Le Storie di Guerra di Garth Ennis vol. 1 – 1939-40: Spagna/Inghilterra

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La SaldaPress porta in Italia un’opera per non dimenticare. Storie di Guerra è un fumetto che non mette in secondo piano il punto di vista dei vinti e soprattutto non tralascia il fatto che di guerre in tutto il mondo ce ne sono state moltissime, oltre a quelle che ci riguardano più da vicino.

In questo primo volume Garth Ennis (come già annunciato dal sottotitolo) tratta della guerra in Spagna e poi in Inghilterra nel periodo 1939-1940. Per separare le due realtà belliche le illustrazioni sono state affidate a disegnatori diversi: Carlos Ezquerra per la Spagna e Tomas Aira per l’Inghilterra; questa scelta permette al lettore di separare in maniera netta i due racconti così che non si fondano contaminandosi a vicenda.

Considerata la netta separazione fra le due ambientazioni sia a livello visivo che narrativo, preferisco affrontarle separatamente per poi giungere ad un giudizio complessivo.

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Condor è il titolo del primo racconto ed inizia quasi come una barzelletta perché un inglese, un irlandese, un tedesco ed uno spagnolo si ritrovano bloccati nella stessa fossa per ripararsi da un bombardamento. Eppure in questa situazione non c’è da essere felici perché sono tutti dei soldati, ognuno con le sue convinzioni, religione, politica ed origine. Questi uomini possono solamente attendere che il bombardamento termini per tornare nelle rispettive trincee e cosa c’è di meglio se non chiacchierare durante l’attesa?

L’espediente narrativo del costringere quattro caratteri così diversi nello stesso posto permette all’autore di parlare agevolmente non di una, ma di quattro realtà, ognuna rappresentata da uno dei protagonisti. È così che Garth Ennis riesce magistralmente a parlare non solo degli avvenimenti storici avvenuti in quel contesto, ma anche delle illusioni, dei sogni e della filosofia dietro di essi, della forza motrice in grado di spingere gli uomini a combattere. In tal modo ci rendiamo conto di assumere un punto di vista esterno per cui ognuno dei protagonisti ha la sua ragione, vittima del contesto, accecato dagli ideali ed alla fine dei conti nella guerra non esistono vincitori perché c’è sempre chi soffre e muore.

I disegni della parte spagnola di Storie di Guerra sono affidati a Carlos Ezquerra che con tratti forti e decisi e tinte nette riesce a trasmettere appieno l’atmosfera cupa che permea quella fossa, quasi a volerci far sedere accanto ai quattro soldati e sentire le loro avventure tra l’esplosione di una bomba e l’incessante fischiare delle pallottole. Il disegnatore ci fa sentire letteralmente la guerra addosso insieme a tutte le sue ingiustizie: fino a che esistevano i sogni, gli ideali e le speranze Ezquerra si permette di usare anche dei colori chiari che però ben presto scompaiono quando giunge la presa di coscienza nei personaggi. L’unica eccezione è il bombardamento di Guernica in cui il dramma viene espresso in tutta la sua crudezza tra il fuoco causato dalle bombe ed i resti delle vittime per arrivare all’oblio sempre più scuro.

storie di guerra garth ennis volume 1 squadrone dei vampiri

Il secondo racconto si intitola Lo squadrone dei vampiri ed introduce il problema per la R.A.F. di combattere i bombardamenti tedeschi, specialmente di notte senza mezzi adeguati e con un organico tutt’altro che coeso ed organizzato, bensì formato da volontari provenienti da vari territori dell’impero britannico. Ennis assume una tecnica narrativa diversa rispetto alla Spagna, dividendo il racconto in più capitoli, ottenendo però come risultato un appesantimento della storia.

I tratti di Aira sono più delicati anche se decisi rispetto a quelli di Ezquerra, il che è coerente considerando che viene affrontato un tipo di combattimento diverso e viene anche narrata la storia in modo differente, però la colorazione non incontra purtroppo i miei gusti. Matt Martin usa una colorazione totalmente digitalizzata che rimanda alla tecnica che solitamente si vede nei fumetti in cui vengono trasposti i videogiochi, dove specialmente le ombre non sono delineate dai tratti ma sfumano in modo troppo innaturale facendo perdere profondità all’immagine (in Condor invece l’addetto ai colori è Moose Baumann). Inoltre questo tipo di colorazione non permette ad una lettura superficiale di identificare bene i singoli personaggi, così che in certi momenti non si capisce più chi è che stia parlando se non procedendo a ritroso tra le vignette e ciò rallenta ulteriormente il ritmo della storia.

Anche ne “Lo squadrone dei vampiri” Ennis riesce a parlare di molte tematiche oltre ad illustrare un interessante spaccato storico, ma la scelta della divisione in capitoli unita ad un disegno che non ha incontrato le mie corde hanno reso la lettura molto, molto lenta. Ho personalmente apprezzato, però, il parlare del lavoro delle donne nelle fabbriche, un aspetto decisamente trascurato e che ricorda che nelle guerre non sono coinvolti solamente gli uomini.

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Tirando le somme bisogna fare la media fra le due storie lette. In Storie di Guerra l’impronta di Ennis è solida e grazie a lui vengono narrate senza fronzoli cose che nessuno dovrebbe dimenticare, che dovrebbero essere lette sia dai giovani che dai più grandi perché solo non dimenticando si può sperare di non fare gli stessi errori commessi in passato. L’unica pecca del volume per me è il disegno dedicato all’ambientazione inglese, ma questo non rende il fumetto assolutamente meno meritevole di essere acquistato: tratta di tematiche importantissime e dovrebbe essere nella libreria di tutti perché tra racconti fantastici, risate e riflessioni, c’è bisogno di ricordare anche la storia vera.

Un ringraziamento speciale alla SaldaPress

Nina-chan Articoli
Dolce, carina, coccolosa, sadica, affascinata dall'horror e dal creepy... insomma, gli opposti convivono in me. "Mani in pasta" ovunque con collaborazioni tra sceneggiature, recensioni, gestione di disegnatori ed autori, sono loro il mio mondo. Datemi libri, non fiori.

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