Odio l’estate – Aldo, Giovanni e Giacomo tornano alle origini

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Se esistono due verità inconfutabili in Italia, condivise dagli intellettuali di tutta la penisola, queste sono che Aldo, Giovanni e Giacomo sono un patrimonio nazionale, e che tristemente il trio comico ha subito una discesa qualitativa (interrotta forse solo da La banda dei babbi natale) dopo Tu la conosci Claudia?, film del 2004 e l’ultimo, prima di una pausa durata 15 anni, diretto da Massimo Venier, storico collaboratore del trio.

Per questo la notizia di un nuovo film diretto da Venier ha alzato le aspettative ben più di quanto non permettesse Fuga da Reuma Park. Aspettative che per fortuna non sono state disattese.

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La trama ricorda vagamente Milano Beach, primo sketch de Il Cosmo sul Comò, e ruota attorno a tre famiglie piene di problemi relazionali, coniugali e comunicativi, i cui capifamiglia sono Aldo, un assenteista perennemente in malattia, Giovanni, proprietario di un negozio di calzature in crisi e Giacomo, dentista dal grande talento solo in ambito lavorativo. Per un errore dell’agenzia di viaggi, le tre famiglie si ritroveranno a condividere la villetta al mare in Puglia, nella quale avevano programmato di trascorrere le vacanze, e questa terapia di gruppo sarà decisiva per tutti.

Il ritorno all’interpretazione di tre uomini qualunque e la commistione già intuibile dalla sinossi di comicità e amarezza erano motivi di particolare interesse tra i fan, e si riconfermano ingredienti fondamentali per un buon film del trio. Venier infatti dirige una storia assurda quanto basta ma sempre molto umana, in cui la crescita dei tre protagonisti, seppur molto lineare e semplice, è trattata con cura. Nonostante, come detto, le premesse ricalchino la formula tradizionale, lo svolgimento si discosta molto dalla solita struttura.

Il film infatti non si concentra solo sul terzetto di padri di famiglia, ma approfondisce anche vari comprimari (non in maniera del tutto ottima). Se con le mogli dei tre protagonisti, interpretate dalle bravissime Lucia Mascino, Carlotta Natoli e Maria di Biase, abbiamo tre personaggi credibili ed interessanti, lo stesso purtroppo non si può dire dei figli maggiori Salvo e Alessia (rispettivamente Davide Calgaro e Sabrina Martina), la cui storyline non spicca, pur rimanendo un piacevole intermezzo nello svolgimento della trama.

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Un altro aspetto trattato particolarmente bene è l’autocitazionismo: lungo tutto il film abbiamo vari rimandi ai film e agli sketch teatrali del periodo d’oro, come le scene in cui il trio interagisce in macchina, la struttura della narrazione, fino ad arrivare all’esplosione nostalgica nel remake di una delle loro scene più famose. Tutti questi richiami però non prendono mai il sopravvento sulla narrazione né forzano il corso della trama, ma rendono ancora più godibili le scene, dando un’ulteriore nota dolceamara.

In ultimo, menzione d’onore alle musiche, caratteristica che nei primi film non deludeva mai. Alcuni dei brani sono stati affidati Brunori Sas, che impreziosisce fin dal trailer la pellicola con pezzi come La Verità e La canzone che hai scritto tu, altro fattore che contribuisce a regalarci una commedia che non vuole solo far ridere.

Fissato con le serie tv e sulla buona strada per esserlo anche con i film. Cosplayer di Abed Nadir e discepolo di Aldo, Giovanni e Giacomo.

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