Beatrice: un amore senza tempo, di Joris Mertens

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Il grigiore di una massa informe di individui che avanza a passo sostenuto, senza una chiara meta, inghiottita dalla fretta, dagli impegni, da un meccanico susseguirsi di gesti e percorsi: questo è il volto della città francese senza nome che Joris Mertens ritrae sulle prime pagine di Beatrice: un amore senza tempo, l’imperdibile volume targato Tunué uscito, non a caso, nel mese della festa degli innamorati.

In quest’opera peculiare e ammaliante non troverete scritta neanche una parola (ad eccezione dei titoli dei capitoli), eppure all’assenza di dialoghi e pensieri sopperiscono magnificamente le immagini che, coi loro dettagli e ogni minuscola sfumatura di colore, sapranno parlarvi e raccontarvi una storia capace di toccare le corde più nascoste della vostra anima.

Beatrice 1

Nelle tonalità cupe e dai contorni sfocati della folla di persone che solca le strade cittadine, spicca una donna con indosso un cappotto rosso. Il suo sguardo curioso e vivace si distingue da quelli rivolti verso il basso o smarriti nel nulla degli astanti, ed è proprio l’estrema attenzione che presta a tutto ciò che la circonda a farle notare una borsa abbandonata sul ciglio della strada, caratterizzata da un colore identico a quello del suo cappotto.

La giornata, però, prosegue col suo ritmo frenetico: vediamo la donna recarsi coi mezzi pubblici a lavoro in quello che sembra essere un negozio lussuoso, incastrato fra numerosi cartelloni sgargianti. Una giornata, poi un’altra e poi un’altra ancora si susseguono identiche: la donna sorride alle clienti mentre si sposta senza un attimo di tregua fra targhette di articoli costosi e capi d’abbigliamento di marchi blasonati, per poi ritirarsi nel suo appartamento quando il sole è già calato, e trascorrere la serata in compagnia di un buon libro e dei suoi gatti neri.

Beatrice 2

Giorno dopo giorno, la misteriosa borsa continua a starsene nello stesso angolino, apparentemente invisibile agli occhi altrui, finché la nostra protagonista non decide di prenderla con sé in un giorno di pioggia. Una volta a casa, al suo interno scova un album di fotografie contenente scatti in bianco e nero di una coppia di sconosciuti.

Questa storia muta ci conduce in un viaggio improbabile alla ricerca delle vite condotte dalle persone ritratte in quegli scatti, vite che forse si sono già spente, ma non per questo prive di importanza o fascino. Quelle foto misteriose, ricche di sorrisi radiosi e luoghi affascinanti, spingono la protagonista a imbarcarsi in un percorso fatto di mete che altrimenti non avrebbe mai scovato. Da quando quelle foto sono state scattate, il volto della città è cambiato: alcuni luoghi sembrano congelati nel tempo, e appaiono infatti esattamente come nell’album, mentre altri sono scomparsi del tutto.

Beatrice 3

La conclusione di questa storia può essere letta nei modi più variegati, ma sarà in ogni caso accompagnata da una stretta al cuore. Beatrice ci parla, senza dire una parola, del tempo che passa inesorabile, dell’importanza dell’amore e degli affetti, e soprattutto di quel dono inestimabile che è la capacità di vivere nel presente, di godersi la semplicità dei sorrisi e dei gesti spensierati anziché volgersi solo ed esclusivamente al futuro imperscrutabile. Il rischio dal quale Beatrice cerca di metterci in guardia sembra proprio quello di avanzare troppo in fretta e tramutarci inesorabilmente in uno di quei volti spenti che si confondono nella massa grigia che apre il volume.

Beatrice: un amore senza tempo è un’opera al contempo delicata e tagliente, romantica e malinconica, capace di raccontare solo attraverso le immagini una moltitudine di vite possibili che si incastrano l’una all’altra, in un congiungersi di passato, presente e futuro. Il messaggio trasmesso da Joris Mertens in queste pagine resterà con voi a lungo, e chissà che non possa aiutarvi a colorare di rosso sgargiante il vostro presente.

Un ringraziamento speciale a Tunué

Melancoliae Articoli
Una traduttrice made in Italy appassionata di videogiochi (in particolare j-rpg), fumetti (Bonelli, americani e giapponesi), anime, letteratura fantasy e sci-fi e serie tv.

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