Nuove Ribelli, sei ragazze e le loro battaglie

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Edito da Tunué, Nuove Ribelli è un fumetto che nasce dall’impegno di diversi autori internazionali: per le storie Fabien Morin, Laurent Hopman e Julien Derain; per i disegni Vittoria “Vic” Macioci, Gijé (Jerôme Gillet), Joslin (Jocelyn Joret), Brett “BlitzCadet” Parson e Rebecca “Ninig” Traunig. Tutti uniti per raccontare le battaglie di sei giovani ragazze diventate dei veri e propri simboli, delle portatrici di messaggi importanti per il mondo intero.

Tunué inoltre ha accompagnato l’uscita di Nuove Ribelli a iniziative interessanti come una mostra itinerante, partita a marzo da Senigallia e con l’ultima tappa a maggio, a San Sperate, e il kit “Adotta una ribelle“. Quest’ultimo, scaricabile online, include una serie di materiali indirizzati specialmente alle librerie, per organizzare con ragazze e ragazzi incontri e attività incentrate sulle tematiche del fumetto.

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Le sei protagoniste, simbolo di una generazione nuova, fresca e interessata, che percepisce le criticità del mondo, sono appositamente illustrate da autori differenti, in modo da riuscire a trasmettere al meglio non solamente la loro storia, ma anche la loro differente emotività, il loro tumulto interiore. In ordine di apparizione: Malala Yousafzai è rappresentata da Vittoria Macioci; Greta Thunberg è illustrata da Jerôme Gillet; Yusra Mardini da Jocelyn Joret; Emma González da Brett Parson; le sorelle Isabel & Melati Wijsen da Rebecca Traunig.

Nuove Ribelli, con i suoi sei “pezzi di vita” illustra la criticità di un mondo pieno di problemi e come, per fortuna, non tutti voltino lo sguardo dall’altra parte. Allora la missione di questo fumetto diventa chiara: far capire che tutti possono fare la differenza, contribuire all’informazione, far parte del cambiamento del posto che più dovrebbero amare: la Terra. Queste bambine hanno sempre alle spalle dei genitori che supportano il loro talento, le loro idee, che si tratti di essere spinte allo stremo per diventare campionesse di nuoto (apprendendo così anche la disciplina di un’atleta) o essere vicini a una figlia con una disabilità, che percepisce con enorme intensità dei disagi.

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Il filo rosso che accomuna realmente queste giovani però non è costituito dalle medaglie, i riconoscimenti o i premi conseguiti, ma dal loro non voler tacere, perché fanno parte spesso di una minoranza nella minoranza. Sono donne. Sono bambine. Sono autistiche, appartenenti a una minoranza sociale, provenienti da un Paese in guerra. Loro fanno di tutto per distruggere questo inquadramento, perché hanno studiato, si guardano attorno, sono consapevoli di loro stesse e del mondo che le circonda.

E come queste bambine sono diventate dei veri e propri vessilli, Nuove Ribelli si fa portavoce delle loro storie, ponendone all’attenzione di adulti e bambini e mantenendone vivo il ricordo al di là del clamore mediatico passeggero. Il fumetto però non si limita a scuotere positivamente il lettore con i suoi messaggi, e mette in evidenza anche aspetti più spiacevoli: la situazione del mondo, i dati e anche le sconfitte delle protagoniste. Fra i vari gesti di opposizione a Greta Thunberg viene ricordato anche il manichino con le sue sembianze impiccato a Roma. Un gesto che dovrebbe ancora di più essere uno spunto di riflessione e da non dimenticare. Perché non bisogna dimenticare mai nemmeno queste bassezze, soprattutto queste bassezze.

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Nuove Ribelli dimostra di avere alle sue spalle un sapiente studio nello scegliere come illustrare e sintetizzare le vite delle sei giovani protagoniste. Mantiene saldi alcuni momenti salienti, ma dà anche spazio ad altri momenti in apparenza scontati, che in realtà mostrano la “normalità” di queste bambine, le loro famiglie, la vita di tutti i giorni, il fatto che ognuno potrebbe essere come loro. Spesso infatti non hanno nulla di più della maggior parte dei ragazzini d’oggi, semmai molto di meno.

Una menzione particolare va alla scelta dell’abbinamento del disegnatore a ogni protagonista (o protagoniste nel caso delle sorelle Wijsen). Ogni racconto è differente e questo si nota subito, già a un primissimo impatto visivo, grazie al fatto che la palette di colori predominante cambia di volta in volta, spesso focalizzandosi su delle bicromie o su sfumature di una palette simile; questa scelta non solo permette alle cinque storie di avere un impatto maggiore anche a livello grafico, distinguendosi fra loro, ma consente anche ai vari disegnatori di spaziare e di non soffermarsi unicamente su di una palette realistica (che specialmente con determinati stili mal si concilierebbe).

Quindi ad esempio si ha Malala Yousafzai fra le tinte del rosa/rosso e dell’azzurro/blu, mentre Greta emerge fra i grigi e i gialli; per Yusra Mardini invece ci sono tinte calde come gialli, arancioni e poi grigi e azzurri. I colori sono l’appoggio per perfezionare lo stile, per rendere al massimo le ambientazioni e tutto ciò che portano con loro. In questo modo, senza aver necessità di essere didascalici o di “investire” in tante vignette, viene accentuato il dono della sintesi: una vignetta ben fatta, con un disegno centrato e con i colori che trasmettono la giusta emotività non avrà bisogno di orpelli inutili. Ecco, questa è una condizione che accompagna praticamente tutti i racconti tranne quello di Emma González, che invece è più realistico rispetto agli altri e abbisogna di minor sintesi.

nuove ribelli sorelle Wijsen

Nuove Ribelli ha un linguaggio a volte specifico, ma è assolutamente godibile, apprezzabile e comprensibile come libro educativo, dai bambini delle medie (affiancati da genitori o insegnanti) in su. È un fumetto che si presta facilmente alla rilettura, e la suddivisione in cinque racconti permette anche di soffermarsi più volte su determinati passaggi. Questo fumetto è ideato per insegnare alla nuova generazione così come ai grandi, che potranno a loro volta essere portatori di questi messaggi per i più piccini.

Un ringraziamento speciale a Tunué

Nina-chan Articoli
Dolce, carina, coccolosa, sadica, affascinata dall'horror e dal creepy... insomma, gli opposti convivono in me. "Mani in pasta" ovunque con collaborazioni tra sceneggiature, recensioni, gestione di disegnatori ed autori, sono loro il mio mondo. Datemi libri, non fiori.

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