Guardiani della Galassia Vol. 2

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Sin dal loro esordio nel 2014, i Guardiani della Galassia hanno costituito un’anomalia nel Marvel Cinematic Universe. Trattandosi di personaggi di fatto sconosciuti al grande pubblico, la possibilità di sperimentare era più ampia del solito, e nelle mani del regista James Gunn questo potenziale è esploso, donando al cinema uno dei migliori cinecomic mai realizzati, un film con personalità, dotato di un linguaggio e uno stile non comuni per il suo genere, e collegamenti alle altre pellicole Marvel meno predominanti rispetto al solito. In breve tempo, i Guardiani sono così entrati di diritto tra i personaggi più iconici e amati del MCU.

Quando riesci a sorprendere così tanto il pubblico, non dev’essere semplice tentare di replicare lo stesso successo, eppure l’impressione che Guardiani della Galassia Vol. 2 mi ha dato è che Gunn si diverta così tanto col materiale a sua disposizione (e la buona libertà d’azione concessagli), che la cosa gli riesca in maniera del tutto naturale.

guardiani della galassia 2 star-lord e ego

Come già si supponeva dal finale del primo capitolo, questo sequel tratta fondamentalmente le origini di Star-Lord. Sin dai primi minuti apprendiamo che suo padre è Ego, interpretato da un Kurt Russell in ottima forma (tra l’altro viene mostrato un flashback impressionante con l’attore da giovane, cosa che ormai vediamo spesso in casa Disney). Scopriamo che la sua è solo la forma umana di un essere molto antico conosciuto anche come Il Pianeta Vivente, i cui poteri sono straordinari, il che spiega come Star-Lord sia riuscito a tenere in mano una Gemma dell’Infinito senza morire.

Sintetizzandola al massimo, la trama è tutta qui: “Peter Quill conosce suo padre”. Come nel primo capitolo, la vera sostanza del film non è affidata tanto alla storia, quanto ai personaggi, e qui per fortuna si è ovviato anche ad uno dei problemi maggiori del film precedente, che accomuna gran parte delle pellicole dei Marvel Studios, ossia la mancanza di un avversario decente, perché diciamocelo chiaramente, Ronan l’Accusatore è stato uno dei villain più insignificanti mai apparsi sul grande schermo (neanche mi ricordavo il suo nome, l’ho dovuto cercare su Google). Qui invece la minaccia per i protagonisti è reale, e anche se le motivazioni del cattivo principale sanno abbastanza di cliché fumettistico, le sue azioni sono indubbiamente spregevoli e riesce ad essere sufficientemente detestabile.

guardiani della galassia 2 personaggi

Non c’è nessuno tra i personaggi principali che non sia caratterizzato al meglio. Anche se abbiamo già avuto modo di conoscerli precedentemente, esploreremo nuove sfaccettature della loro personalità, ma mi è piaciuto in particolare come sono stati sviluppati Nebula e Yondu, che si rivelano personaggi più profondi di quanto mi sarei aspettato. La vera new entry nel team di eroi però è Mantis, un’aliena in grado di entrare in profonda empatia con altre creature e all’occorrenza alterarne persino l’umore; è interessante il fatto che lei sia all’oscuro di molte emozioni e inizi a conoscere per la prima volta alcune delle più intense entrando in contatto con i Guardiani. Essendo appena stata introdotta ovviamente è quella un po’ meno approfondita, ma sicuramente nel prossimo capitolo avremo modo di conoscerla meglio. A questo punto forse vi starete chiedendo: “E Groot?” Beh lui sta ancora crescendo, è come se fosse un bambino piccolo, quindi per quanto bellissimo e tenero purtroppo è relegato prevalentemente a un ruolo di comic relief, e sinceramente non vedo l’ora di rivederlo in azione in tutta la sua imponenza, sebbene comunque non risulti mai fastidioso o di troppo, anzi.

È importante segnalare anche la presenza di Sylvester Stallone, che pur avendo pochissimi minuti a schermo, non fa una semplice comparsata, ma interpreta un personaggio abbastanza importante che probabilmente rivedremo ancora. Ci sono inoltre altri sorprendenti cameo, tra i quali quello di Howard il papero, che già avevamo avuto modo di vedere nella scena post credits del primo Guardiani della Galassia, e l’immancabile Stan Lee. Qui devo soffermarmi un attimo perché siamo davanti al cameo più significativo che il buon Lee abbia mai fatto: in questo film viene praticamente confermata una teoria che già circolava da tempo, secondo la quale anche lui sarebbe un personaggio del MCU, ma se non sapete a cosa mi sto riferendo preferisco non rovinarvi la sorpresa, guardate il film ed eventualmente se non avete compreso il suo cameo fate una piccola ricerca, sappiate che comunque nelle prossime apparizioni non lo guarderete più con gli stessi occhi. Sicuramente non si tratta di una scelta pianificata da sempre, ma di un abile colpo di scena deciso in occasione di questo film, che a livello pratico non cambia nulla e per il futuro costituisce sempre una carta in più da potersi giocare in chissà quali modi.

guardiani della galassia 2 yondu e rocket

Sulla questione della trama non fraintendetemi però, la storia che il film propone è interessante e presenta dei colpi di scena notevoli. Forse solo in alcuni punti della prima metà il ritmo sembra zoppicare un po’, ma a vedere come le vicende si sviluppano andando avanti, viene da pensare che sia tutto voluto. Si tratta di un film che, per quanto alla fine spensierato e d’intrattenimento, è scritto bene come pochi: c’è molta cura nei dettagli, tutto quadra, tutto combacia perfettamente, anche la più piccola azione, parola o battuta idiota trova una sua collocazione ben precisa, insomma l’impronta di James Gunn è bella evidente e continua a sorprendere. Per quanto riguarda collegamenti vari con gli altri film Marvel, stavolta sono ancora più ridotti all’osso, e sebbene ci siano numerose scene post-credits, queste sono più che altro gag o anticipazioni del prossimo capitolo dei Guardiani, che per ora quindi sembrano rimanere quasi una frazione a sè stante del MCU. Invece sul piano delle citazioni in generale aspettatevi vagonate di riferimenti a cultura pop e non solo.

Un tema che soprattutto nel finale viene messo in risalto (più che nel primo film) è quello della famiglia, come concetto che va al di là del semplice legame di sangue, che detto così può sembrare una banalità, ma viene inserito in maniera piuttosto intelligente e riesce ad emozionare. Ciò che rende meravigliosi i Guardiani della Galassia comunque rimane il fatto di non prendersi mai troppo sul serio: anche qui l’umorismo è a livelli altissimi e funziona sempre, che si tratti di sarcasmo o una battuta sulla cacca (ce n’è una, ma c’è), va tutto a segno e si ride dall’inizio alla fine. In certe scene con Drax e Rocket a momenti non mi sentivo più i polmoni. Il mix tra umorismo, azione e drammaticità poi secondo me è ottimo, anche se ogni tanto il piatto della bilancia pende più in favore della comicità, ma non lo vedo come un difetto visto che tutto il contesto è volutamente scemo, nel migliore dei sensi, e la cosa funziona divinamente.

Guardiani della galassia 2 drax

Sugli aspetti tecnici non è che ci sia granché da dire, da questo punto di vista il film è semplicemente eccezionale. La regia è impeccabile, anche nei momenti di casino più infernale si riesce a comprendere qualsiasi cosa e ci sono tocchi di classe non da poco, la fotografia è stracolorata e rispecchia il tenore del film, oltre ad amalgamarsi in maniera eccellente con la colonna sonora, anche stavolta prevalentemente anni ’70: l’Awesome Mix 2 propone famosi brani di Fleetwood Mac, Cat Stevens, George Harrison, Sweet e tanti altri, che fanno sempre da ottimo contrasto alle scene d’azione, o comunque sequenze dove siamo abituati a tutt’altro tipo di accompagnamento musicale. Gli effetti visivi (e speciali) poi sono fantastici, li ho trovati anche migliori del primo film; soprattutto in Rocket ho notato più dettagli rispetto alla volta scorsa.

In Guardiani della Galassia Vol. 2, a differenza del suo predecessore, fatico a trovare un difetto che sia realmente significativo. È un sequel di quelli fatti come si deve, che espande quanto già introdotto precedentemente e prepara il terreno per sviluppi futuri, lasciando al contempo pienamente soddisfatti di ciò che si è visto. Emoziona ed intrattiene moltissimo, inoltre continua ad essere il “ribelle” dei Marvel Studios, quello con meno vincoli, che sembra indomabile proprio come i suoi protagonisti, ed è anche questo a renderlo speciale.

Guarda la nostra videorecensione di Guardiani della Galassia Vol. 2

RocketSimoon Articoli
Appassionato di film e videogiochi da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

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