Ford Ravenstock, specialista in suicidi – Volume 1

ford ravenstock 1 double shot

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Dalla penna della psicoterapeuta e sceneggiatrice Susanna Raule e dalle matite del disegnatore Armando Rossi, nasce il personaggio di Ford Ravenstock, un dandy americano davvero inusuale: morbosamente attratto dalla morte, è uno “specialista in suicidi” ovvero un filantropo dall’etica salda il cui lavoro è quello – dietro compenso – di istigare le persone al suicidio, per l’appunto.

Mi picco di garantire suicidi assolutamente autentici, con tanto di angoscioso senso di inutilità, disperazione e biglietto d’addio.

L’ambientazione che fa da sfondo alla sua storia è quella di una New York in stile liberty in cui il nostro peculiare protagonista – in questo primo volume introduttivo – si trova a portare a termine varie richieste avanzate dai clienti più disparati, da un’attraente dark lady di nome Ally fino a controversi personaggi più o meno collusi con la criminalità americana. Proprio questo suo impiego decisamente borderline attira l’attento occhio della legge, rappresentato dalla detective Marlene Moore della omicidi; quest’ultima sospetta fin troppo della grande mole di suicidi orchestrati a regola d’arte e, insieme al diffidente collega Kent, prenderà di mira il nostro Ravenstock per inchiodarlo.

ford ravenstock esperto

Per cominciare, il nostro dandy è davvero un protagonista molto ben caratterizzato: la sua depressione cronica lo rende un uomo sagace e razionale che è impossibile non amare. Come non apprezzare poi la sua controversa etica già menzionata? Le sue istigazioni al suicidio sono mosse dal suo amore per il prossimo, dal suo altruismo “mal diretto e contorto”, citando la prefazione di Raule.

Mi sveglio al mattino e sento la profonda inutilità della vita. A lei non succede?

Proprio la scrittura della sceneggiatrice è il motore portante dell’opera: le battute che permeano il volume sono irriverenti e dotate di un’ironia pungente, un umorismo intelligente che riesce a non risultare banale. I numerosi dialoghi presenti scorrono bene. Non mancano poi veri e propri siparietti comici, in cui troviamo anche il signor Emerson, il maggiordomo di Ravenstock, un personaggio sulla falsariga di Alfred per Batman. Con un sorriso si potrebbe dire che Ford è un vero e proprio antieroe newyorkese.

ford ravenstock maggiordomo

In definitiva, la spontaneità e la mancanza di filtri della sceneggiatura sono state per me dei grandi punti a favore. Queste caratteristiche mi hanno ricordato, a tratti, la verve impertinente dei Looney Tunes o dei Griffin; non a caso, nella sua splendida prefazione (che vi consiglio caldamente di leggere!), lo studioso Alessandro Di Nocera menziona Seth MacFarlane tra le ispirazioni più forti del volume.

Venendo al primo difetto che ho constatato in questa macchina umoristica ben oliata, devo dire che, siccome il fumetto si basa quasi esclusivamente sui suoi dialoghi, il ritmo della prima parte risulta non proprio spedito e potrebbe fiaccare in alcuni punti. Fortunatamente, la seconda metà delle vicende è decisamente più movimentata: non aspettatevi, però, sequenze action da capogiro, d’altronde stiamo parlando di una storia dalle forti tinte noir e investigative.

ford ravenstock dialogo

Passando al lato artistico, il tratto di Armando Rossi è pulito e chiaro, e il tutto è reso più accattivante da colori brillanti – curati in collaborazione con Giovanna Niro – e da una bella gestione di luci e ombre. Che si parli dello studio del protagonista, del magnifico ponte di Brooklyn o delle strade buie della metropoli, tutte le ambientazioni sono molto vive e distinte. Un’altra nota positiva va alla composizione delle tavole: la loro struttura classica e regolare rende la lettura scorrevole.

Anche per il comparto grafico, tuttavia, voglio menzionare un difetto che mi ha fatto leggermente storcere il naso: in alcune vignette – mia umilissima constatazione – la resa dei volti dei personaggi mi è sembrata un po’ raffazzonata e scevra di dettagli; ciò rovina lievemente l’estetica generale di certe illustrazioni. Per il resto, Rossi si dimostra un ottimo artista.

ford ravenstock chiesa

In chiusura vorrei soffermarmi sul duo rappresentato da Ford Ravenstock e dalla detective Moore, il perno su cui, alla fine dei conti, ruotano le vicende narrate nelle 112 pagine del volume.

Il rapporto tra i due – un sospettoso gatto che bracca uno scaltro topo – è ben delineato e convincente, i “momenti di coppia” che li vedono protagonisti sono intrattenenti e piacevoli. Le risate sono assicurate: vedere Ford alla continua ricerca di un modo creativo e inaspettato per porre fine alla sua vita, in preda alla depressione più nera, è qualcosa di sinceramente esilarante.

Io detesto i crimini violenti… è una mia precisa presa di posizione esistenziale. Senza offesa, trovo orribile togliere la vita a qualcuno che non è d’accordo. Ognuno ha diritto a essere stupido nel modo che preferisce.

Allo stesso tempo, durante i passaggi più seri, si ha l’occasione di vedere il nostro dandy all’opera. Come detto, pare che alcuni dei suoi lavori non siano proprio puliti e sembra che possano scomodare addirittura la mafia. Chissà se i metodi dello specialista sono così infallibili come l’uomo lascia intendere… questi interrogativi sono davvero interessanti per il lettore, non possono che rendere la storia ancora più intrigante di quanto non lo sia già. La lotta per la giustizia della cinica e iraconda detective, nemesi e contraltare del protagonista, saprà soddisfare tutti gli amanti del genere poliziesco.

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Lo ammetto: questo scambio di battute mi ha steso.

Il primo volume delle avventure di Ford Ravenstock, nonostante qualche sbavatura, convince. Il merito è di un mix riuscito tra il noir più serioso e una comicità sopra le righe. Un inatteso twist finale, poi, non fa altro che alzare l’asticella della curiosità: a soddisfarla sarà il secondo e ultimo libro, che si spera riuscirà ad essere stuzzicante allo stesso modo.

Un ringraziamento speciale a DOUbLe SHOt

📄 Anteprima del volume

Nefasto Articoli
Videogiocatore incallito, cinefilo dalla nascita, attore di teatro e batterista da diversi anni. Adoro approfondire qualsiasi cosa abbia a che fare con l'arte e l'audiovisivo: è difficile fermarmi quando inizio a scrivere o a parlare focosamente di ciò che amo.

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