Altar of the Dead Gods: botte da orbi in un tempio dimenticato

altar of the dead gods

Voto:

Non so voi, ma io adoro i giochi miniatures agnostic. Per chi non conoscesse il termine: sono giochi in cui è possibile utilizzare qualsivoglia tipo di miniatura per rappresentare i propri eroi, le proprie bande o i proprie eserciti. Quando si parla di questo tipo di giochi, “miniatura” è un termine più vago di quanto si possa pensare: in una partita di giochi miniatures agnostic come Frostgrave, Kings of War o Rangers of the Deep non è raro trovare bande (o addirittura eserciti!) composti da tappi di bottiglia, dinosauri di plastica, omini lego o persino rettangoli di cartone con su scritto “elfi a cavallo”. Si possono usare miniature stampate in 3D, prese da altri giochi o comprate per l’occasione, ma non è obbligatorio: qualsiasi cosa sia adatta a rappresentare i vostri combattenti va benone.

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Un cacciatore di mostri si appresta a raccogliere una reliquia!

Nel mio piccolo, adoro utilizzare miniature prese da giochi da tavolo o da vecchi wargame (esiste ancora chi gioca Confrontation? Temo di no). Se mi manca qualcosa, cerco online qualche modello che mi possa ispirare. Lo ammetto, è un po’ una scusa per rendere utili le vecchie miniature e per comprarne di nuove.

Altar of the Dead Gods, primo e per ora unico gioco della Pwork Wargames, è proprio un miniatures agnostic, oltre a essere un gioco skirmish dalle atmosfere lovecraftiane. Riguardo quest’ultimo punto: è chiaro, fin dalla prima lettura, che i ragazzi della Pwork abbiano preso ispirazione da giochi come Bloodborne e Darkest Dungeon, oltre che dai vari giochi skirmish fantasy della Games Workshop. Gli elementi ci sono tutti, a partire dalla premessa: un tale Izaak Curwen, durante alcuni lavori di scavo, ha scoperto i resti di un tempio perduto, che si è rivelato essere anche la tomba di vere e proprie divinità.

In breve tempo, la cittadina dove è stato rinvenuto il tempio è andata in rovina ed è diventata il luogo di raduno preferito da chi vuole esplorare, saccheggiare o studiare il tempio stesso (magari finendo per compiere orrendi rituali al suo interno). Non mancano gli elementi fantasy (troll, streghe, crociati), ma l’atmosfera generale resta quella di un gioco horror (almeno fino a quando un vostro amico non userà un portachiavi di Pikachu per rappresentare un inquisitore).

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Il mio terribile vampiro Panciuffo si prepara a uscire dall’oscurità e mietere vittime

Oltre all’atmosfera, ciò che caratterizza Altar of the Dead Gods è il regolamento: Paolo Boracchi ha realizzato un sistema semplice, veloce (una partita dura meno di un’ora) e basato più sulla tattica che sulla fortuna coi dadi. Il gioco prevede solo 2 giocatori, che competono per conquistare altari, uccidere gli eroi della banda avversaria, saccheggiare reliquie e ingraziarsi il favore delle divinità (che non sembrano poi così morte). Le partite si svolgono su di un tabellone da 25 x 17 caselle, che potete realizzare a mano o acquistare dal sito della Pwork Wargames (i loro tappetini da gioco sono di qualità incredibile). Sempre sul sito, si trovano due mazzi di carte contenenti il riassunto delle regole e le statistiche dei combattenti, così come i segnalini speciali da utilizzare durante le partite.

Per realizzare la mappa di questa tomba delle divinità, sono necessari anche una serie di muri, due santuari e un altare (si chiama Altar of the Dead Gods, in fin dei conti). Tutti questi elementi scenici sono di dimensioni precise e vanno posizionati in punti altrettanto precisi: il gioco ha una forte componente tattica e la configurazione della mappa pesa molto sulle scelte che i giocatori si trovano a dover compiere. Un po’ mi dispiace (sono una fan sfegatata dei tavoli apparecchiati con ogni genere di elemento scenico), ma devo ammettere che è bello vedere una simile cura per il sistema di gioco.

Anche in questo caso è possibile acquistare dal sito della Pwork gli elementi scenici necessari per giocare. Purtroppo, i tre elementi più grandi (ovvero i due santuari e l’altare) sono davvero scomodi per il posizionamento delle miniature e consiglio di cuore di modificarli o sostituirli con qualcosa di più adatto.

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Ovviamente ho comprato TUTTO

Ma veniamo al cuore del gioco: le bande. Ogni giocatore controlla una banda, che deve essere obbligatoriamente composta da sette elementi, più precisamente quattro servitori e tre eroi (di cui al massimo uno esaltato). Durante ogni partita, i giocatori “attiveranno” i propri combattenti in maniera alternata: il primo giocatore attiverà un suo combattente, poi il suo avversario attiverà uno dei suoi e così via. L’unica eccezione è “l’attivazione eroica”, che permette di usare nello stesso turno sia un eroe che un servitore. C’è un limite al tipo di servitori ed eroi che si possono schierare: per esempio, la Fazione dei Cacciatori può avere, tra i servitori, un massimo di due Tiratori Scelti, un massimo di tre Mastini e un massimo di due Esperti di esche tra cui scegliere, mentre un giocatore che scelga la Fazione dei Vampiri potrà schierare, come eroi, un massimo di due Thrall, un massimo di una Sposa e un massimo di un Vampiro. Nel manuale (e nelle carte riassuntive) sono indicati in maniera chiara tali limiti di scelta, così come le statistiche e le abilità speciali di ogni combattente.

Ogni banda fa parte di una delle seguenti sei Fazioni:

Vampiri: ex avventurieri che hanno cercato la formula della vita eterna nelle profondità del tempio. L’hanno trovata, ma sotto forma di maledizione: ora sono costretti a evitare la luce del sole e a cibarsi del sangue altrui pur di non soffrire. Possono contare sull’aiuto di sciami di pipistrelli, spettri e servitori non-morti. Sono veloci e hanno un eroe esaltato (il Vampiro) che entra in combo con quasi ogni altro combattente della sua banda. Inutile dire che buona parte delle loro abilità sono legate al dissanguare gli avversari.

Cacciatori: mercenari venuti nella città per affrontare gli orrori usciti fuori dal tempio. Più che degli eroi, sono individui che hanno fatto della caccia la loro ragione di vita e la loro droga. Sono cacciatori di mostri tanto quanto possibili cacciatori di umani. Hanno i migliori tiratori del gioco, possono piazzare fastidiosissime trappole in giro per la mappa e possono contare sui loro mastini per correre a prendere gli obbiettivi o ad azzannare i nemici. Il loro Maestro di Caccia è perfetto per finire gli avversari azzoppati, mentre il loro Cacciatore di Trofei è l’incarnazione del motto “più il nemico è grosso, più farà rumore quando cadrà a terra”.

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Un Cacciatore di Trofei e un Mastino

Streghe del Sangue: megere, chiromanti ed esperte delle arti oscure legate al sangue. Sono sfuggite all’Inquisizione e ora chiedono nuovi poteri alle divinità morte. Ogni loro combattente è tanto pericoloso quanto fastidioso: i Troll Vendicativi spruzzano sangue acido ogni volta che vengono feriti, il Famiglio aiuta le streghe a lui vicine e assegna un segnalino Perseguitato a chiunque lo uccida, tutti e tre i tipi di strega (Sorella Oscura, Vecchia Megera e Strega del Sangue) curano i propri alleati e maledicono in qualche modo i nemici. Ah sì, quando sanguinano diventano più potenti e i loro Fuochi Fatui sono maledettamente veloci. Ho già detto che sono fastidiose? Meglio ribadirlo.

Pellegrini della Chiesa: quando un tempio misterioso viene razziato e vengono portati alla luce del sole artefatti e reliquie varie, è lecito aspettarsi che le cose non vadano bene. In breve, molte persone che ancora abitavano la città si son ritrovate mutate e dotate di capacità soprannaturali. Alcune di queste persone hanno iniziato a vedere il futuro o a curare misticamente i malati. Per incontrare questi “santi”, si sono presentati in città pellegrini di ogni tipo. E se si presentano i pellegrini, perché non dovrebbe presentarsi pure l’Inquisizione? I Pellegrini della Chiesa sono resistenti, appiccano roghi (è il loro lavoro, no?), azzoppano i loro avversari e azzoppano pure sé stessi, per attivare ogni genere di abilità. A quanto pare, inginocchiarsi o legarsi un cilicio alla coscia li rende più pericolosi. Non vedo l’ora di affrontarli con una banda di Cacciatori.

Cultisti: se ci sono divinità aliene, ci sono dei cultisti. Non faccio io le regole, è l’ordine (in)naturale delle cose. La cosa interessante dei cultisti, in Altar of the Dead Gods, è che non sembrano solo fanatici adoratori di creature innominabili, ma anche ricercatori e scienziati pazzi. Insomma, ricordano parecchio Herbert West o Charles Dexter Ward. Le loro bande sono formate tutte allo stesso modo (quattro Accoliti, due Iniziati, un Evocatore), ma la loro versatilità sta nel tipo e nel numero di creature che possono evocare: gli Esperimenti Falliti sono utili per ottenere Punti Evocazione, gli Ammassi di Carne dissanguano gli avversari e sono degli ottimi scudi “umani”, Lo Strisciante nelle Tenebre controlla mentalmente i nemici e sovraccarica i loro nervi, L’Innominabile… è il genere di orrore lovecraftiano che si spera di evocare quando si gioca una banda come questa. Se il vostro avversario ha una banda di Cultisti e riesce a evocare parecchia roba, considerate l’idea di modificare la vostra tattica.

Valzer Decadente: il tempio non ha attirato solo avventurieri, pellegrini e cultisti di ogni sorta, ma anche i più strani e viziati nobili della città. Il genere di persone che, già dalla descrizione, mette voglia di urlare “Eat the rich!”. Questi individui, ormai annoiati dai piaceri che possono concedersi ogni giorno, hanno sviluppato un nuovo desiderio: quello di ballare nelle profondità del tempio. Un ballo in maschera inquietante, accompagnato da una musica che solo i suoi partecipanti possono sentire. Il Valzer Decadente è strano e imprevedibile tanto quanto i Vampiri (se non di più): i suoi combattenti hanno molte abilità legate allo spingere gli avversari e al potenziarsi a vicenda in base alla propria posizione sulla mappa. Proprio come in un ballo, a volte sarà più utile tenere i propri personaggi vicini (al resto della banda e/o agli avversari), altre volte converrà farli allontanare. Non li ho ancora provati, perché sono una maledetta precisina e non riesco a trovare a basso prezzo delle miniature con abiti lussuosi e maschere veneziane (lo so che esistono le miniature del gioco Carnevale, ma ho detto “a basso prezzo”).

altar of the dead gods manuale

Se anche solo una di queste Fazioni vi ispira, vi consiglio di cuore di guardare i video tutorial del regolamento che si trovano online e magari dare un’occhiata alle carte con cui comporre la vostra banda. Recensire ogni aspetto del regolamento richiederebbe troppo spazio, ma vi assicuro che vale la pena dare una chance a un progetto così ben studiato e sviluppato.

Ho solo un paio di dispiaceri (più che delle vere e proprie critiche) riguardo Altar of the Dead Gods. Il primo riguarda la taglia delle miniature: certo, è un miniatures agnostic, si può usare di tutto… ma dover far stare un Troll nello stesso spazio di un Mastino, significa scendere a compromessi circa la dimensione dei personaggi. Non so voi, ma mi piace immaginare sia i Troll che l’Innominabile come creature enormi e minacciose. Dato però che devono stare in una singola casella, le cose sono due: o le caselle del tabellone sono molto grandi, o i Troll e l’Innominabile diventano di dimensioni più “contenute”.

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Dai, sarebbero dei “bellissimi” Innominabili, perché discriminarli a causa della loro basetta?

Il secondo dispiacere non è legato alla qualità del gioco, ma all’effettiva possibilità di giocarlo. In giro per l’Italia, i wargamer giocano quasi sempre vecchi titoli rimasti loro nel cuore (di cui hanno magari tonnellate di miniature) o nuove edizioni dei giochi GW. Non è facile trovare qualcuno disposto a provare un nuovo gioco sviluppato da una piccola realtà italiana. Se poi non si abita in una grande città (e qui rosico), riuscire a organizzare una partita diventa ben più difficile che evocare una divinità morta.

Al netto di questi due problemi, vi consiglio di cuore di provare, acquistare e giocare Altar of the Dead Gods. Prodotti simili non sono facili da trovare e spero di cuore che questo progetto della Pwork Wargames possa crescere ed espandersi. Anche perché i miei Cultisti dovranno pur sacrificare qualcuno, no?

🛒 Altar of the Dead Gods è acquistabile dal sito di Pwork Wargames

Nat dot exe Articoli
Fin dall'infanzia ho collezionato fumetti, giochi e tragici errori. Scrivo per impressionare la mia ragazza e per giustificare l'acquisto di nuovi manuali, graphic novel e miniature.

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