Li chiamavano Junior e Senior – Recht e Hostache colpiscono nel segno

li chiamavano junior e senior fumetto recensione

Voto:

Li chiamavano Junior e Senior, sceneggiato da Robin Recht e disegnato magistralmente da Jean-Baptiste Hostache, è un’avventura basata sui protagonisti di Lo Chiamavano Trinità. Un grande omaggio che ci introduce a una rivisitazione dei due protagonisti leggendari, Trinità e Bambino, svecchiandone la figura e caratterizzando con nuovi tratti la personalità di due personaggi rimasti nel cuore del popolo italiano.

Per un’operazione del genere, in particolar modo quando viene trattato un tema o una maschera che ha fatto la storia di un medium, vi è bisogno di una mano sicura e delle idee che funzionino alla perfezione, quindi un compito non affatto facile. E si tratta proprio di loro, non un reboot o qualcosa di ispirato alla due figure interpretate da Bud Spencer e Terence Hill: a tutti gli effetti, con questo fumetto, stiamo assistendo a nuova linfa vitale per dei caratteri che pensavo fossero estinti… e di cui non ricordavo quanto ne sentissi la mancanza. Non so da dove venga questa nostalgia, però vedere due personaggi del passato italiano rivisitati e sceneggiati così magistralmente in un fumetto della Le Lombard (in Italia pubblicato da ReNoir Comics), mi ha sinceramente commosso.

Junior e Senior fumetto prigione

La trama è una rocambolesca fuga per la libertà, sia economica che legale, di Junior e Senior: ingaggiati da un senatore corrotto per rapire la figlia illegittima di un altro politicante del governo confederato, i nostri due eroi si troveranno a causa di un malinteso a rapire tutte le bambine del collegio preso di mira e verranno inseguiti da un intero reggimento di cavalleria sudista. La fuga porterà a scontri con banditi, a personaggi secondari dalle poche battute ma perfetti nella loro semplicità, e ad affezionarsi alle bambine rapite. Tanto che in ultima battuta arriveranno a non rispettare i patti.

In buona parte la storia ruota anche su un nuovo compito che piomba sulla testa di Junior e Senior: a chi affidare le bambine? Perché le piccole sono quasi tutte orfane, non vogliono tornare in collegio e chi le insegue è molto vicino alla figura di un carceriere. Alla fine opteranno per affidarle a qualcuno che davvero si prenderà cura di loro. Parliamo di una trama facilmente prevedibile fin dalle prime pagine perché i due protagonisti dell’albo sono dei personaggi che conosciamo benissimo, non aspettatevi dei colpi di scena in grado di ribaltare il tutto, ed è proprio qui che la cosa si fa interessante: Recht dipinge dei tratti che nei due film ritraenti Trinità e Bambino vengono appena accennati e non in maniera così caricaturale. Si tratta di un approfondimento davvero interessante che porta i due a diventare una perfetta coppia da fumetto d’avventura, qualcosa che mischia Asterix con Lucky Luke nella più famosa delle tradizioni francesi.

Lo stile di disegno è un perfetto mix di espressività cartoonesca e caratterizzazione caricaturale che in tanti accostano a Christophe Blain, grazie ai tratti morbidi e sciolti che trasmettono un senso di dinamismo delle forme. Trattasi di una vena che si sposa perfettamente con il western comico, alleggerendo le scene per le gag fisiche. Si può notare fin da subito che On les appelle Junior et Senior, il titolo originale dell’opera, deve aver conquistato la casa editrice francese Le Lombard proprio grazie a questa caratteristica proveniente dagli anni ’40: la scelta voluta è proprio dare l’aria di pubblicazione vintage tramite i colori tramati, tipici dei retini tradizionali francesi, che nulla hanno a che fare con lo stile cartoon moderno.

I colori non sono di quel pulito sgargiante che si potrebbe vedere nelle pubblicazioni odierne recanti il medesimo stile, bensì mantengono una palette realistica e direi perfetta per l’ambientazione western. La scelta è chiaramente derivata dalla sensibilità cromatica di Hostache maturata nel suo precedente lavoro, Il était une fois l’Amérique, in cui il western è ampiamente trattato. Scegliere questo stile per Hostache è stato comunque un salto nel buio, seppur perfettamente riuscito, perché tutte le sue precedenti pubblicazioni utilizzavano tecniche molto vicine al realistico. Quindi doppio plauso.

Junior e Senior fumetto rapimento

E ora parlando della narrazione, spolveriamo le domande più scomode. Com’è davvero questo fumetto? Si fa leggere? Intrattiene? Ci può incuriosire in quanto episodio pilota di una narrazione più lunga? Vi dico la verità: a me ha fatto ridere e anche venire una sorta di magone, soprattutto nelle scene sulla mongolfiera con le bambine. Sarà che sto invecchiando e il mio cuore ha perso il suo solito strato di ghiaccio, però è riuscito a toccare una corda che molto raramente viene colpita da una narrazione d’avventura. Ragionandoci un attimo è un fumetto basato su una serie di sketch comici slapstick che portano avanti la trama, riuscendo a far ridere anche solo per l’umorismo scatologico delle onomatopee o di alcuni personaggi che finiscono nelle latrine uscendone completamente insozzati. Detta così non fa ridere ma è per capirci, insomma.

Eppure le piccole collegiali, di cui parecchie orfane, nell’essere così ben caratterizzate e tenere, nel loro modo di esaltarsi per l’avventura (che ricordiamoci è un rapimento in cambio della libertà dalla prigione e 5000 dollari), riescono a premere su una leva emotiva parecchio intensa. Quindi sì, la narrazione sarà capace di trascinarvi in una bella giostra di emozioni ma soprattutto Robin Recht, in quanto anche lui disegnatore per svariati altri progetti, è riuscito a mettere la sceneggiatura al servizio della messa in scena in una perfetta comunione d’intenti con Hostache.

Junior e Senior fumetto bambine

In territorio francese, Li chiamavano Junior e Senior è stato particolarmente apprezzato prendendo una media di voti alti e diventando un fumetto ampiamente consigliato per tutte le età. Leggendolo e rileggendolo, io stesso non sono riuscito a trovarci difetti importanti: fa il suo lavoro perfettamente e sarà sicuramente il preludio per una serie di avventure che cercherò di non perdermi. Forse spero che sia un nuovo lancio seriale perché mi mancano questo tipo di fumetti scanzonati e dall’ampio respiro? Certo che sì, sono orfano di René Goscinny e di Morris, padri di personaggi, volumi e film d’animazione che hanno accompagnato la mia infanzia. Dunque il consiglio lo rivolgo a tutti quelli che sono cresciuti con le mie stesse reference: leggete Li chiamavano Junior e Senior e tuffatevi in un mondo dove i colori non sono spenti e le storie hanno un lieto fine.

Un ringraziamento speciale a ReNoir Comics

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    Sono un appassionato di fumetti, graphic novel, manga ed illustrazione da quando avevo circa dieci anni: i miei genitori mi comprarono un Dylan Dog nell'edicola di paese dopo esser stato dal dentista e l'anestesia, mischiata alle storie di Tiziano Sclavi, cambiarono in modo radicale qualcosa nel mio cervello. Forse fu in quel momento che capii che quello sarebbe stato il mio argomento preferito. Ho un santino di Hergé al collo e in battaglia solleverei lo stendardo di Alan Moore.

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