare la vita che scorre nelle pagine di questo romanzo a fumetti: ogni tavola è ricca di colori e di espressività, e spesso si riesce a capire il mood di un dialogo semplicemente con quello che ci trasmettono le tonalità. I volti di tutti i personaggi sono estremamente semplificati per rendere ogni espressione più ricca d’animo possibile, e in questo l’autrice riesce magnificamente dando massima importanza alla vita delle forme che disegna; le pose dei personaggi perdono di credibilità durante gli allegri balli e diventano come delle entità extracorporee trascinate dalla musica.

Senza preavviso la storia poi prende una piega leggermente inquietante e per qualche vignetta i toni diventano scuri, le passate di colore frastagliate e nervose, e gli ambienti vengono governati da neri e grigi pieni che fanno risaltare a pieno la parentesi del discorso. Quest’ultimo avrà sia il compito di dare un senso più impegnato al fumetto, sia di lasciare un insegnamento importante al lettore, che sicuramente ricorderà queste pagine per molto tempo.

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Due Monete di Núria Tamarit è la storia di un viaggio che trascende le pagine e diventa il percorso del lettore attraverso le stesse domande che la protagonista si pone, creando un distacco sempre più sottile tra la realtà e la sua rappresentazione; i disegni inoltre non cercano di riprodurre fedelmente la realtà, ma la vita insita in essa, risultando molto piacevoli e rendendo la scrittura molto scorrevole nonché, in fin dei conti, leggera.

Un ringraziamento speciale a Bao Publishing

Murdock Articoli
Appassionato di Fumetti e Videogiochi, perché esperto non sono e recensore fa subito radical chic.

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