His Dark Materials – prima stagione della serie tv

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His Dark Materials di Philip Pullman (in italiano “Queste Oscure Materie“) è una delle trilogie letterarie più famose e premiate del genere fantasy/young adult. Già nel 2007 la sua prima parte, La Bussola D’Oro, era stata trasposta in un film che, malgrado il buon successo al botteghino, dopo la crisi economica del 2008 non ha mai avuto i due sequel necessari a concludere la storia, lasciando i fan e gli spettatori dell’epoca con l’amaro in bocca a causa di un cliffhanger mai risolto.

Con la conclusione della sua serie di punta Game of Thrones, HBO ha deciso di scommettere proprio sulla trilogia di Pullman, acquisendo i diritti per realizzarne una serie tv. La prima stagione si è conclusa di recente e in tutto ce ne sono 3 confermate, una per ogni libro, che puntano ad adattare nel modo più completo le avventure di Lyra Belacqua.

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Il mondo di His Dark Materials è, all’apparenza, una versione dieselpunk del nostro, con incursioni nell’art déco, che però nasconde anche una parte fantasy non indifferente. I bambini, infatti, dopo una certa età sviluppano i Daimon, animali parlanti che rappresentano l’anima di ognuno. Da piccoli la forma del proprio Daimon muta continuamente mentre, con il raggiungimento dell’adolescenza, il suo aspetto si stabilizza in quella che sarà la proiezione dell’anima e del carattere della persona.

Lyra è una bambina lasciata in affidamento dallo zio Asriel al Jordan College, una delle scuole più famose di Londra; raggiunti i 12 anni, per colpa di una scoperta fatta da suo zio si ritrova incastrata in un complotto che potrebbe destabilizzare l’ordine mondiale e il Magisterium, l’organizzazione religiosa che detiene il potere e che censura tutto quello che potrebbe rivelarsi “pericoloso”.

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A livello registico e fotografico la serie è di altissimo livello, HBO non risparmia di certo sul budget e si riconferma come sempre una garanzia sugli aspetti tecnici. Anche le scene in cui la CG è più preponderante viene mascherata a dovere, senza mai sembrare plasticosa ed artefatta. In questo aiutano anche le meravigliose scenografie, che negli interni o comunque i luoghi più circoscritti sono reali, costruite a mano, e aumentano di molto l’atmosfera della serie.

In quanto alla sceneggiatura, partendo già da un’ottima base gli 8 episodi della prima stagione risultano particolarmente pregevoli: sono stati inseriti anche elementi dei libri successivi e fatti dei tagli dove necessario, riuscendo ad adattare tutta la prima parte, che termina nel punto in cui già anche il primo film s’interrompeva, coincidente con il primo libro.

Solo le ultime due puntate hanno un ritmo più accelerato delle altre e rappresentano probabilmente uno dei pochi difetti della serie, poiché chiudono troppo sbrigativamente sia la storyline principale che le secondarie, che a mio parere avrebbero necessitato di qualche tassello in più nel loro sviluppo. Forse sarebbero bastati giusto un paio di episodi in più per avere definitivamente un prodotto di altissima qualità.

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His Dark Materials è senza dubbio una serie tv realizzata con cura, che ha dalla sua un cast di attori assolutamente pregevole (tra cui James McAvoy e Ruth Wilson che ci offrono le interpretazioni migliori, oltre ad una promettentissima Dafne Keen) ed un budget elevatissimo che la portano ad un livello superiore rispetto a quelle dello stesso genere.

Se la seconda e la terza stagione riusciranno a mantenere la stessa qualità nella scrittura, migliorando la gestione dei finali, ci troveremo davanti a un’ottima opera. Tuttavia, per il suo essere eccessivamente “magica” e dal target un po’ troppo adolescenziale, la serie rischia comunque di passare in sordina, non riuscendo a raccogliere la pesante eredità di Game of Thrones come sembra essere nelle intenzioni di HBO.

Lorexio Articoli
Professare l'eclettismo in un mondo così selettivo risulta particolarmente difficile, ma tentar non nuoce. Qualsiasi medium "nerd" è passato tra le sue mani, e pur avendo delle preferenze, cerca di analizzare tutto quello che gli capita attorno. Non è detto che sia sempre così accurato però.

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