Unravel (PS4)

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Voto:

Quando un videogioco è fatto con passione, da persone che tengono al frutto del proprio lavoro quasi come fosse un figlio, si vede. Spesso la passione e le belle idee da sole però non bastano, ed è così che gli svedesi Coldwood Interactive, che finora avevano lavorato soltanto a titoli dimenticabilissimi, grazie al supporto di Electronic Arts sono riusciti ad esprimere tutto il loro potenziale creando finalmente un gioco vero, carico della bellezza e della magia del loro paese: Unravel.

Il protagonista è Yarny, un piccolo e carinissimo essere antropomorfo fatto interamente di lana rossa. Lo scopo del gioco sarà guidarlo attraverso delle foto che rappresentano i ricordi di una famiglia, ed è chiaro fin da subito come il filo di cui è composto sia a suo modo una metafora dei legami che uniscono persone, luoghi e ricordi attraverso il bello o il cattivo tempo. Non c’è una trama vera e propria a fare da sfondo, nessuna storia profonda o dalla morale importante, semplicemente vengono lasciate parlare immagini, musica e suoni, che danno vita a una bella poesia, di quelle che scaldano il cuore e mettono il sorriso, lasciando una sensazione di serenità.

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Ciò che colpisce immediatamente di Unravel è il comparto artistico. A partire da Yarny, che sembra sul serio fatto di soffice lana, fino alle meravigliose ambientazioni scandinave, si nota una cura maniacale di ogni singolo dettaglio. Tutti gli elementi presenti a schermo, che siano foglie, fili d’erba o piccoli animali, danno vita ad un mondo realistico, reso affascinante dalla prospettiva del piccolo protagonista e da una perenne aura di magia fiabesca; ogni screenshot del gioco è una splendida fotografia. Le animazioni sono perfette, mai una texture in bassa definizione, glitch, bug o cali di frame. Insomma, inattaccabile anche dal punto di vista tecnico.

Ho adorato la colonna sonora, che si rifà molto alle sonorità celtiche e del resto si rivela fondamentale, poiché attraverso le sue melodie a volte molto melanconiche, altre più allegre, il gioco “ci parla” facendoci comprendere alla perfezione lo stato d’animo di Yarny, sopperendo quindi alla mancanza di qualsivoglia testo o dialogo. È stato fatto un lavoro eccellente anche con gli effetti sonori, che contribuiscono all’immersione nel mondo di gioco.

Potrei spendermi ancora in mille parole inutili per descrivere la bellezza di Unravel ma la verità è solo una: da un punto di vista artistico questo gioco è indiscutibilmente una perla che brilla di luce propria.

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Sì ok l’arte e la poesia, ma parliamo del gameplay

Unravel in sostanza è un platform 2.5D con alcuni elementi puzzle, la cui particolarità principale risiede nelle meccaniche riguardanti il filo del quale è composto Yarny. Questo infatti potrà essere utilizzato come trampolino, liana, ponte o lazo, capite bene come quindi ruoti tutto intorno ad esso per superare ogni tipo di sezione di gioco. Giustamente, però, con il suo utilizzo il filo si srotolerà dal protagonista, che dovrà quindi ricorrere a dei checkpoint dove ne troverà di nuovo con cui ricomporsi, questi tra l’altro sono dislocati in maniera ottimale e non vi capiterà quasi mai di entrare in crisi per averlo finito. Bisognerà avere la minima accortezza di slegare i nodi fatti quando non servono più, così da sprecarne meno possibile.

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Similitudini ne abbiamo?

Nonostante queste meccaniche appaiano molto interessanti ad un primo impatto, sono minate da diverse problematiche. Innanzitutto i comandi, che tendono leggermente ad essere poco responsivi e imprecisi, soprattutto quando si tratta di prendere al lazo un bersaglio, il che crea alcuni momenti di frustrazione. Il gameplay in generale poi mi ha lasciato un po’ deluso, perché si rivela abbastanza piatto per tutto il corso dell’avventura: andando avanti non viene mai aggiunto davvero qualcosa di nuovo che aumenti il livello di sfida, cambiano le ambientazioni e gli elementi con cui interagire, ma non la sostanza, quindi dopo aver appreso per bene come funziona il gioco nei primi due o tre livelli, il resto talvolta comincerà a sembrare ripetitivo o comunque non abbastanza stimolante da invogliare il giocatore a continuare per mettersi alla prova; mancando anche una trama interessante che faccia da traino, purtroppo ci troviamo di fronte a un bel difetto, smorzato forse da una longevità misurata. Il titolo complessivamente è godibile, anche perché poi la fisica di gioco, dalla quale dipende praticamente tutto, funziona alla grande e il level design di per sé si dimostra sempre vario e interessante, solo che da un puzzle-platform ci si aspetterebbe una maggiore profondità.

Un altro problema, anche se minore, è la sensazione di déjà vu che vi accompagnerà se avete giocato a Limbo: Unravel è praticamente il suo fratello colorato e coccoloso. Avrete questa sensazione ogni qualvolta attraverserete uno specchio d’acqua a bordo di un tronco o quando scapperete da un animaletto feroce che vi insegue. Anche i protagonisti si somigliano, essendo entrambi monocromatici con gli occhi completamente bianchi. Tutto fa pensare che i Coldwood si siano ispirati abbondantemente a quel gioco, che non è necessariamente un male, ma chiaramente rende il titolo meno originale.

In ognuno dei 12 livelli ci sono infine 5 segreti nascosti da trovare, che hanno l’unico scopo di spingere i platinatori a rigiocarli per completare il gioco al 100%, e comunque non si tratta di un’impresa impossibile, visto che la mia media è stata quasi sempre di 4 su 5 e non sono di certo il tipo che si fissa sui collezionabili.

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…ma non si può non amarlo

A prescindere da tutto Unravel vi conquisterà, vi affezionerete al piccolo Yarny e lo guiderete nelle sue avventure senza troppe difficoltà, godendovi qualcosa di bello e suggestivo che in un modo o nell’altro vi lascerà comunque col sorriso una volta arrivati alla fine. Se però siete tra quelli che in un puzzle-platform cercano principalmente un livello di sfida crescente e una certa profondità, forse questo gioco non fa al caso vostro.

Mi auguro sinceramente che questo titolo possa avere un seguito, anche solo spirituale, che migliori l’esperienza di gioco, perché ne potrebbe uscir fuori qualcosa di sorprendente!

PS. In fondo vi lascio anche un bellissimo video d’istruzioni su come creare il vostro pupazzetto di Yarny.

Create il vostro Yarny:

RocketSimoon Articoli
Appassionato di film e videogiochi da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

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