The Lion’s Song (Nintendo Switch)

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Se siete alla ricerca di un’avventura grafica coinvolgente e artisticamente valida, The Lion’s Song è la risposta che fa per voi. Sviluppato dal team viennese Mi’pu’mi e diviso in 4 episodi, questo videogioco ci accompagna nella Vienna del XX secolo, dove incontriamo alcuni degli artisti e delle personalità di spicco austriache che si muovevano in questa città vivace e culturalmente ricca, affrontando i loro demoni interiori e le problematiche della società dell’epoca.

The Lion’s Song colpisce da subito per la sua scelta grafica: regnano tonalità color seppia, capaci di creare un’atmosfera d’altri tempi e un po’ malinconica, e pixel-art d’alto livello, che ci catapulta nella nostalgia delle classiche avventure “punta-e-clicca“. Ma il più grande pregio del gioco è senza dubbio la sua attenzione al contesto storico e all’aspetto più intimo e delicato delle vite di giovani menti eccezionali, brucianti di passione e voglia di sperimentare e crescere, ma frenate al tempo stesso da dubbi e problematiche, talvolta insite nella società del tempo, altre volte in loro stessi.

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Il tema cardine del primo episodio, intitolato “Silence“, è la musica. Seguiamo le vicende della brillante e talentuosa compositrice Wilma in un momento critico della sua giovane carriera: un blocco creativo. Spinta, o meglio forzata, dal suo mentore e amante Arthur, si ritira per alcuni giorni in una baita sulle Alpi, proprio in concomitanza con una grande tempesta.

Percepiamo la disperazione di Wilma che, a solo una settimana di distanza da un importante concerto, deve assolutamente portare a termine la sua più grande composizione. Ma quello con cui si scontrerà nella solitudine e nella natura impervia non è solo l’ispirazione perduta, ma soprattutto le paure più profonde e i conflitti interiori. Verrà però in suo aiuto una voce inaspettata e lontana.

Questo primo capitolo è fortemente incentrato sull’interiorità e riesce a incantare con descrizioni suggestive della natura stravolta dalla tempesta in atto, i cui suoni violenti incarnano perfettamente lo stato d’animo della protagonista. Il comparto sonoro domina indiscusso e riesce a coinvolgere il giocatore nello stato d’animo di Wilma. Il giocatore dovrà inoltre prendere alcune decisioni che avranno poi ripercussioni sulle storie successive.

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Il secondo episodio, “Anthology“, ci catapulta nella vita di un giovane pittore, Franz Markert, anche lui incentrato sulla sua crescita come artista e in particolare sulla ricerca di quel tassello ancora mancante nelle sue opere, un’incompletezza che non gli dà pace.

Questa volta ci troviamo nel cuore di Vienna, in un momento in cui la città si affaccia sulla modernità ed è già scossa da innovazioni e fervore culturale. Nel corso della vicenda, riconosciamo alcune figure incontrate o solo citate precedentemente e iniziamo ad addentrarci in alcuni luoghi ricorrenti nell’intero gioco, come il mercato e il café. Il giovane Franz, aiutato dal celebre pittore Klimt, cerca l’approvazione di critici ed estimatori d’arte, conscio che al suo talento manchi ancora qualcosa. Il suo intento è quello di catturare sulla tela tutti gli strati che fanno parte di una persona, ma sembra incapace di cogliere le singole sfumature. Sarà guardando in se stesso, prima ancora che nei potenziali modelli, che troverà la risposta tanto agognata.

Questo episodio vedrà il giocatore più attivo nella storia e nell’ambiente circostante. Merita inoltre di essere citata l’incantevole resa grafica dello sguardo dell’artista, che ci mostra, per ogni personaggio incontrato, quello che gli occhi del giovane pittore vedono sulla tela.

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Il terzo episodio, “Derivation“, abbandona per un attimo l’arte per portarci nel panorama scientifico del XX secolo. La matematica Emma Recniczek è portavoce di un grande cambiamento nel mondo della matematica, ma deve scontrarsi con il muro di pregiudizi sulle donne che impregna l’ambiente accademico e la società intera.

Per poter discutere con altri matematici e far finalmente ascoltare la sua voce, dovrà infatti ricorrere a un travestimento e fingersi un uomo. La metamorfosi avrà ripercussioni importanti sulla sua scoperta, la sua crescita come intellettuale, ma anche come essere umano. Le decisioni prese dal giocatore in questo episodio avranno conseguenze anche su quelli precedenti, stabilendo un punto di convergenza fra tutte le vicende.

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Il quarto episodio, “Closure“, conclude questa coinvolgente esperienza con un simbolico viaggio in treno. Le vite dei tre artisti e intellettuali – Wilma, Franz ed Emma – vengono narrate di nuovo, accennando alle vicende passate e al futuro che li attende, come fossero inconsapevoli compagni di viaggio, seduti nello stesso vagone verso un destino incerto.

L’intento di questo episodio conclusivo è quello di offrire una panoramica più ampia sulla Vienna del XX secolo, guardando a questi tre individui sullo sfondo delle innovazioni e degli sconvolgimenti culturali, scientifici e artistici della Vienna moderna. Le decisioni prese dal giocatore avranno ancora una volta delle conseguenze negli episodi precedenti, unendoli in un’unica storia corale.

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The Lion’s Song è un piccolo gioiello, delicato e coinvolgente, capace di combinare accuratezza storica a tematiche sempre attuali. L’aspetto più puramente interattivo, proprio delle avventure grafiche, si spoglia quasi completamente di puzzle e meccaniche più complesse, puntando tutto sulla storia, l’atmosfera e il coinvolgimento emotivo del giocatore.

Rimane invece la capacità del giocatore di effettuare scelte significative, che avranno conseguenze in ogni episodio. Sebbene le vicende dei tre protagonisti sembrino scollegate fra loro, ritroviamo infatti in vari punti della tetralogia personaggi già citati, e questo crea svariati punti di contatto, lievi e quasi impercettibili, fra le vite dei protagonisti.

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Melancoliae Articoli
Una traduttrice made in Italy appassionata di videogiochi (in particolare j-rpg), fumetti (Bonelli, americani e giapponesi), anime, letteratura fantasy e sci-fi e serie tv.

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