GRID Legends (Xbox Series X|S)

grid legends recensione

Voto:

I titoli automobilistici accompagnano il medium videoludico da oltre quarant’anni, essendo nati de facto nel 1974 con Gran Trak 10 di Atari. L’evoluzione delle macchine da gioco, in particolar modo grazie ai cambi generazionali in ambito console, ha portato questo genere a ramificarsi, con la nascita di titoli arcade, simulazioni pure e numerosissimi ibridi compresi tra i due estremi.

Oggi mi trovo a dare un giudizio definitivo sull’ultima opera di Codemasters, GRID Legends, quinto titolo della serie nonché erede dello storico TOCA. Citare quest’ultimo potrebbe riportare alla mente i titoli di stampo simcade usciti tra il 1997 e il 2006, rivali dei più blasonati Gran Turismo e Forza Motorsport. GRID Legends fa parte invece di un nuovo filone, nato dalle ceneri del precedente con Race Driver: GRID del 2008 e con un’impostazione più arcade e accessibile. Il titolo rimane nei confini del racing game su pista, non sposando quindi la formula open world tipica di questo sottogenere.

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Fin dai primi trailer di presentazione del gioco, la modalità storia è stata annunciata come la novità assoluta per questo nuovo capitolo, adeguandosi alla modalità Braking Point già vista in F1 2021 e imitando per tanti versi quanto visto nella serie Drive to Survive di Netflix, dedicata proprio al campionato di Formula 1. La struttura ludica messa in piedi per questa modalità è piuttosto lineare, trattandosi di una trentina di eventi in varie categorie automobilistiche intervallati da filmati con attori in carne ossa, tra i quali Ncuti Gatwa, noto per il ruolo di Eric nella serie Sex Education.

Nonostante lo sforzo produttivo notevole, con retroscena delle gare e attriti tra i vari piloti nel paddock, la resa finale di questa modalità non mi ha convinto affatto, dal momento che risulta accessoria e dimenticabile. Con tutta probabilità metterete da parte la modalità storia nel giro di poche ore per concentrarvi sulla carriera vera e propria, decisamente più longeva e ricca di contenuti. Anche qui, però, gli eventi si limitano a gare comprese tra i 3 e i 5 giri in diverse categorie di auto e competizioni, le prime divise tra Tuner, Ruote Scoperte, Touring, Muscle ed Elettriche, per citarne solo alcune.

In quanto alle gare, si va dalla classica gara su circuito fino alle gare di derapata, passando per prove a tempo ed eventi a eliminazione. La varietà di veicoli e tipologie di competizioni presenti in GRID Legends è quindi in linea con lo scorso capitolo, con una scelta piuttosto vasta anche se in gran parte c’è un riciclo di quanto visto in precedenza. Sempre sulla scia del predecessore, i tracciati alternano circuiti su licenza come Suzuka o Indianapolis ad altri creati dagli sviluppatori, ambientati principalmente in famose metropoli come Londra o Parigi, anch’essi già presenti nel GRID del 2019.

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La modalità carriera include anche elementi di upgrade, con la possibilità di potenziare la propria scuderia mediante i crediti di gioco investendo nei vari reparti, e ottenendo ad esempio sconti per l’acquisto di nuove auto o in alternativa bonus maggiori dagli sponsor. Proprio questi ultimi ci faranno delle richieste in merito alle nostre performance in gara, con la necessità di battere uno specifico rivale un determinato numero di volte e percorrendo un sufficiente quantitativo di chilometri a bordo di una specifica categoria di auto. Anche il proprio compagno di squadra potrà ottenere dei bonus, con un menù dedicato come per la scuderia, dove migliorare le performance del secondo pilota sulla pioggia, renderlo più abile nei sorpassi e così via.

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Pad alla mano, GRID Legends si presenta in tutto e per tutto come un arcade puro, non richiedendo particolari abilità nel genere dei racing game, e allineandosi allo scorso capitolo o al più recente Dirt 5, sviluppato sempre da Codemasters. Non manca la possibilità di disattivare gli aiuti alla guida, come il cambio automatico, il controllo di trazione e simili, anche se il comportamento dell’auto sarà sempre particolarmente prevedibile e molto difficilmente ci si ritroverà ad andare in testacoda con il veicolo a causa di potenziali perdite di aderenza.

La differenziazione delle varie categorie di veicolo (passando per esempio da una trazione anteriore ad una posteriore) è promossa, considerando che si tratta pur sempre di un racing game arcade, però si nota facilmente un appiattimento in questo ambito con veicoli simili. Più di una volta, passando da una trazione posteriore a un’altra, ho avuto l’impressione di guidare un veicolo pressoché identico al precedente, anche in occasione di ampie differenze in termini di potenza. Il feeling con i veicoli in ogni caso è buono, riuscendo a far percepire cordoli e asperità dell’asfalto grazie anche a una vibrazione su pad ben calibrata. Il gioco presenta inoltre condizioni climatiche alternative, come pioggia e neve, con una resa che si limita ad una visibilità ridotta e ad uno spazio di frenata più ampio rispetto alle condizioni di asciutto, lasciando quindi il comportamento generale del veicolo quasi invariato.

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L’aspetto che più di qualsiasi altro mi ha deluso è quello relativo all’intelligenza artificiale degli avversari. Il gioco, pur offrendo diversi livelli di difficoltà da Principiante a Leggenda, risulta sempre tarato verso il basso, con un comportamento delle altro auto molto poco aggressivo e il classico “effetto trenino”, ancora più evidente nei circuiti cittadini dove l’IA non tenta quasi mai il sorpasso. Se questo è valido per le gare, la questione diversa è per le prove a tempo, dove l’IA talvolta risulta irraggiungibile: un problema di bilanciamento della difficoltà che mi ha lasciato perplesso durante l’intera fase di prova del gioco.

Torna inoltre la modalità nemesi, con gli avversari che tenteranno di tamponarci in caso di comportamenti eccessivamente scorretti nei loro confronti, e lo stesso vale per il ritorno di potenziali errori da parte di avversari messi sotto pressione dalla nostra presenza alle loro spalle. Gli sforzi profusi in queste due ultime feature, anche se interessanti sulla carta, vengono totalmente vanificati dal totale sbilanciamento dell’intelligenza artificiale, un vero peccato.

GRID Legends ha un sistema di danni interessante, articolato su tre livelli di gravità (giallo, arancione, rosso) e suddiviso nelle varie componenti dell’automobile, con la possibilità di abilitare i danni fatali che ci costringeranno al ritiro dalla gara. Pur trattandosi di un buon sistema, con tanto di perdita di componenti come alettoni o paraurti lungo il tracciato, l’ho trovato fin troppo permissivo, con danni meccanici appena accennati perfino dopo numerosi colpi al veicolo ad altissima velocità.

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Tecnicamente parlando, l’ultima fatica di Codemasters si presenta solida, pur trattandosi in maniera evidente di un prodotto cross-gen, a causa della presenza di tanto in tanto di texture in bassa risoluzione. Il colpo d’occhio generale è più che buono, con modelli delle auto sufficientemente dettagliati, un sistema d’illuminazione all’altezza (in particolar modo nelle gare in notturna o con pioggia) e animazioni del pilota verosimili quando si utilizza la telecamera all’interno dell’auto.

La versione Xbox, quella da me provata, include una modalità a 120 fotogrammi al secondo, disponibile sia per Series X che per la più piccola Series S. Tuttavia la modalità standard a 60 fps rimane ovviamente la scelta consigliata per chi cerca la resa grafica migliore e la risoluzione più elevata, raggiungendo il 4K sull’ammiraglia di casa Microsoft. Presente anche l’HDR per i pannelli che lo supportano, con una buona resa in linea con le altre produzioni dello sviluppatore di Dirt e F1. Un’assenza un po’ curiosa riguarda la photo mode, che Codemasters ha promesso di rilasciare con il primo major update per il gioco.

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Il comparto multiplayer di GRID Legends non trova spazio in una sezione apposita, ma si integra nell’intera esperienza della carriera, che potrà essere affrontata sia in compagnia di amici che assieme a degli sconosciuti tramite le funzione di matchmaking online. Nel corso delle partite online non ho notato particolari episodi di lag o problematiche legate allo stato dei server. Menzione estremamente positiva per la presenza del cross-play, con la possibilità di giocare anche con utenti PC, PS4 e PS5. Assente purtroppo una modalità split screen in locale, presa sempre meno in considerazione nelle produzioni odierne.

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GRID Legends è un racing game arcade che decide di rimanere sulla strada tracciata dal suo predecessore, proponendo la medesima formula nella carriera single-player e riciclando gran parte dei tracciati e delle automobili. La modalità storia, assoluta novità per questo episodio, non convince appieno, ponendosi come un’aggiunta dimenticabile. Il modello di guida, solido nel panorama degli arcade puri, viene purtroppo messo in ombra da un’IA totalmente sbilanciata, che rappresenta il vero grande difetto dell’intera produzione.

A più riprese, il gioco mi ha dato l’idea di essere ancora in fase di rifinitura, e l’attuale assenza di alcune feature promesse nei futuri update sono un ulteriore segnale a favore di questa impressione. La speranza è che anche l’IA riceva un upgrade degno di nota prossimamente, ma nel frattempo, se siete alla ricerca di un racing game di stampo arcade più completo, potete trovare di meglio.

Un ringraziamento speciale a Black & White

Mentore Articoli
Alessio Contini all'anagrafe, Mentore sul web. Videogiocatore a 360 gradi, appassionato di tecnologia, automobili e semiotica. Studio linguaggi dei media e comunicazione.

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