Dark Devotion (PC)

dark devotion pc recensione

Voto:

La prospettiva di scoprire l’ennesimo souls-like in 2D potrebbe non entusiasmare parte dei videogiocatori, che di solito vedono titoli del genere come semplicemente dei metroidvania che tentano di emulare il successo dei Souls, spesso concentrandosi solo sulla difficoltà. Dark Devotion però, vuoi per il lato artistico e stilistico, vuoi per le ambientazioni gotiche ben curate, riesce a colpire sin dai primi minuti di gioco, dando la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di diverso, seppur non troppo.

Per ovvi motivi legati al genere stesso, non vi parlerò della difficoltà del gioco in quanto tale, ma di come gli sviluppatori l’hanno resa all’interno del titolo. Inutile dire che il livello di sfida è alto e i vari dungeon risultano essere parecchio punitivi se affrontati come in un qualsiasi RPG action a scorrimento.

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L’avventura ha inizio con una breve introduzione che ci catapulterà subito all’interno del nostro primo dungeon. Il personaggio sarà equipaggiato al meglio per permetterci di comprendere meglio il tutorial, che servirà più che altro a capire i comandi di base. Il resto delle meccaniche ci verrà illustrato volta per volta da dei messaggi a schermo, accanto ad elementi chiave come gli altari, di cui vi parlerò meglio tra poco.

Come da consuetudine per i souls-like, la trama (meglio definirla lore) è sfaccettata ed esplicata solo in conseguenza delle nostre azioni. Starà a noi giocatori parlare con gli NPC, leggere i messaggi in giro per la mappa e cercare indizi qua e là per ricostruire l’intricata storia del gioco. Tutto ciò che sappiamo è che la protagonista è una templare con il compito di ripulire un tempio (non fatevi ingannare, la mappa è immensa) dal male, sotto forma di mostri ed orrori di ogni genere.

Dopo il primo boss, in cui verremo per forza di cose sconfitti, ci ritroveremo all’interno di una piccola cittadella, che presto capiremo essere l’hub centrale del gioco, il luogo dove poter acquistare equipaggiamento, potenziare il personaggio e dal quale entrare nei dungeon. L’equipaggiamento acquisito scompare quando si muore: se quest’ultimo è stato trovato nei vari ambienti di gioco sarà possibile recuperarlo lì dov’era, mentre invece oggetti come spade e scudi rilasciate dai boss si potranno far ricostruire al fabbro.

dark devotion pc dungeon

I già accennati altari avranno un ruolo cruciale nel gioco, prendendo vagamente ispirazione dal sistema di anime di Dark Souls. Presso di questi potremo spendere la devozione guadagnata dai nemici sconfitti, permettendoci così di potenziare statistiche varie, ottenere bonus e abilità, ma non solo. La presenza degli altari si rivelerà fondamentale anche per aprire stanze segrete dei dungeon, sbloccare nuovi “sottolivelli” interni e darci la possibilità di attivare oggetti nella mappa utili a proseguire nella quest. All’interno delle varie stanze del tempio si potranno trovare anche quest secondarie che renderanno più ricca l’esperienza di gioco, permettendo di comprendere meglio la storia nascosta dietro ogni colpo di spada.

Il lato action del gioco offre un gameplay basilare, con pochi comandi, che però una volta appresi renderanno apprezzabile il tutto. Qui non servono super mosse o combinazioni di tasti complicate, ma concentrazione, perché anche i primi nemici, se combattuti con sufficienza, daranno parecchio filo da torcere. Non manca una semplice divisione in classi, che però non vengono scelte a priori, ma sono associate all’arma desiderata tra le varie disponibili, potendo inoltre combinare due build differenti (distanza e melee) che si alterneranno alla pressiona del tasto Tab.

Anche se a prima vista può sembrare blando, il gameplay è complessivamente ricco e ad un’occhiata più approfondita ci si renderà conto che offre il giusto compromesso per questa tipologia di giochi.

dark devotion fire

Le ambientazioni di Dark Devotion sono qualcosa di incredibile: sfondi super dettagliati, stanze e dungeon ricche di elementi interattivi o meno, e una pulizia grafica che rende giustizia a tutto il lavoro fatto, trasformando ogni livello in un’opera meritevole di essere prima guardata e poi giocata. Di fatto una delle migliori pixel art che abbia mai visto su un videogioco. Il character design riesce a rimanere al passo con il resto delle composizioni grafiche, con personaggi ben caratterizzati e accattivanti al punto giusto; ai primi livelli vi troverete ad osservare con attenzione anche i nemici base per non farvi scappare ogni dettaglio.

Dark Devotion è una piccola perla, presa nel modo giusto, e se rimarrete colpiti dalla grafica e dalla colonna sonora, vi deluderà non poco constatare quanto pesi la sua natura di souls-like. La difficoltà complessiva è ben bilanciata, ma il vero problema è che ogni dungeon presenta una quantità di trappole decisamente alta e, mentre un fan del genere potrebbe aspettarselo, un giocatore qualsiasi potrebbe provare molta frustrazione nel morire per una semplice trappola non vista, dopo aver sconfitto un boss servendosi di tecnica e abilità

dark devotion boss fight

Altra nota negativa, anche se evidente dopo più ore di gioco, è la ripetitività degli scenari, dovuta alla scelta di ambientare il gioco all’interno di un tempio. Alla lunga tutto ciò che ci circonda inizierà ad apparire molto piatto e blando, il che per un gioco che conta quasi 20 ore solo per la campagna principale non è un problema da poco.

Il team francese di Hibernian Workshop complessivamente ha svolto un ottimo lavoro, ma a Dark Devotion purtroppo manca la spinta giusta per uscire dalla sola nicchia degli appassionati di souls-like.

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Murdock Articoli
Appassionato di Fumetti e Videogiochi, perché esperto non sono e recensore fa subito radical chic.

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