Intent to Kill – Indovina chi (è il serial killer)?

intent to kill gioco da tavolo

È bene sospettare di tutti, finché non si riesce a dimostrare che sono innocenti – Hercule Poirot in Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

Credo che chiunque tra di voi sia cresciuto con Indovina Chi? e Cluedo si sentirà stranamente a casa oggi, perché Intent to Kill sembra voler prendere l’essenza di quei giochi e trasformarla in un duello mentale moderno: più teso, strategico e con un pizzico di brivido. Tensione e concentrazione al tavolo sono evidenti, perché ogni scelta potrebbe essere decisiva: da una parte c’è il serial killer, che deve agire nell’ombra, dall’altra il detective, che deve cercare di capire chi sia l’assassino e quale sia il suo movente.

Intent to Kill è un titolo deduttivo e asimmetrico per 2-4 giocatori (della durata approssimativa di circa 60 minuti) ideato da Arthur Hodzhikov, che ci costringerà a uno scontro di menti nel tentativo, da una parte, di completare la serie di omicidi, e dall’altra di fermare l’efferato spargimento di sangue. Il gioco si svolge su una mappa che rappresenta una tipica cittadina degli anni ’60, in cui civili, edifici e indizi si intrecciano in una progressione di 5 turni che definiscono il ritmo e la tensione dell’intera partita.

Tonight is the night

Il gioco prevede 2 modalità principali e vari scenari opzionali. In questo caso vedremo solo la preparazione della modalità Logica, la prima da cui il gioco (ma anche il sottoscritto) consiglia di cominciare. Le differenze comunque sono minime.

Dopo aver deciso i due ruoli (in 3 o 4 si giocherà a squadre) e ricevuto i fogli per i nostri appunti, passeremo ad aprire il tabellone (diviso nei vari quartieri) e preparare l’area di gioco. Disporremo nella città i vari edifici e le 5 carte Scena del Crimine, mischieremo tutte le carte Civile e ne estrarremo casualmente 20 che verranno consegnate all’assassino. Da queste carte il killer estrarrà, casualmente e in segreto, l’Assassino e la Persona Segnalata, appunterà ruoli e caratteristiche sul suo foglio e ridarà tutte le 20 carte al detective che le distribuirà sulla mappa di gioco secondo lo schema indicato sul regolamento: potrà fondamentalmente scegliere chi piazzare e dove, ma non la numerosità per quartiere (2 civili nei quartieri agli angoli, 1 negli altri).

Nel frattempo il killer dovrà scegliere 6 carte Movente (8 in modalità Intuizione) dalle quali ne pescherà casualmente una per definire il proprio; fatto questo, passerà a mischiare le 9 tessere Gruppo Sociale, ne estrarrà (sempre casualmente e in segreto) 3, e tra queste ne sceglierà una da tenere, gli Alleati dell’Assassino, rimettendo le altre 2 nella scatola di gioco senza rivelarle; le 6 tessere escluse verranno impilate coperte sul tabellone. Il detective riceverà quindi il segnalino Sorveglianza e piazzerà il segnalino Detective su un quartiere a scelta per dare inizio alla partita.

Intent to kill - Tabellone di gioco (inizio)

Nel gioco ogni carta Civile è caratterizzata da un’Occupazione (che sostituisce il nome), un Gruppo Sociale (tra i 9) e quattro categorie principali: Sesso, Età, Corporatura e Statura (con l’esclusione del sesso, tutte organizzate in 3 sottogruppi). A seguito della preparazione, il serial killer avrà definito un numero variabile di cittadini che potranno mentire quando interrogati dal detective (ma non dovranno necessariamente farlo): l’Assassino, la Persona Segnalata e gli Alleati dell’Assassino (il cui numero potrà cambiare di partita in partita).

Il detective avrà il compito di arrestare il serial killer entro il quinto turno di gioco, indovinandone Movente e Identità, o creare le condizioni per cui l’assassino non possa fare una nuova vittima (soluzione decisamente più complessa); l’assassino invece dovrà uccidere 5 vittime e non farsi arrestare. L’asimmetria dei ruoli e il setup iniziale costringeranno il detective a ragionare fin dai primi istanti e l’assassino a pianificare con cura le sue mosse.

Intent to kill - Qualche carta Civile

All’interno dei 5 turni di gioco avremo sempre l’alternarsi di tre momenti principali: la Fase dell’Assassino, quella del Detective e quella della Città. L’assassino aprirà il suo turno scegliendo due civili da intimidire e, successivamente, una vittima da uccidere. I civili intimiditi (la cui carta viene girata dal lato in bianco e nero) non potranno essere interrogati dal detective, a meno che non vengano calmati; la vittima invece dovrà essere scelta rispettando 3 condizioni precise: dovrà corrispondere al movente (potete osservare l’immagine sotto per farvi meglio un’idea), non dovrà trovarsi nel quartiere dov’è presente il segnalino Detective e non potrà essere il civile designato come Assassino (niente suicidio).

L’omicidio verrà rappresentato sulla mappa posizionando la prima carta Scena del Crimine nel quartiere di riferimento, rendendo inoltre il quartiere inaccessibile ai Civili per il resto della partita. Il killer in questa fase eserciterà la propria strategia di omicidio e depistaggio: da una parte, uccidendo, fornirà nuovi indizi al detective e porterà avanti i suoi piani; dall’altra, intimidendo, limiterà le possibilità di interrogatorio e/o ingannerà le proprie “pedine”.

Intent to kill - Qualche carta Movente

Si passerà quindi alla Fase del Detective che, come prima cosa, muoverà il proprio segnalino sulla nuova scena del crimine e sposterà eventuali civili presenti in loco in quartieri adiacenti, per poi dedicarsi alle indagini. Potrà quindi usare 2 punti movimento per spostarsi in quartieri vicini ed effettuare 2 azioni diverse tra:

  • Interrogare i civili (in qualsiasi quartiere): interrogherà tutti i Civili non intimiditi presenti nel quartiere in cui si trova (ogni quartiere ha una capienza massima di 3 Civili) e nell’ordine che preferisce. Dovrà porre una domanda dalla lista delle stesse, ognuna pensata per avere una risposta sì/no su una delle caratteristiche dell’Assassino (es: È un maschio? È di corporatura media? È anziano?). A queste domande risponderà il giocatore che interpreta il killer; un civile potrà mentire solo nel caso rientri nelle categorie già descritte.
  • Ristorante (solo in quartieri con l’edificio apposito): interrogherà un civile non intimidito che si trova in questo quartiere o in uno adiacente.
  • Ospedale (solo in quartieri con l’edificio apposito): rassicurerà un civile intimidito in questo quartiere o in uno adiacente.
  • Caserma dei Pompieri (solo in quartieri con l’edificio apposito): pescherà una Tessera casuale dalla pila del Gruppo Sociale; si potrà muovere ogni civile appartenente al gruppo una volta in un quartiere adiacente.
  • Comando di Polizia (solo in quartieri con l’edificio apposito): collocherà il segnalino Sorveglianza su un civile che si trova in questo quartiere o in uno adiacente.
  • Sorveglianza (azione gratuita): rimuoverà il segnalino sorveglianza dal Civile e chiederà all’assassino: “Puoi uccidere questo civile in questo momento?”; l’assassino sarà obbligato a dire la verità (questa azione si rivelerà fondamentale per identificare il movente).

Terminate le indagini del detective si passerà alla Fase della Città in cui, come prima cosa, eventuali Civili intimiditi presenti nel quartiere con il segnalino Detective verranno confortati (torneranno insomma allo stato normale). Inoltre l’assassino estrarrà un segnalino Gruppo Sociale e potrà quindi muovere, se lo vorrà, i vari cittadini dello stesso in un quartiere adiacente; il detective ne estrarrà un secondo gruppo e farà la stessa cosa. Terminati i movimenti, i Gruppi Sociali verranno nuovamente mischiati e impilati; questo elemento è essenziale per movimentare le possibilità al tavolo e, al contempo, sarà anche fonte di indicazione su quali gruppi sociali NON siano Alleati dell’Assassino (vi ricordo però che due gruppi saranno stati riposti nella scatola di gioco).

Così si concluderà il turno e si passerà al successivo, fino al termine della partita. Come già accennato, dopo l’ultimo turno il detective dovrà muovere le sue accuse, indovinando sia l’identità dell’Assassino che il suo Movente; in caso di errore, anche parziale, la vittoria andrà al killer.

Intent to kill - Fine partita

Piccoli omicidi tra amici

Il nucleo di Intent to Kill è insomma un vero duello psicologico, in cui i due giocatori (o le due squadre) agiscono diversamente ma con lo stesso impegno. Il detective deve restringere progressivamente il cerchio dei sospetti, scegliere con cura ogni azione, incrociare le risposte ottenute dagli interrogatori e creare connessioni tra Civili, Moventi possibili e Scene del Crimine. Ogni risposta data dall’assassino infatti può essere tanto genuina quanto un depistaggio calcolato, e spesso sarà proprio il secondo caso (se ben sfruttato) a creare i dubbi più ingegnosi da risolvere. Alcune menzogne, paradossalmente, possono invece rivelare più informazioni della verità, costringendo sia il detective che l’assassino a considerare con saggezza ogni possibile prospettiva. Questo si traduce poi in una tensione palpabile per l’omicida: ogni vittima scelta, Civile intimidito o risposta non ben calcolata potrà rovinare un piano, o portare comunque il detective troppo vicino alla verità. Vestire i panni del killer richiede insomma astuzia, pianificazione e sangue freddo, perché ogni mossa incide sul futuro dell’intera partita.

Tutti questi elementi, uniti a quelli aleatori del setup, contribuiscono ad aggiungere varietà alle partite senza mai sbilanciarle troppo: è davvero raro che una partita sia totalmente a favore di uno dei due ruoli. Se questo non bastasse, il gioco prevede sia una modalità alternativa che degli scenari appositi (un po’ più narrativi): la variante Intuizione, infatti, aggiunge differenti dinamiche legate a delle carte con poteri a uso singolo (carte Assassino e Detective) che andranno reperite durante la partita, attraverso ogni omicidio per l’assassino e attraverso la raccolta e il baratto di segnalini Prova per il detective (con l’aggiunta di due nuove azioni correlate, di cui una gratuita).

Non entrerò nei dettagli della modalità alternativa, ma sappiate che questa aggiunge ulteriore complessità e variabilità al gioco, aumentando notevolmente la longevità e l’imprevedibilità degli eventi. Oltre questa poi ci sono i citati 8 scenari specifici, pensati per offrire un miglior bilanciamento, un pizzico di narrazione in più e regole addizionali di scenario. Da queste aggiunte emerge l’attenzione che l’autore ha avuto per il proprio gioco, dimostrandosi tanto consapevole dei suoi limiti quanto disposto a impegnarsi per limarli.

Intent to kill - esempi di carte Detective e Assassino

Sul fronte dei materiali di gioco devo dire che Intent to Kill porta a casa il risultato senza troppi sforzi. La mappa della città è chiara, leggibile e funzionale, ma non particolarmente ispirata sul fronte puramente estetico; discorso applicabile anche a segnali e materiali di supporto. L’elemento migliore sul fronte estetico è quello legato alla rappresentazione visiva dei singoli Civili (54 totali), come anche ai disegni di accompagnamento delle carte Detective (14), Assassino (14) e Movente (24). L’ambientazione noir tuttavia non emerge grazie alla componentistica, bensì alla dinamica e alla struttura investigativa del gameplay, che conferisce al titolo un’identità forte ma mai davvero esplicita in termini narrativi, avvicinando il gioco più a un deduttivo astratto che a un vero investigativo da racconto giallo.

Quattro piccoli indiani

Tornando sull’investigazione, va ribadito in modo chiaro come Intent To Kill dia il meglio di sé in 2 giocatori. In questo caso il duello diventa vero, diretto, senza lungaggini eccessive che ne sminuiscano la tensione: il detective e l’assassino si confrontano in un testa a testa in cui ogni mossa conta. Con 3 giocatori si avverte già qualche scricchiolio: giocando in due detective contro un killer l’esperienza resta comunque interessante, anche se due menti tendono a ragionare meglio di una; in questo caso la comunicazione tra i due giocatori in squadra è un problema solo relativo, poiché le informazioni in loro possesso sono comunque sempre tutte esplicite, ma vi segnalo che i tempi di elaborazione dei detective aumenteranno con il loro confronto (e in funzione del tipo di giocatori), penalizzando ritmo e tensione, e costringendo l’assassino a una potenziale, e noiosa, attesa. In 4 giocatori l’equilibrio viene ulteriormente danneggiato e sbilanciato: confrontarsi tra assassini non potrà mai essere fatto a voce alta senza rischiare di dare involontarie informazioni agli avversari, rendendo la comunicazione farraginosa; il rallentamento del gameplay poi diventerà eccessivo e penalizzante sul fronte dell’esperienza generale. Non nascondo che se questo gioco fosse stato presentato per 2, massimo 3 giocatori, la mia valutazione sarebbe stata sicuramente superiore.

Nonostante questo, Intent To Kill riesce a restituire in chiave moderna, più tagliente e sofisticata, quella sensazione familiare a cui mi riferivo in apertura di articolo: la progressiva eliminazione delle possibilità, l’anticipazione delle mosse (o dei pensieri) dell’avversario, il piacere di una deduzione ben formulata (o di essere riusciti a inficiarne il processo). Se si accettano i limiti di scalabilità, il titolo offre un duello mentale elegante e teso, con partite gratificanti per entrambi i ruoli e coinvolgenti fino all’ultima scena. Chiunque abbia amato o stia ricercando sensazioni del genere, troverà in Intent To Kill un’esperienza familiare ma sorprendentemente più intensa, capace di regalare soddisfazioni e tensione in egual misura.

Io sono JeruS e sono qui per le mie passioni. Quali? Ci sono i videogiochi dai tempi dell’Amiga, il Cinema e le Serie TV con le loro meravigliose storie, ed ovviamente i giochi da tavolo... i libri, i fumetti, la fotografia, il disegno, la scrittura… insomma avete capito! A coronare il tutto una laurea in Scienze Naturali così da poter divulgare il bello in ogni sua forma!

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