Typoman: Revised (PS4)

Typoman recensione ps4

Voto:

Typoman è uno di quegli indie che potrebbero passare un po’ inosservati negli store digitali, io stesso ci sono dovuto incappare più di una volta prima di incuriosirmi davvero e leggerne i dettagli. A prima vista non sembra nulla di che, invece riserva belle idee.

Il sottotitolo “Revised” di questa versione è dovuto al fatto che il gioco è approdato solo di recente su PS4, Xbox One e PC, ma il gioco è uscito per la prima volta addirittura nel 2015, come esclusiva Wii U.

Il mondo di Typoman è formato (quasi) interamente da caratteri di scrittura: il protagonista stesso è composto dalle lettere H-E-R-O, “eroe” per l’appunto, e il design che sono riusciti a dargli in questo modo è davvero ben riuscito.

Il titolo, sviluppato da Brainseed Factory, è fondamentalmente un puzzle-platorfm in 2D, per tanti aspetti molto simile a Limbo: le atmosfere un po’ creepy, l’impostazione di gioco, e un protagonista senza volto che non può combattere, ma solo risolvere puzzle. L’originalità di Typoman risiede proprio in quest’ultimi: qui tutto ruota attorno alle parole, e spesso ci ritroveremo a giocare praticamente a Scarabeo. Accadrà quindi, ad esempio, che per sorpassare un fosso allagato potremo aggiungere la D al RAIN della nuvola che ci piove su per formare la parola DRAIN, o molto più semplicemente che potremo attivare piattaforme o pulsanti tramite parole come UP, DOWN, ON, OFF. Si potranno poi usare parole positive come GOOD o LOVE per creare scudi di protezione dai nemici, mentre di solito quest’ultimi si genereranno da quelle di tipo opposto come EVIL e HATE. Una curiosa meccanica è riservata alla parola LIE, che darà vita a un mostriciattolo innocuo in grado di assimilare le altre parole e trasformarle nel loro contrario, fondamentale per sbloccare più di una situazione. Alle volte è divertente anche creare parole totalmente a caso, giusto per vedere cosa accade: scrivendo ad esempio CAPE, sul protagonista apparirà un mantello da supereroe, oppure scrivendo FUN gli comparirà in volto lo smile di una risata.

La creazione delle parole è spesso meno semplice di quanto possiate pensare, perché ovviamente dovremo basarci solo sulle lettere che il gioco ci mette a disposizione di volta in volta, inoltre ci sono sequenze in cui il tempo per ragionare è limitato (per esempio quando siamo inseguiti dai nemici), e possono capitare situazioni in cui le lettere siano troppe o troppo poche rispetto a quelle che poi effettivamente ci serviranno, confondendoci le idee.

Gli enigmi offrono un buon livello di sfida e sono abbastanza vari, oltretutto basandosi spesso sulla meccanica di creazione delle parole, richiederanno una discreta padronanza del vocabolario inglese. Sì, in caso non lo aveste ancora capito il gioco è interamente in lingua inglese, anche perché localizzarlo in altre lingue in questo caso avrebbe richiesto di modificare non semplici linee di testo, ma tutti gli elementi di gioco. Non temete però, i vocaboli da formare sono per lo più di uso comune, molto probabilmente per venire incontro a più giocatori possibile, ma questo alle volte diventa un punto debole del titolo, poiché causa un po’ di ripetitività nell’utilizzo di alcuni di essi.

Typoman non ha una vera a propria trama e gli elementi di lore lasciano tutto un po’ all’interpretazione del giocatore. Ci sono anche alcune righe di testo da poter trovare, che forniscono qualche spunto in più, ma in fondo non danno una visione chiarissima dell’insieme. A grandi linee le tematiche che risultano più evidenti sono quelle riguardanti il potere delle parole e la libertà d’espressione. Il mondo di gioco ci viene presentato come in rovina, con mostri che distruggono le lettere, e dispositivi di censura che le disintegrano con dei laser. Anche se il titolo sembra voler lasciare qualche messaggio importante, però, sotto la superficie non riserva nulla di realmente sostanzioso, ed è tutto più che altro un pretesto per sfruttare il concept alla sua base.

Typoman è un gioco molto piacevole, non spicca particolarmente da un punto di vista tecnico o artistico, ma offre meccaniche inedite e livelli di sfida interessanti per gli appassionati del genere. Peccato per una durata davvero molto ridotta. Il titolo vince nel proporre alcune idee, ma nell’insieme sa un po’ di già visto e sembra proprio un incrocio tra Limbo e Scarabeo. Ad ogni modo vi consiglio di dargli una possibilità, specialmente se vi capita di trovarlo in offerta.

RocketSimoon Articoli
Appassionato di film e videogiochi da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*