Be careful little eyes what you see – La trama nascosta di Outlast 2

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Questo articolo è stato aggiornato il 29 Ottobre 2021

Se avete giocato ad Outlast 2 senza prima aver portato a termine Outlast e il suo DLC Whistleblower, la trama del gioco vi sarà risultata a dir poco confusionaria, ma anche coloro che hanno giocato i titoli precedenti prima di questo potrebbero aver bisogno di alcune delucidazioni.

Lo scopo di quest’articolo è, per l’appunto, quello di evidenziare alcuni dettagli che probabilmente vi sono sfuggiti e spiegarvi la trama che si cela sotto la superficie di Outlast 2. Chiaramente non posso garantire la totale infallibilità di alcune mie argomentazioni, ma per la maggiore sappiate che si tratta di informazioni accertate attraverso gli indizi presenti nei documenti da raccogliere, alcuni dialoghi, i particolari di certe scene e i fumetti ufficiali.

Nel caso ci fosse bisogno di specificarlo, qui troverete tonnellate di spoiler, quindi se non avete ancora terminato il gioco, vi consiglio di salvare l’articolo tra i preferiti nel browser per tornare a leggerlo in un secondo momento, e nel frattempo recuperare la nostra recensione, che invece è completamente spoiler-free.

Innanzitutto, anche se la trama del gioco sembra prendere le distanze dal primo Outlast, quel “2” nel titolo non è messo a caso e gli stessi Red Barrels, gli sviluppatori del gioco, hanno specificato sin dall’inizio che questo sequel sarebbe stato sì diverso, ma comunque ambientato nello stesso mondo del manicomio di Mount Massive. Infatti lo è, e i collegamenti con il titolo precedente non sono indifferenti, anzi, mettono la storia sotto una luce completamente diversa.

La Murkoff Corporation colpisce ancora

Forse ricorderete la Murkoff, la diabolica organizzazione responsabile delle atrocità del manicomio di Mount Massive. Ebbene, è lei l’artefice dell’agghiacciante follia di Temple Gate. L’intera zona è un’area di test per una tecnologia assimilabile a quella del Motore Morfogenico. I flash accompagnati da un suono molto grave, da cui veniamo investiti più volte nel corso del gioco, sono potenti onde radio in grado di provocare allucinazioni e più genericamente fare un lavaggio del cervello agli abitanti del posto, che credono di avere a che fare con fenomeni religiosi. L’ignoranza e la suggestionabilità di queste persone sono i motivi principali per i quali sono stati scelti come cavie.

In un documento, un seguace di Knoth spiega di aver avvistato durante una battuta di caccia delle torri di metallo (cioè antenne) camuffate grossolanamente con del fogliame, ma tentando di avvicinarsi ad esse ha cominciato ad avere visioni così forti e terribili, che quando si è ripreso si è accorto di essere molto distante da dov’era prima e del tutto disorientato.

outlast 2 documento seguace di knoth

Questo spiega anche perché sull’elicottero, all’inizio del gioco, Blake comincia a sognare Jessica: le potenti onde radio risvegliano in lui il vecchio trauma d’infanzia sepolto, legato alla morte della sua amica. Oltretutto Lynn stessa, sempre nei primissimi minuti, spiega riguardo il caso su cui stiamo indagando che nel sangue della donna trovata morta c’era una quantità di mercurio tale, da poter essere giustificata solo da decenni passati a stretto contatto con qualche stabilimento industriale. Difatti in un’occasione potremo scorgere il profilo di questa struttura in lontananza, e Blake sulle sponde del lago si accorgerà di quanto siano inquinate le acque. Si potrebbe dedurre che tutto ciò sia anche alla base delle orribili deformazioni fisiche dei sifilitici che incontriamo ad un certo punto del gioco, molto simili ad alcuni pazienti del manicomio.

outlast 2 torri radio

Il fatto che la zona di Temple Gate sia sfruttata da un’organizzazione così potente, spiega perché la sua esistenza sia del tutto sconosciuta e (anche se potrebbe sembrare un dettaglio banale) come facciano alcuni luoghi ad essere illuminati dalla corrente elettrica.

Altre prove sul coinvolgimento della Murkoff spuntano in un documento reperibile vicino a un sacco a pelo nei pressi del lago, in cui si fa esplicitamente riferimento a degli esperimenti e si parla di anomalie nella potenza del segnale, ma in particolare si cita Jennifer Roland, un medico patologo che ha lavorato anche nel manicomio di Mount Massive.

outlast 2 documento jennifer roland

Come se non bastasse, le registrazioni confuse fatte da Blake durante le sue allucinazioni nella scuola, in alcuni frame contengono proprio il logo della Murkoff Corporation.

outlast 2 registrazioni videocamera logo murkoff

Il bambino non esiste

Il motivo per cui la comunità di Temple Gate è degenerata fino a diventare un vero e proprio inferno, è quindi da attribuire a questo costante lavaggio del cervello che ha portato all’estremo le loro credenze religiose. Da qui, l’ossessione per contrastare l’arrivo dell’anticristo e le spietate uccisioni di donne e bambini, potenzialmente portatori del seme del male. Anche Blake e Lynn, dal momento in cui entrano nella zona di test della Murkoff, cominciano ad essere man mano sempre più avvelenati dalle onde radio.

I cultisti rapiscono Lynn convinti che porti in grembo l’anticristo, ma qualcosa non torna: all’inizio la ragazza chiaramente non è incinta, ma verso la fine del gioco la ritroviamo col pancione e in procinto di partorire… il tutto in un lasso di tempo decisamente troppo breve. La spiegazione sembra risiedere in un documento di Outlast: Whistleblower, in cui si faceva riferimento a false gravidanze (o gravidanze psicosomatiche) riscontrate addirittura non nelle pazienti, bensì in alcune donne impiegate nell’organizzazione ed esposte indirettamente agli effetti del Motore Morfogenico.

oultlast documento gravidanze indesiderate

Le onde radio che permeano Temple Gate tendono tra le altre cose a rendere eccessivamente suggestionabili le persone. Questo potrebbe aver inculcato in tutti, Blake compreso, la convinzione che Lynn stesse per dare alla luce un bambino. Effettivamente nel finale ci troviamo a far partorire la ragazza, che subito dopo muore, ma non prima di averci aperto gli occhi (almeno a noi giocatori) su quanto sta accadendo: quando avviciniamo il bambino appena nato a lei, in un ultimo istante di lucidità ci dice “There’s nothing there” (Non c’è niente lì). Già il fatto che il bambino nasca con il cordone ombelicale staccato lascia un po’ straniti, ma il vero colpo di scena arriva dall’ombra proiettata sul pavimento: tra le mani Blake non ha niente. Il bambino non esiste.

outlast 2 il bambino non esiste

Non sappiamo con certezza quali atrocità abbia subito Lynn mentre noi ci precipitavamo alla sua ricerca, e tra le tante cose, la sua morte potrebbe essere stata causata da infezioni dovute ad arnesi non esattamente igienici adoperati su di lei (Knoth dice di aver “controllato” il fatto che fosse incinta).

Blake, rimasto praticamente l’unico vivo in Temple Gate dopo la morte di Lynn, il suicidio di Knoth e il decesso in massa di tutti gli abitanti per cause varie, infine si reca fuori dalla chiesa ed assiste all’Apocalisse, con un’ondata di luce fortissima che lo investe.

La spiegazione ufficiale del finale

Come rivelano i fumetti ufficiali di Outlast, quello che avviene davvero è lo schianto al suolo con conseguente esplosione delle torri della Murkoff, distrutte nientemeno che dal Walrider, ora ospitato all’interno di un gigantesca colonia di formiche in seguito a una sua apparente eliminazione. Blake verrà trovato dagli uomini della Murkoff ancora vivo ma completamente catatonico e lo porteranno via per esaminarne il cervello.

outlast 2 temple gate esplosione finale

La miniserie a fumetti di Outlast, intitolata The Murkoff Account, segue le vicende del team incaricato di minimizzare i danni economici dell’azienda in caso di incidenti e la sua storia attraversa tutti e tre i titoli. Ve ne consiglio la lettura perché ci sono anche interessanti retroscena su personaggi come Chris WalkerTrager e Simon Peacock: è disponibile gratuitamente (ma solo in inglese) sul sito ufficiale di Red Barrels.

Jessica

Ho voluto trattare questa parte indipendentemente dal resto perché tutto sommato costituisce una sottotrama slegata dal primo Outlast, ma questo non significa che sia meno interessante.

Durante tutto il gioco, Blake continua ad avere allucinazioni sempre più forti che lo riportano all’interno della scuola cattolica St. Sybil, che frequentava da bambino. Questo luogo è legato alla morte di Jessica, un’amica d’infanzia sua e di Lynn, che nei suoi ricordi si è suicidata impiccandosi. Le onde radio della Murkoff hanno fatto riaffiorare nel protagonista la memoria di questo tragico evento, per cui continua a non darsi pace sentendosi in qualche modo colpevole, ripetendosi che forse avrebbe potuto fare qualcosa per impedire la morte della sua amica. Oltretutto durante questi incubi ad occhi aperti si ritrova continuamente perseguitato da un misterioso ed inquietantissimo mostro.

outlast 2 padre loutermilch jessica

Nelle ultime visioni (praticamente dei flashback) apprendiamo la verità su tutta la vicenda: Blake era stato scoperto a scuola con Jessica oltre l’orario di lezione (lei tra l’altro aveva una cotta per lui, solo che all’epoca non l’aveva capito) da Padre Loutermilch, un insegnante, che dopo averli rimproverati aveva trovato un modo per cacciarlo e rimanere da solo con la bambina, visibilmente terrorizzata. Dopo un po’, sentendo le sue urla dal corridoio, aveva tentato di correre in suo aiuto, trovandola però morta sulle scale.

Il prete aveva provato ad abusare della bambina, ma durante la sua fuga questa si era spezzata il collo, forse cadendo. Loutermilch aveva fatto quindi il lavaggio del cervello a Blake, convincendolo che Jessica si fosse suicidata e facendolo sentire colpevole di questo. Pur finendo per credere a questa versione (forse per un qualche meccanismo di difesa?), molto in profondità Blake aveva evidentemente coltivato la consapevolezza di quanto era davvero accaduto, ed è per questo motivo che nelle allucinazioni Padre Loutermilch gli appare come un mostro disgustoso con tante mani e una lunghissima lingua.

Alla luce di tutto questo, alcune frasi pronunciate da Blake assumono quindi un diverso significato, e comprendiamo che il rimpianto e il senso di colpa che lo tormentano, sono dati dal non essere riuscito a portar via in tempo Jessica lontano dal suo aguzzino.

outlast 2 Padre Loutermilch mostro

Contribuiscono a darci un quadro chiaro dell’accaduto anche gli easter egg presenti nelle apparentemente incomprensibili riprese fatte durante le visioni. Ascoltandole al contrario, infatti, sarà possibile sentire pensieri e preghiere di Padre Loutermilch, in cui sostanzialmente ringrazia Dio per aver ucciso Jessica, rimuovendo così da lui ogni tentazione:

Un altro curioso easter egg è legato all’ultimissima scena finale, in cui Jessica può apparirci viva o morta in base (pare) a quanto siamo stati rapidi a correre in suo aiuto, nella parte in cui fuggiva dal prete.

outlast 2 doppio finale jessica

Redenzione

Per concludere, voglio addentrarmi nel campo della pura speculazione proponendovi un’ulteriore chiave di lettura, molto personale, sulla storia di Outlast 2.

Per me le vicende passate da Blake in Temple Gate hanno punti in comune con quelle della morte di Jessica, ed è come se lui attraversasse una sorta di purgatorio per espiare le colpe che sente di avere nei confronti della sua amica. L’impresa per salvare Lynn da degli osceni uomini di religione, ad un certo punto nella sua mente si confonde così tanto con le visioni e i ricordi, che nella follia inizia a chiamare sua moglie “Jessica”, e la morte di Sullivan Knoth, il leader spirituale della setta, rappresenta infine una specie di vendetta nei confronti della figura rappresentata da Loutermilch, sia per quanto aveva fatto a Jessica che per il lavaggio del cervello messo in atto nei suoi confronti (altro argomento ricorrente).

La nascita del bambino dopo la morte di Lynn e l’Apocalisse finale, potrebbero quindi avere anche un valore simbolico, e rappresentare in qualche modo la fine di un travagliato percorso di redenzione e una rinascita.

outlast 2 apocalisse

Ovviamente, lo sottolineo di nuovo, quest’ultime sono considerazioni personali senza fondamento, derivanti dal modo in cui ho percepito alcune scene e frasi pronunciate dal protagonista. Ad ogni modo adoro quando una storia si presta ad interpretazioni ed è in grado di generare discussioni interessanti, quindi qualora vogliate dire la vostra non esitate a lasciare un commento.

So di aver tralasciato qualche easter egg e dettagli su alcuni personaggi, ma l’ho fatto intenzionalmente, poiché non mi tornavano utili al fine di argomentare la trama nella sua sostanza. Se avete domande da porre in proposito comunque sarò felice di rispondervi. Per il resto, spero che questo articolo vi sia stato utile e vi abbia fatto apprezzare maggiormente il gioco.

RocketSimoon Articoli
Appassionato di film e videogiochi da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

10 Commenti

  1. Sono d’accordo con te nel ritenere i fatti di temple gate distinti e sparati dagli avvenimenti di Jessica e che le somigliante tra di esse suscitano in Blake le varie allucinazioni. Tuttavia sul finale ho dei dubbi, in uno dei documenti ritrovati (tra i primi) una ragazza che dice di fare sogni profetici racconta di aver sognato un sole che resuscitava i ricordi del passato e generava orrori sulla terra (molto simile al finale). Che vi sia stata davvero una apocalisse?

    • No l’ipotesi dell’Apocalisse di stampo biblico la escluderei a priori. La spiegazione più verosimile è che la Murkoff (o chi per loro) abbia sganciato una bomba o qualcosa di simile su Temple Gate per fare piazza pulita e Blake nel suo delirio, suggestionato da quanto sentito fino ad allora, abbia vissuto l’evento in chiave religiosa.

      • Ottima analisi, credo pure io che si tratti di una bomba alla fine.
        I tipi della red barrel son stati bravissimi a farci credere inizialmente che fosse in qualche modo Blake il criminale, mi aspettavo qualche rivelazione in stile Silent Hill 2.
        Però è innegabile che di apocalisse si tratti e ti spiego il motivo.
        Semplicemente la parola “apocalisse” nella bibbia significa rivelazione, mi pare che il finale del titolo sia stato ampiamente rivelatore.

        • Grazie! Sì volendo prendere l’Apocalisse in senso simbolico può anche starci. Comunque il commento sulla bomba l’avevo scritto prima di approfondire i fumetti, nei quali si vede che l’esplosione è stata causata dallo schianto delle enormi torri della Murkoff. Infatti nell’articolo trovi anche questa parte.

  2. Nella scena finale il fatto che Jessica ci appaia viva o morta non credo dipenda da quanto hai corso per salvarla … la prima volta io l’ho vista morta. Poi ho rifatto la scena partendo da un salvataggio (quindi non cambiando niente indietro) e mi è apparsa viva (senza i segni sul collo)

    • Guarda dopo il tuo commento ho fatto nuovamente una ricerca per controllare se ci fossero aggiornamenti in merito. La teoria più accreditata sul vedere Jessica viva è ancora quella del precipitarsi immediatamente non appena strilla. Però nessuno ne è totalmente certo. Forse rimarrà un piccolo mistero del gioco.

  3. La tua idea del purgatorio mi ha convinto in pieno: non escluderei neanche che Blake muoia subito nell’incidente con l’elicottero, e che prima di accedere al paradiso lui debba dimostrare di essere in grado di salvare Lynn (diversamente da quanto fece con Jessica). Insomma: è tutta una prova. Alla fine ci riesce, ritorna un bambino e si ricongiunge con Jessica, sua vera unica amata (come si intuisce in alcune situazioni), e potrà stare con lei per sempre.

    • A parte elucubrazioni varie su quelli che possono essere i significati dietro tutto quest’incubo, no Blake non muore nell’incidente in elicottero. Come scritto nell’articolo, i fumetti di Outlast rivelano che dopo l’esplosione viene ritrovato vivo, ma catatonico, e preso dagli uomini della Murkoff per esaminarne il cervello

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