Le Mantidi, di Sara Dealbera

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Le Mantidi, pubblicato da Tunué nella collana Ariel, è un fumetto che vede Sara Dealbera come unica autrice, essendosi occupata da sola di sceneggiatura, disegni e colori. La protagonista è Caterina, una giovane cresciuta nella cascina Tetti Lupa, un luogo dove donne sole e in fuga possono trovare rifugio e, soprattutto, una vita serena senza il timore di doversi guardare le spalle. Ma Tetti Lupa non è solamente un caldo ventre che tiene al riparo dai pericoli: ha anche dei confini ben definiti oltre i quali raramente si può andare, regole rigide sulle quali impera il divieto di accesso agli uomini. Eppure Caterina ha un amichetto, di nome Terzo, cresciuto anche lui alla cascina.

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Terzo è piccolo, spensierato, e non comprende per quale motivo molte delle donne, specialmente le più anziane, tendano a isolarlo, non trattandolo con la dolcezza che ci si aspetterebbe. Lui è diverso, lo sa. Anche Caterina lo percepisce, ma entrambi decidono di ignorare la cosa: l’importante alla fin fine è riuscire a giocare dopo aver aiutato le donne nelle varie mansioni della cascina. Un giorno però Terzo viene misteriosamente a mancare. Un tragico incidente. Caterina quindi si ritrova insieme al fantasma della mancanza, della nostalgia del suo caro amico.

Caterina cresce, la vita della cascina va avanti, ma nella sua monotonia pian piano ci si accorge che ci sono dei meccanismi malati, che favoriscono l’isolamento delle donne e al tempo stesso la loro prosperità. Il vero punto di svolta c’è quando la protagonista va “semplicemente” al mercato, e ciò le offre l’occasione di vedere il mondo esterno: uomini e donne nel quotidiano, uomini che in certi casi sembrano minacciosi (come le è sempre stato raccontato) e in altri no.

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Le Mantidi con questa base pone i riflettori su tematiche forti, cupe, crude. L’autrice non usa mezzi termini, non si pone limiti nel narrare la bruttura. Elegantemente, sempre con classe, Sara Dealbera riesce anche a parlare di violenza, di morte, senza per forza dover illustrarle direttamente, e nei dialoghi si destreggia tra detti e non detti, risultando però sempre diretta e chiara.

Una peculiarità del fumetto è la sua storia al di fuori dello spazio e del tempo, perché ciò che viene raccontato potrebbe accadere ovunque, con delle piccole variabili. Senz’altro l’immaginario lo riporta più facilmente ai primi decenni del Novecento, ma di fatto potrebbe davvero essere ambientato in qualsiasi epoca. Questo fa capire quanto siano importanti e sempre attuali i temi esposti.

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Sara Dealbera tuttavia dimostra il suo valore non solo come sceneggiatrice (tiene sempre alta l’attenzione del lettore, la narrazione è fluida e non mancano sorprese), ma anche come illustratrice, colorista, disegnatrice, affinando uno stile digitale che ha grandi rimandi all’analogico. Il tratto è quello della matita, che a volte graffia un po’ il foglio (che sia per far vedere un’ombra, darle profondità), mentre altre è delicato, specialmente nei contorni, nella definizione dei volti e delle loro espressioni; le ombre spesso sono piene, con tratti decisi, quasi pennellati, ma emergono sempre dei piccoli tratti “a matita” a dare un realismo diverso. È uno stile molto piacevole e i colori sono sempre scelti sapientemente, cercando di attenersi al maggior realismo possibile con una grande attenzione ai punti luce.

Le Mantidi si propone come una riflessione generale sul tema della paura, che si va ad allargare alla sua esasperazione, le reazioni, la differenza di genere e come ciò che a un occhio esterno potrebbe sembrare “folle“, vissuto internamente e con un certo condizionamento non possa altro che risultare “normale”. È un fumetto che dà tanto e rimane impresso a fuoco, che arricchisce interiormente e riesce, con dei momenti dolci e disincantanti, anche a far sorridere, intenerire e persino ridere. Per questo non posso far altro che consigliarlo caldamente a un pubblico (maturo) il più vasto possibile.

Un ringraziamento speciale a Tunué

Nina-chan Articoli
Dolce, carina, coccolosa, sadica, affascinata dall'horror e dal creepy... insomma, gli opposti convivono in me. "Mani in pasta" ovunque con collaborazioni tra sceneggiature, recensioni, gestione di disegnatori ed autori, sono loro il mio mondo. Datemi libri, non fiori.

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