Trauma Team, la miniserie a fumetti di Cyberpunk 2077

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Questo articolo è stato aggiornato il 24 Marzo 2021

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Cyberpunk 2077, l’ambiziosa scommessa di CD Projekt Red, si arricchisce di un nuovo tassello: Trauma Team, miniserie a fumetti pubblicata da Dark Horse Comics. In questo spin-off composto da quattro albi, scritti da Cullen Bunn (Harrow County, Uncanny X-Men) e disegnati da Miguel Valderrama (Giants), ci viene narrata la storia di Nadia, un paramedico-mercenario sopravvissuto allo sterminio della propria squadra di soccorso.

Con questa pubblicazione CD Projekt Red conferma ancor più l’intenzione, già espressa con l’annuncio dell’anime di Cyberpunk 2077, di voler concepire questo progetto non solo come un videogioco, ma come un mondo a sé stante, una proprietà intellettuale adattabile a differenti medium e ambiti narrativi.

Questo articolo non vuole essere un approfondimento riguardante l’universo narrativo espanso di Cyberpunk 2077 ma, al contrario, concentrarsi sull’analisi e recensione proprio della miniserie Trauma Team. Trattandosi di un’opera in quattro parti, questo articolo rimarrà “in aggiornamento” per alcuni mesi e, via via che verranno pubblicati i restanti albi, raccoglierà le recensioni di tutti i numeri.

TRAUMA TEAM #1

cyberpunk 2077 trauma team vol 1

Trauma Team International, è questo il nome della compagnia di sicurezza privata che tutela l’incolumità dei facoltosi abitanti di Night City i quali, sottoscrivendo un contratto di livello “platinum”, si assicurano di avere sempre a disposizione una squadra di soccorso, pronta a salvarli ed evacuarli da situazioni particolarmente pericolose.

La procedura è semplice, sulla carta: la squadra riceve la chiamata, si reca sul posto, i Med-Tech (paramedici altamente specializzati) tengono in vita il paziente e la scorta armata si occupa del resto. Facile a dirsi, molto meno a farsi, come spesso accade a Night City. I clienti che possono sostenere il costo di un contratto platinum, infatti, sono spesso invischiati in affari loschi, non è quindi raro che le squadre di soccorso incontrino enormi resistenze da parte di criminali di ogni sorta.

cyberpunk 2077 trauma team night city

Un giorno, una di queste estrazioni prende una piega catastrofica: l’unità inviata viene sopraffatta dalla potenza di fuoco della gang con cui ha ingaggiato battaglia, muoiono quasi tutti i membri del gruppo, ad eccezione di una ragazza, Nadia.

Questo evento segna profondamente la psiche della giovane, tanto che sarà chiamata a sostenere un lungo colloquio con una psicologa della Trauma Team International prima di poter essere riammessa in servizio. Il tanto sospirato ritorno all’azione, tuttavia, si svelerà presto meno roseo di quanto potesse immaginare.

Da queste premesse prende avvio la storia che si dipanerà lungo i quattro albi di questa miniserie, che già dal primo numero mostra caratteristiche e peculiarità davvero interessanti.

cyberpunk 2077 trauma team estrazione

In primis occorre citare la grande maestria con cui Bunn redige la sceneggiatura, evitando accuratamente un plateale info dumping (rischio molto concreto all’inizio di una miniserie) attraverso l’uso ben concertato di tavole e didascalie.

Bunn affida alle vignette il compito di mostrare al lettore il ricordo della tragica estrazione e, parallelamente, utilizza le didascalie per portare avanti il dialogo tra Nadia e la psicologa. Questo intreccio, ottimamente orchestrato, consente al lettore di seguire in modo fluido le due linee temporali, quella della missione, rievocata dalla protagonista durante il colloquio, e quella del colloquio stesso, vero punto di inizio delle vicende narrate.

Questa scelta, inoltre, consente a Bunn di conferire alle didascalie un ruolo più importante rispetto a quello di semplice “sottofondo”: tanto le parole di Nadia quanto quelle della terapeuta ritmano il susseguirsi dei ricordi, permettendo al lettore di percepire lo stato d’animo della ragazza, che con poche parole (e addirittura alcuni silenzi) riesce a trasmettere ogni sensazione che le dolorose memorie le provocano.

cyberpunk 2077 trauma team estrazione

Impossibile non menzionare l’eccellente lavoro svolto da Valderrama, il cui tratto sottile si amalgama perfettamente con i giochi di luci artificiali e i colori al neon tipici di Night City. Una felice collaborazione, quella di Valderrama e del colorista Jason Wordie, che permette a Trauma Team di cogliere pienamente l’atmosfera tecnologicamente avanzata e decadente a cui i vari trailer del gioco ci hanno introdotto.

Basi decisamente solide, dunque, per il primo numero di questa miniserie che, in linea con il modus operandi di CD Projekt Red, punta a mantenere alta l’asticella della qualità.

TRAUMA TEAM #2

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER

cyberpunk 2077 trauma team #2

Nadia è stata dichiarata idonea ed è tornata sul campo, anche se ad attenderla ci sono una nuova squadra e un’estrazione decisamente pericolosa, ricordi dolorosi pronti a riaffiorare e una sgradita sorpresa.

Del colloquio con la psicologa, all’interno del primo albo, ci erano stati mostrati solamente l’inizio e l’esito. In questo secondo numero Bunn approfondisce le relazioni che Nadia aveva instaurato con alcuni membri del suo vecchio team: i ricordi della protagonista affiorano in gran numero, mostrando il profondo vincolo che la legava ai suoi compagni caduti e sottolineando il trauma che la loro morte ha prodotto in lei.

Cyberpunk 2077 Trauma Team Pinned Down

Queste profonde ferite mentali, in qualche modo non viste o ignorate dalla terapeuta della Trauma Team International, non si limitano a produrre notti insonni o agitate da incubi, ma creano angosce che prendono possesso di Nadia, la paralizzano e allontanano dal mondo reale. Un’eventualità drammatica, specialmente per chi come lei svolge un lavoro ad alto rischio e in cui la concentrazione può far la differenza fra vita e morte.

La prima missione a cui Nadia partecipa, dopo essere rientrata in servizio, mette nuovamente a nudo queste problematiche, che come un domino ricadono su tutta la nuova squadra aggravando la situazione e ingigantendo i pericoli che il team deve affrontare. L’estrazione, infatti, viene osteggiata dalla gang (pesantemente armata) che tiene in ostaggio l’obiettivo del recupero, con il quale Nadia ha conti in sospeso e che, si intuisce, giocherà un ruolo chiave nel prosieguo della storia.

TRAUMA TEAM #3

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER

trauma team 3

L’obiettivo dell’estrazione è stato individuato, ma alla sola vista dell’uomo Nadia ha estratto una pistola e gliel’ha puntata alla testa. La situazione è tesa, la ragazza vorrebbe tirare il grilletto e vendicare gli amici caduti; solo l’intervento del caposquadra scongiura ciò, esponendo però la squadra ad un momento di pericolosa stasi. Se si rimane fermi troppo a lungo si è esposti al fuoco nemico, che non tarda ad arrivare: una sventagliata di proiettili investe in pieno la squadra e in particolare Knapp, uno dei due artiglieri del team.

trauma team 3 sparatoria

I Trauma e il cliente si rifugiano rapidamente in uno degli appartamenti del mega-edificio, cercando di elaborare un piano. Qui Nadia incontra una donna, che le chiede di aiutarla a curare la figlia malata. Questo evento scatena nuovamente i traumi irrisolti di Nadia, che riemergono con violenza portandola a disubbidire agli ordini del caposquadra e ad agire di testa propria. Una scelta che non resta senza conseguenze.

trauma team 3 lotta

L’appartamento che aveva fornito un riparo si è ora trasformato in una trappola, circondata e assediata dai membri della gang. Un aiuto inaspettato giunge dal cliente stesso, particolarmente abile con le lame. I Trauma somministrano all’uomo un potente stimolante creando una letale macchina da guerra e, grazie a questa temibile combinazione, l’uomo riesce a liberare la strada al gruppo, che può ora proseguire verso il piano terra e verso la salvezza.

L’azione in questo volume è particolarmente concitata: l’estrazione sta andando di male in peggio, la squadra di soccorso è stata decimata e Nadia è sempre più vittima della propria psiche. In un contesto narrativo simile il rischio maggiore è che anche la lettura risulti caotica, eventualità che Bunn scansa accuratamente. Lo sceneggiatore riesce ad ottenere questo risultato attraverso un abile uso delle vignette e un’ottima impostazione della tavola, che gli consentono di intrecciare le singole vicende in una storia coesa e assolutamente chiara.

TRAUMA TEAM #4

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER

trauma team 4

Ci siamo, la missione volge al termine: il cliente è stato ferito, la squadra ha perso molti uomini e ha dovuto svuotare molti caricatori per raggiungere il piano terra dell’edificio; ma adesso sono arrivati, devono solo attendere i rinforzi e l’estrazione.

Sembra che le sorprese siano finite, che i trauma possano finalmente tirare un sospiro di sollievo. Sarebbe davvero un peccato se Night City estraesse dalla manica un ultimo asso capace di rimescolare, ancora una volta, le carte in tavola.

È meglio interrompere qui il breve riassunto riguardante la trama del quarto numero, l’ultimo della miniserie Trauma Team. Molti colpi di scena attendono ancora il lettore, pronte a mozzare il fiato fino all’ultimo.

trauma team 3 snap out

In vista della conclusione, Bunn preme ancor di più sull’acceleratore, chiudendo tutte le sottotrame aperte nei numeri precedenti e ormai pronte ad essere raccolte in un’unica grande resa dei conti. Anche Valderrama sceglie di sorprenderci, una volta di più, con una splash page di pregiatissima fattura e una grande espressività dei volti, ormai sconvolti dalla catena di eventi degli albi precedenti.

Il finale non delude: netto e coerente, anche se caratterizzato da una peculiare scelta narrativa: l’ultima vignetta non inquadra direttamente l’azione, bensì un significativo indizio con cui Bunn lascia intendere come sia andata a finire.

Una decisione coraggiosa in cui, volendo speculare, si potrebbe vedere anche la necessità di chiudere il racconto entro le 24 pagine dello spillato. Se anche così fosse, la sceneggiatura di Bunn dimostrerebbe ancora una volta la propria solidità e l’abilità dello sceneggiatore che l’ha scritta, capace di coniugare necessità produttive e qualità della storia raccontata.

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Lettore, videogiocatore, finto cinefilo e grande chiacchierone.

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