007 First Light, il capolavoro può attendere (PS5)

007 first light videogame recensione

Voto:

C’è sempre un sottile brivido che scorre lungo la schiena di un videogiocatore quando si approccia a un gioco con alle spalle una licenza ingombrante. Come se il corpo fosse già predisposto per la delusione alla vista di uno scintillante abito con il quale, il più delle volte, si copre una banale operazione di marketing. Se aggiungiamo all’equazione la spia più famosa del cinema, la storia rischia di ripetersi pericolosamente. Eppure 007 First Light si dimostra non solo un videogioco coerente e centrato per la maggior parte del tempo, ma paradossalmente anche una storia su James Bond all’altezza di quelle cinematografiche.

Mentre giocavo, in più occasioni i miei pensieri sono corsi al recente Indiana Jones e l’Antico Cerchio. Nel recensire quel titolo cercai di cogliere il valore dell’opera nelle modalità con cui il linguaggio cinematografico veniva tradotto e arricchito dall’interazione videoludica, aspetto che tentai di scindere dal giudizio qualitativo su una scrittura che comunque si dimostrava capace di sostenere l’eredità del Professore. In questo contesto critico si inseriscono le peculiarità di 007 First Light, che con coraggio tenta di coniugare due target di pubblico (ancor prima che ludici) apparentemente molto lontani tra loro, riuscendoci brillantemente nel momento in cui viene analizzata l’opera nella sua interezza.

Nell’insieme il teatro messo in piedi da IO Interactive si ferma, in maniera intelligente, a ridosso di un burrone da cui sarebbe scivolato rovinosamente. Rimane un reboot fresco, che non ha paura di essere attuale ponendosi in naturale continuità con il personaggio di Ian Fleming nonostante intercetti una sensibilità nuova, contemporanea. Il primo 007 da quando Amazon si è fatta carico dei suoi diritti è un personaggio sfrontato, sprezzante del pericolo, beffardo e giocherellone come solo un ragazzo può essere, che non diventa mai banale ma, anzi, ci fa desiderare di calarci nei suoi panni ancora una volta dopo i titoli di coda.

007 first light james bond

Come accennato in apertura, narrativamente 007 first Light si configura come l’origine del celebre agente segreto, e raccoglie con coscienza i topos letterari che lo hanno reso famoso: ci si sposta molto, si svelano intrighi e si smascherano traditori, muovendosi delicatamente sulle corde del film d’azione ma senza mai risultare banale o piatto. Anche il pericolo da fronteggiare è straordinariamente attuale, quella AI che ora mi guarda imbronciata perché vorrebbe darmi una mano a scrivere questo pezzo. La morale sottesa alla narrazione è proprio questa: ci sarà sempre bisogno di essere umani laddove conta l’etica, perfino nella romanticizzazione letteraria della spia di professione.

La magistrale prima ora di gioco ci proietta in maniera credibile nel personaggio, nelle vicende e nel tono della narrazione come poche sequenze abbiano mai fatto, risultato ottenuto tramite l’avvicendarsi di ellissi narrative montate “cinematograficamente” e sequenze di gameplay che altro non sono che il tutorial del gioco. Da qui la rampa di lancio è pronta, e l’opera mantiene un ottimo ritmo per scadere nella seconda metà, poco prima del finale. Complice un gameplay che svela tutti i suoi trucchi forse un po’ troppo presto.

007 first light james azione stealth

La scommessa da parte di Amazon su IO Interactive è stata sensata, una scelta intelligente che si è dimostrata corretta anche nell’esecuzione. Chi meglio di loro per raccontare le vicende della spia più famosa del mondo? L’esperienza maturata nel genere è palpabile e lo scheletro di 007 First Light sono, ludicamente parlando, vari scenari di Hitman tenuti insieme da una trama coerente. Gli aspetti che invece avrebbero potuto rendere le avventure dell’agente 47 ostiche al grande pubblico sono stati smorzati da meccaniche più semplici e da una componente action più scanzonata e blanda che, forse a volte fin troppo esplosiva, riesce comunque a dare ritmo al giocato.

James Bond può contare su vari gadget per approcciare le situazioni, e in generale l’opera vuole essere giocata come un ibrido tra lo stealth e l’action TPS laddove il contesto diventi eccessivamente rocambolesco. Un approccio totalmente in linea con 007 e che viene tradotto con competenza per quasi tutta la durata dell’opera, sebbene ogni componente presa per sé mostri i suoi limiti una volta presa confidenza con il sistema.

Gli ottimi scenari poi, sorretti da un level design complesso quanto basta almeno nella prima metà, restituiscono la deliziosa sensazione di essere una spia alle prese con un pericolo globale. Avvicinandosi sempre di più al climax finale, tuttavia, gameplay e narrazione smettono di correre su binari paralleli, con la componente action che sovrasta il resto. Coerente cinematograficamente parlando, ero in attesa di una maggiore complessità di sperimentazione che però non è mai arrivata.

007 first light personaggio mascherato

Mi sono chiesto quanto ce ne fosse bisogno in effetti, e la risposta che ho trovato è molto più divisiva di quanto mi aspettassi, spingendomi al paragone accennato in apertura tra Indiana Jones e James Bond. Entrambi traducono efficacemente i linguaggi di partenza, donando spessore ludico a quelli che avrebbero potuto essere dei semplici tie-in (in senso lato). Ma se il primo non fa mai più di quello che si è prefissato, il secondo l’ho giocato aspettandomi un Hitman che non è mai arrivato. Il pubblico più generalista, target a cui l’opera si rivolge, sicuramente si riterrà soddisfatto, il giocatore smaliziato un po’ meno.

Nella sua totalità 007 First Light risulta comunque appassionante, e vale la pena di essere goduto per quel che è: un mix divertente di meccaniche originali e prese in prestito che non delude, unito a una storia che pone, pur non approfondendo, seri interrogativi sulla pericolosità delle AI qualora finissero nelle mani sbagliate.

Special thanks to IO Interactive

Boligno Articoli
Videogiocatore da che ho memoria e lettore accanito, ritengo il videogioco una delle massime espressioni di arte al pari della letteratura e della poesia, altra mia grande passione. Divoro tutto il divorabile, con una predilezione per i giochi di ruolo e gli sparatutto.

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