Minikin City – Un gioco da tavolo piccolo e prezioso

minikin city gioco cranio creations

Voto:

Se scuoto forte un bosco, chissà quanti folletti e tesori si librano per un attimo nell’aria.

Fabrizio Caramagna

Ci sono miti che rimbalzano tra le culture, che scivolano di bocca in bocca indifferenti al tipo di linguaggio. Uno di questi è da sempre quello che lega eventi di ogni tipo all’azione di piccoli esserini nascosti. Sarà di certo capitato anche a voi di sentire qualcuno dare la colpa al folletto di turno per la scomparsa di un oggetto che “avevo lasciato proprio lì!“.

Sembra che, partendo proprio da questo, Matthieu Verdier e Simone Luciani abbiano deciso di mostrarci come questi oggetti “smarriti” finiscano per diventare parte integrante di architetture meravigliose e bizzarre, delle vere e proprie città in cui una piccola comunità di folletti, i Minikin, si muove. Nasce quindi un piccolo family game per 2-5 giocatori che promette di ibridare dinamiche da gioco di carte e da city builder per sfornare un titolo semplice ma profondo (della durata di circa 30 minuti), chiamato Minikin City.

Piccolo non vuol dire non importante

All’interno della (ovviamente piccola) scatola trovano spazio una serie di allegri materiali caratterizzati da una linea estetica funzionale e deliziosa. Abbiamo infatti 61 carte Città (motore dell’intero gioco), 18 carte Ricompensa, 2 tessere Finale, 10 gettoni Bonus, 45 segnalini Ricompensa (9 per giocatore) e 75 pedine Minikin.

Minikin city, pronti a partire

Su questi lidi mi avete sentito spesso affermare come in troppi giochi da tavolo l’estetica sia sempre e solamente un vestito, usato per dare una linea visiva univoca al prodotto ma, in definitiva, del tutto ininfluente nelle dinamiche ludiche. Questo dunque è vero anche per Minikin City? Fondamentalmente sì, MA siamo davanti a uno di quei casi in cui il vestito è così ben confezionato da infondere in tutto il prodotto un senso di allegria e serenità che ne innalza il valore.

Ognuna delle 61 carte Città, sulle quali trova posto un differente palazzo della città dei Minikin, è caratterizzata infatti da una stessa linea estetica, ma è in grado di mettere in scena tutto il carattere che questi piccoli folletti hanno riversato nelle loro costruzioni. Troverete quindi mostre d’arte all’interno di costruzioni realizzate con strumenti da pittori “recuperati”, boutique di vestiario in macchine da cucito, aule studio in macchine da scrivere e chi più ne ha più ne metta.

Personalmente non nascondo che, già da questo piccolo elemento, il gioco ha cominciato a farsi strada nel mio cuore di pan di zenzero, consegnandomi qualcosa di solitamente poco considerato da noi giocatori, ma perfettamente in linea con la matrice da family game che lo contraddistingue: la capacità di far sorridere anche solo con la sua componente artistica e materiale. Aggiungo a lato che i materiali di gioco, che si parli di carta, cartone o legno, sono tutti ben realizzati e adeguati alla fascia di prezzo.

Microsindaci per gioco

Durante la preparazione di una partita dovremo selezionare le 9 carte Ricompensa corrette. Prenderemo quindi quelle che mostrano un numero di spazi circolari bianchi pari ai giocatori, le mescoleremo e le piazzeremo in fila posizionando sopra l’ultima la tessera Finale corretta (sempre determinata dal numero di cerchi bianchi). Piazzeremo quindi in una zona comoda i 10 gettoni Bonus, le pedine Minikin e le 61 carte Città (dopo averle mescolate). Daremo a ogni giocatore 9 segnalini Ricompensa e 6 carte Città dal mazzo principale. Tra esse ognuno sceglierà quali tenere in mano, scartandone 2 in fondo al mazzo. In ultimo si definirà il primo giocatore e cominceremo a giocare.

Una partita si svolge in 8 round, rappresentati dalla fila delle carte Ricompensa (da sinistra a destra). In ogni round, ciascuno giocherà una carta dalla propria mano per costruire la propria città e ne applicherà eventuali effetti. Allo stesso tempo, il colore e il valore della carta serviranno a stilare una classifica interna al round e ottenere delle ricompense associate. Il flusso di gioco di ogni round sarà il seguente:

  1. Formare la vetrina: riveleremo X carte Città (numero di giocatori + 1) dal mazzo principale e le piazzeremo scoperte.
  2. Giocare una carta e stilare la classifica: ogni player, in senso orario partendo dal primo, sceglierà e giocherà davanti a sé una carta Città scoperta dalla propria mano. Se una carta giocata ha un effetto Immediato, verrà applicato al momento in cui la giocheremo. Poi si stilerà la classifica: prima le carte del colore vincente (dal valore più alto al più basso), poi le carte degli altri colori (stesso principio per il valore numerico). In ordine di classifica, ogni giocatore piazzerà uno dei propri segnalini Ricompensa sullo spazio della carta corrispondente alla posizione ottenuta e ne otterrà il premio: solitamente punti, Minikin, coccarde (utili nel conteggio punti finale) e/o gettoni Bonus (dai vari effetti).
  3. Prendere una nuova carta: seguendo l’ordine inverso della classifica appena ottenuta (quindi dal basso verso l’alto), ogni giocatore sceglierà una carta Città dalla vetrina e la aggiungerà alla propria mano. Rimetteremo la carta rimasta in fondo al mazzo e passeremo al prossimo round (il vincitore del round in corso diventerà il primo giocatore nel successivo).

Minikin city, inizia un nuovo round

Ogni carta Città ha quindi un colore (rosso/verde/blu) e un valore (tra 1 e 20). Esiste poi una singola carta Città priva di colore e dal valore 21 che sarà sempre prima in classifica quando giocata. La maggior parte include anche uno o più simboli (tra 4) nell’angolo in alto a destra, che permetteranno di attivare vari effetti correlati alle carte stesse. Questi effetti sono rappresentati in un box nella parte inferiore e si dividono in effetto Immediato (che si attiva quando giocata) e di Punteggio che può essere riscosso a fine partita, a patto che siano stati riempiti tutti gli spazi vuoti sulla carta con delle pedine Minikin (ogni carta di questa tipologia ne richiede da 1 a 5).

Gli effetti (Immediati o di Punteggio) sono di tre tipologie principali: se possiedi X ottieni Y, ottieni Y per ogni elemento X che possiedi, ottieni la ricompensa indicata. Che arrivino con una ricompensa di carta o di classifica, vi capiterà di ricevere varie pedine Minikin dalla riserva. In questo caso dovrete sempre piazzarli negli spazi vuoti sulle vostre carte Città con effetto di Punteggio, e se avrete più carte che possono ospitarli potrete scegliere dove piazzarli. Nel caso non abbiate carte, costituiranno una vostra riserva e dovrete posizionarli non appena giocherete una carta che può ospitarli.

Minikin city, esempi di carte Città

Alla fine dell’ottavo round verrà stilata un’ulteriore classifica ma con regole differenti: i giocatori riveleranno la propria mano e sommeranno i valori delle carte del colore vincente indicato sotto la tessera Finale. Si otterranno quindi i premi finali della tessera e si passerà al conteggio dei punti vittoria dato dalla somma dei punti accumulati tra classifiche, carte con effetto di Punteggio e coccarde accumulate (che assegnano punti al crescere del loro numero in maniera quadratica – sì, sto flexando conoscenze matematiche, insomma parliamo di una crescita simil esponenziale ma più contenuta). Si noti che la ricompensa per il primo posto permetterà al giocatore di piazzare una nona carta, cosa che, a parità di “buon gioco”, potrebbe fare la differenza.

Piccole ricette dal sapore deciso

Minikin City, diciamolo subito, è un piccolo grande gioco. Nonostante le dimensioni contenute e la durata ridotta, non dovreste fare l’errore di trovarvi davanti a un titolo banale. Il suo cuore pulsante è senza dubbio l’eleganza del sistema a doppio utilizzo delle carte Città. È infatti intrigante come una singola carta, in un singolo round, riesca a generare un buon livello di complessità al tavolo: scegliere cosa giocare e quando farlo vuol dire sia competere per una classifica (valutando se vincerla o perderla e quale premio appaia più gustoso), ma anche stare attenti a come costruire il proprio, piccolo, motore di gioco, valutandolo sul fronte degli effetti, dei Minikin disponibili o “potenzialmente recuperabili in futuro” e della strategia di vittoria che stiamo provando a perseguire. Decisioni per nulla banali anche a fronte dell’equilibrio raro tra le (molte) carte Punteggio e le (poche) carte con effetto Immediato. Unite queste considerazioni alla relativa brevità del titolo e la difficoltà di mettere in piedi un sistema semplice, rapido e profondo, e comprenderete come l’operazione di messa a punto del gameplay da parte dei due autori non sia per niente banale o scontata.

Come già accennato, poi, le scelte portate avanti nella realizzazione della componentistica sono tutte azzeccate sia sul fronte estetico che su quello dei materiali. In un mercato spesso saturo di plastica, la voglia di puntare su elementi in legno ben realizzati e tematizzati, grazie all’uso di colori brillanti, puliti ed eleganti (un grande complimento a Kerri Aitken per le illustrazioni è doveroso) regala un colpo d’occhio delizioso e coinvolgente, pur nella sua semplicità.

Andando a cercare il proverbiale “pelo nell’uovo”, questo probabilmente andrebbe identificato nella scalabilità al tavolo e nel fattore fortuna. Sebbene la scatola indichi 2-5 giocatori, è evidente che Minikin City esprima il suo massimo potenziale al crescere della numerosità. In 5 giocatori il gioco fiorisce: la competizione per “rubarsi” le postazioni migliori o le carte più ghiotte diventa più marcata, spingendo l’interazione su campi interessanti e valorizzando il peso reale di ogni singola scelta.

Minikin city, fine partita
Una buona chiusura con tanto di carta bonus

Al contrario, la partita in 2 risulta inevitabilmente meno interessante. Tuttavia, voglio spezzare una lancia a favore degli autori: la scelta di includere la modalità per 2 giocatori non appare come una forzatura commerciale, e lo si intuisce anche dalla cura delle componenti, come le carte Ricompensa a due facce (due carte: 2 giocatori faccia A e 3 faccia B di una carta e 4 o 5 sull’altra). Sarebbe stato un peccato, oltre a uno spreco di design, lasciare la faccia “vuota” e precludere il gioco alle coppie, poiché (pur essendo meno intrigante) il titolo resta assolutamente godevole e meccanicamente solido anche in un testa a testa.

Passando alla questione della fisiologica dipendenza dalla fortuna legata alla pesca delle carte: può ovviamente capitare che il mazzo non giri per un giocatore, magari anche in un’intera partita (anche se ricordate che sceglierete le carte della vetrina per mitigare la cosa). Ma, anche qui, ci troviamo davanti a un difetto che sbiadisce di fronte alla brevità della partita. In un gioco che si risolve in circa 30 minuti, l’eventuale frustrazione per una giocata sfortunata non ha il tempo di sedimentare fino a diventare un vero problema; la voglia di resettare il tavolo e ripartire è quasi sempre più forte di qualsiasi capriccio del caso.

Insomma, Minikin City si rivela un “semi-filler” di razza: rapido e compatto, con con quel guizzo cerebrale di cui anche un giocatore esperto sente la necessità. Un titolo pensato per accompagnare verso giochi a maggior profondità, perfetto per chi voglia un puzzle di ottimizzazione che non richieda ore di spiegazione e testing prima di essere interiorizzato; un gioco veloce ma soddisfacente, piccolo ma delizioso. E chissà che non ritroviate al suo interno anche qualche oggetto perso da tempo, ora trasformato nella dimora del piccolo popolo dei Minikin.

Un ringraziamento speciale a Cranio Creations

Io sono JeruS e sono qui per le mie passioni. Quali? Ci sono i videogiochi dai tempi dell’Amiga, il Cinema e le Serie TV con le loro meravigliose storie, ed ovviamente i giochi da tavolo... i libri, i fumetti, la fotografia, il disegno, la scrittura… insomma avete capito! A coronare il tutto una laurea in Scienze Naturali così da poter divulgare il bello in ogni sua forma!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*