Smetto Quando Voglio – Masterclass

smetto quando voglio masterclass

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In questi ultimi anni il cuore del cinema italiano, per troppo tempo narcotizzato da commedie imbarazzanti e drammi ridicoli fatti tanto per hobby, sta tornando a battere, grazie ad iniezioni di nuova linfa vitale ad opera di registi giovani e volenterosi, che hanno osato proporre idee diverse dal solito nel nostro paese, dimostrando che anche da noi si possono fare film di qualità che hanno poco da invidiare al resto del mondo. Tra questi c’è Sydney Sibilia che nel 2014 stupì tutti con Smetto Quando Voglio, una commedia d’azione che in parte prendeva ispirazione da Breaking Bad, in cui un gruppo di ricercatori eccellenti, messi ai margini della società, finivano per sfruttare le proprie competenze per creare una nuova smart drug (una droga “legale”, poiché fatta con sostanze non ancora registrate come stupefacenti), riuscendo così in un certo senso a riscattarsi.

Smetto Quando Voglio – Masterclass si pone come secondo capitolo della trilogia ideata da Sibilia. Qui la “banda dei ricercatori” ormai divisa, con Pietro Zinni (Edoardo Leo) dietro le sbarre e tutti gli altri con la fedina penale pesantemente sporca, viene riunita dall’ispettore Paola Coletti (Greta Scarano), che affida loro il compito di debellare almeno 30 smart drugs, in cambio della cancellazione di tutte le condanne.

Il film si mantiene prevalentemente sulla commedia, ma stavolta sono stati accentuati anche gli aspetti più action: troviamo scontri, inseguimenti e scene su un treno in corsa davvero notevoli e soprattutto inaspettati in un film di questo tipo, forse anche a causa di pregiudizi nei confronti del cinema nostrano ancora non del tutto scardinati. Che poi non è solo una questione di “effetto sopresa”, è che sono realizzate proprio bene e galvanizzano un sacco. Parlando degli aspetti più comici invece, siamo a livelli anche superiori a quello del primo film, ho riso di gusto dall’inizio alla fine. L’umorismo utilizzato nelle gag alle volte è sottile, altre più grossolano, ma va sempre a segno e non insulta mai l’intelligenza dello spettatore, magari fosse sempre così. Ritroviamo anche l’ironia nei confronti della situazione precaria dei ricercatori italiani, che pure qui comunque (com’è giusto che sia) non sfocia mai in una critica vera a propria, ma mantiene una natura per lo più caricaturale, forse anche più del primo capitolo.

In questo sequel vediamo unirsi alla banda tre nuovi personaggi, tra i quali quello che mi ha divertito maggiormente è Giulio (Marco Bonini), anatomista che vive di incontri clandestini nei sobborghi di Bangkok…il che dovrebbe già farvi capire quanto possa essere fuori di testa. Gli altri due invece, l’ingegnere Lucio Napoli (Giampaolo Morelli) e l’avvocato di diritto canonico Vittorio (Rosario Lisma), lasciano meno il segno e restano un po’ di più sullo sfondo. I personaggi della banda originale però sono quelli che continuano a fare la parte del leone, e rimangono sempre i più carismatici e meglio caratterizzati. Il mio preferito si riconferma il chimico Alberto Petrelli interpretato da Stefano Fresi.

Sydney Sibilia, Francesca Manieri e Luigi Di Capua hanno fatto un ottimo lavoro di scrittura, anche se forse risulta un po’ troppo evidente la natura di film “di mezzo” di questo Masterclass, cosa che comunque non pesa grazie al fatto che sul finale ci viene già anticipata qualche scena del terzo capitolo intitolato “Ad Honorem“, una scelta furba che ho apprezzato molto, e mi ha fatto uscire dalla sala più soddisfatto di quanto sarei stato con una conclusione normale, con la consapevolezza che se questo film è stato realizzato in un certo modo è anche perché ha il compito di fare da anello di congiunzione nella trilogia, e mi sta bene così. Tecnicamente tutto il film comunque è di alta qualità, e in particolare ho trovato alcune scelte di regia davvero belle ed originali.

Smetto Quando Voglio – Masterclass è un ottimo sequel, che forse si pone persino un gradino sopra il primo capitolo. Mentre scrivo questa recensione gli ultimi risultati del box office danno il film all’incirca al quarto posto dopo titoli mica da niente come La La Land e Split, il che mi fa tantissimo piacere, perché significa che sta ricevendo il supporto che si merita da parte del pubblico e che magari di questo passo la qualità del cinema italiano andrà aumentando sempre di più.

Guarda la nostra video recensione di Smetto Quando Voglio – Masterclass

RocketSimoon Articoli
Appassionato di film e videogiochi da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

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