Digimon Story: Cyber Sleuth (PS4)

Voto:

Quanti di voi da bambini facevano la proverbiale pausa dallo studio nel pomeriggio per vedere le avventure di 7 bambini (8 successivamente) scaraventati in mondo fatto di dati e popolato da strane creature chiamate Digimon? Il fenomeno era scoppiato: maglie, giocattoli, zaini per la scuola e soprattutto videogiochi. Nel 2014 è uscito Digimon All-Star Rumble e già grazie a questo gioco i famosi digital monsters sono tornati ad affacciarsi nel vecchio continente, ora è finalmente arrivato anche Digimon Story: Cyber Sleuth, che in teoria non sarebbe neanche dovuto uscire da noi, ma grazie a una petizione e al raggiungimento di 30.000 firme è potuto emigrare fuori dai confini giapponesi ed essere disponibile in versione retail per PS4, mentre i possessori di PS Vita si devono accontentare del formato digital. Vediamo dunque come se l’è cavata questo JRPG.

Digimon Story: Cyber Sleuth arata

Mentre siamo in una chat a gruppo chiuso l’utente Akkino, di cui successivamente scopriremo l’identità, domanda agli altri membri del gruppo se hanno mai sentito parlare dei Digimon. La risposta non si fa attendere e veniamo a scoprire che in realtà i Digimon sono dei programmi per hacker capaci di penetrare in qualunque firewall. Durante questa discussione entra nella nostra chat Mr. Navit (mascotte dell’ EDEN) hackerato, dicendoci di avere una fantastica sorpresa per chi si loggerà nell’EDEN, al che quasi tutti gli utenti, spaventati, lasciano il forum a parte 3, tra i quali ci siamo anche noi, poiché incuriositi dalla fantomatica sorpresa. Il gioco prima di farci entrare in contatto per la prima volta con l’EDEN, una sorta di realtà virtuale creata dalle menti della Kamishiro Enterprises, ci farà scegliere il sesso del nostro personaggio e il nome del nostro eroe o eroina; una volta entrati cerchiamo di raccogliere informazioni sul Mr. Navit hackerato parlando con qualche NPC, quando improvvisamente veniamo contattati dalla misteriosa mascotte che ci indica il luogo dell’incontro, Kowloon.

Giunti lì attraverso un terminale di teletrasporto (lo userete molto spesso per muovervi da una parte all’altra) faremo la conoscenza dei due nostri compagni di avventura, ovvero una ragazza di nome Nokia (da non confondersi con la marca di telefoni) e Arata, conosciuti in chat con il nome di Akkino e Blue Box. Metto in chiaro fin da subito che tutti i personaggi del gioco sono stereotipati alla grande, ma ogni tanto sapranno regalarvi anche qualche sorriso con dei siparietti che sono tutto dire.

Durante la presentazione veniamo nuovamente interrotti da Mr. Navit che installa sui nostri Digivice il programma di cattura dei Digimon, cosa che per un attimo ci lascia stupiti, ma ci accorgiamo subito che qualcuno da dietro ci stava spiando e Arata decide di seguirlo nei meandri di Kowloon. Per non lasciarlo solo decidiamo di andare con lui, ma presto perdiamo le sue tracce e incontriamo invece il ragazzo che ci stava spiando, che si fa chiamare “lo spettro dell’EDEN”: aiuta le persone che si sono perse in Kowloon e, vedendo il nostro Digivice con installato il programma di cattura dei Digimon, ci avverte del fatto che diversi tipi di hacker utilizzano questo programma; come dimostrazione della cosa ci mostra tre Digimon, tra i quali ci è concesso sceglierne uno (tranquilli, la scelta non preclude l’ottenimento degli altri due): Terriermon, Palmon e Hagurumon.

Digimon Story: Cyber Sleuth tipi attributi

Quella che vi ho appena descritto non è neanche la prima ora di gioco, ma non vi aggiungo altro per non spoilerare, sappiate solamente che mi aspettavo una trama poco incisiva e prevedibile, invece mi sono trovato di fronte ad una narrativa migliore dei quel che mi aspettassi, con colpi di scena che in alcuni momenti mi hanno saputo davvero sorprendere.

Ogni Digimon viene classificato con il tipo Data, Virus, Anti-virus e Free (che non ha nessuna relazione con gli altri tre) che a loro volta possono avere attributi di tipo fuoco, elettricità, acqua, terra, pianta, vento, neutrale, luce e oscurità; questo serve per avere il più classico dello schema di debolezze e resistenze. Tradotto in soldoni, un Digimon di tipo virus è superefficace sul tipo data, ma se, ad esempio, il Digimon virus è di attributo acqua e ne colpisce un altro con attributo fuoco, i danni saranno ancor maggiori. Anche se non riuscite a ricordarvi di queste particolarità, il gioco vi viene incontro attraverso una specie di mirino, se così si può definire, che attraverso l’uso di colori che vanno dal rosso per indicare “superefficace” al blu che sta per “danno dimezzato”, ci ricorda le debolezze dei mostriciattoli.

Digimon Story: Cyber Sleuth combattimento

La schermata di lotta è composta dal più classico dei comandi delle azioni: in basso troverete la vita e i punti stamina, che servono per le skill dei vostri digimon, utilizzabili fino a tre in contemporanea; sulla destra troverete invece la classica barra del turno già vista in altri giochi, mentre alla sinistra del vostro schermo ci sono le 7 azioni che è possibile compiere, le quali variano dal semplice attacco base che non consuma stamina, all’uso degli strumenti, utili per curare i vostri compagni, la guardia per dimezzare i danni subiti e il comando change per sostituire i Digimon attivi con quelli di riserva. Poi troviamo l’auto-battle, il comando più inutile del gioco (e non scherzo) che serve semplicemente a far compiere mosse casuali ai nostri mostri, la fuga ed infine il comando per usare le skill. Ho lasciato per ultimo questo perché è molto importante: ogni Digimon con la digievoluzione apprende la sua special move (nel caso di Greymon la famosa mega-meteora) e salendo di livello apprende varie inherited skills, tra le quali attacchi con attributo o semplici aumenti di statistica; ogni Digimon ne può avere massimo 20, di cui soltanto 6 attive contando anche la special move. Come numero 20 potrebbe sembrare esagerato se contiamo che per esempio in tutta la sua linea evolutiva Agumon fino ad arrivare a War Greymon non arriverà mai ad apprendere 20 skill, infatti qui entra in gioco un’altra meccanica molto importante: la de-digievoluzione. Paradossalmente portare il vostro Digimon da livello champion a livello rookie lo renderà più forte, in quanto aumenteranno i punti abilità che servono per il raggiungimento della fase mega, inoltre potrà digievolvere in maniere diverse alla sua linea evolutiva: Exveemon potrebbe diventare MagnaAngemon e imparare le sue mosse, per poi tornare Veemon ed evolvere in Flamedramon con mosse ad attributo luce. Questa meccanica si rivela particolarmente utile per quel che riguarda le battaglie online.

In Digimon Story Cyber Sleuth non ci sono solo combattimenti, ma come intuibile dal nome stesso troviamo anche fasi costituite da missioni come ritrovare oggetti, Digimon o persone smarrite in giro per la città di Tokio, quest’ultima realizzata in maniera molto carina e suggestiva. Fa sorridere poi trovare nel quartiere di Akihabara cartelli pubblicitari di SEGA nonostante il gioco sia di Bandai Namco.

Digimon Story: Cyber Sleuth Akihabara

Il rovescio della medaglia lo troviamo nel mondo digitale, decisamente poco curato e con mancanza di mordente, sembra quasi un ospedale con pareti di colore blu. Qui si potranno attivare anche delle abilità di hacking (niente di che, sia ben chiaro) che variano dalla semplice riduzione degli incontri con i Digimon selvatici fino all’incontro forzato con essi, utile per fare le scan di quelli da voler ottenere, perché non si “catturano”, ma bisogna semplicemente incontrarli senza combatterci, raggiungendo il 100% di scoperta o più; rarissimamente ci saranno anche dei piccoli puzzle da risolvere, ma si contano davvero sulle dita di una mano. Di lati negativi purtroppo ce sono altri: se da una parte per fare evolvere un nostro Digimon c’è bisogno di fargli raggiungere determinate statistiche grazie all’aumento di livello o all’aiuto della digifarm, l’aumentare della statistica ABI (i punti abilità) rende il tutto snervante e sembra servire solo ad allungare inutilmente il brodo.

La mancanza dei sottotitoli in italiano è un’altra caratteristica che potrebbe risultare fastidiosa, ma l’Inglese del gioco non è molto difficile da capire; simpatica la scelta anche di lasciare il doppiaggio in giapponese che qui secondo me calza a pennello. Sotto il profilo del sonoro nulla di memorabile tranne qualche traccia, in particolare quella legata alle missioni del club degli avvistamenti sovrannaturali. Per quanto riguarda la difficoltà se avete giocato a qualche gioco simile e siete dei veterani del genere il mio consiglio è di impostare subito il livello di difficoltà più alto, per aggiungere un po’ di pepe alle boss fight.

Digimon Story: Cyber Sleuth digievoluzione
Non ce la faccio…troppi ricordi!

Digimon Story: Cyber Sleuth è un gioco nella media che non innova nulla in particolare, anzi, pesca a piene mani le meccaniche da altri JRPG simili. Nonostante questo però riesce a divertire e ricordare piacevolmente ai più nostalgici i pomeriggi spesi in compagnia dei digi-prescelti con una trama che sa molto di shonen; speriamo solo che arrivino presto altri di giochi sui Digimon e che questi non rimangano, come spesso accade, confinati in Giappone.

Gabbiano Sbronzo Articoli
Un amabile uomo che ama trastullarsi tra giochi di carte e Pokemon, non disdegna il gioco su console casalinghe, ama la pizza e le partite co-op con gli amici su Diablo 3 e Monster Hunter sono per lui una dipendenza

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le Norme sulla Privacy e i Termini di Servizio di Google.