Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo – Il remake che non ti aspetti

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Voto:

Non ci sono eroi in guerra. Tutti quelli che ho conosciuto sono morti… o in prigione – Snake

Fin dal primo capitolo per PlayStation, la saga di Metal Gear Solid si è imposta come un punto di riferimento videoludico. Oggi, Emerson Matsuuchi riprende proprio il gioco del 1998 per portarlo nel vasto mondo dei dungeon crawler, modificandone la ricetta con una dose importante di stealth. In questo modo, da 1 a 4 giocatori potranno collaborare per portare a termine missioni one-shot (per l’esattezza 6 Missioni VR) o una campagna (con 14 scenari) organizzata in missioni d’infiltrazione e scontri con boss storici.

Dallo schermo al tavolo

Come avviene in molti dungeon crawler recenti, anche la campagna di Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo sceglie di farci imparare giocando, dandoci modo di prendere dimestichezza con le sue regole direttamente durante la partita. Una volta aperta la scatola, potremo quindi lanciarci subito nella prima missione della Campagna Shadow Moses vestendo i panni del buon Solid Snake e, seguendo il manuale apposito, comprendere gradualmente tutte le regole. Proseguendo con la stessa, affronteremo missioni che permetteranno di aumentare il numero di player al tavolo, con il secondo personaggio che arriverà dallo scenario numero 3 e gli ultimi due che dovranno attendere il decimo.

Questo perché la campagna segue passo passo quanto visto all’interno del videogioco, di cui si fa trasposizione fedele (con tutti gli ovvi limiti del caso); per i giocatori che invece vorranno cimentarsi in “semplici” scontri full co-op, la principale scelta sarà quella di dedicarsi fin da subito alle Missioni VR (tutte pensate per 1-4 giocatori). Ci tengo però a sottolineare come questo non sia dovuto a mera pigrizia sul fronte del game design, quanto piuttosto alla manifesta volontà di proporre un’esperienza il più vicina possibile alla controparte videoludica, sia sul fronte delle dinamiche di gioco che su quello narrativo, includendo tutte le caratteristiche e abilità dei personaggi giocanti (Snake, Meryl, Otacon e Gray Fox) e dei boss.

Metal Gear Solid: il Gioco da Tavolo - Infiltriamoci a Shadow Moses

La delicata arte dell’infiltrazione

Ogni missione inizierà quindi con una preparazione che ricalca, per approccio, la struttura operativa di un briefing tattico. Lo scenario selezionato indica quali tessere mappa utilizzare per comporre l’area di gioco, definendo una struttura di stanze e corridoi che riproduce adeguatamente la sensazione di muoversi all’interno della famosa base Shadow Moses. Ogni scenario avrà poi degli obiettivi, delle condizioni di fallimento, dei segnalini sparsi (punti di interazione, eventi, telecamere…) e, all’occorrenza, delle regole specifiche.

La preparazione ci richiederà anche di organizzare sia le componenti dei giocatori (tra plance, segnalini e dadi) che la Plancia guardie (per le infiltrazioni) o le componenti legate al nemico da battere (negli scenari Boss), fondamentalmente mazzi di carte da comporre per definire le routine di tutti gli antagonisti; vi segnalo anche che in una partita non utilizzeremo la totalità delle carte, il che assicura un pizzico di variabilità al gioco. Il risultato della preparazione sarà quindi una situazione tattica in attesa di sviluppo, con spazi da attraversare, pattuglie da evitare e obiettivi chiari da raggiungere, sperando di non far crollare l’intera operazione sotto il peso di un allarme generale dopo l’altro.

Al centro delle dinamiche dei giocatori c’è la gestione delle azioni tramite un relativo sistema di segnalini: ogni personaggio dispone di quattro punti azione per turno, da spendere in base alle necessità e alla situazione tattica al tavolo. Questa scarsa risorsa ci costringerà a fare scelte significative, spingendoci a trovare un equilibrio tra fretta e cautela.

Le azioni disponibili (che possono costare 1 o 2 segnalini azione) vanno a definire il core del gameplay:

  • Movimento Furtivo (costo 1, tutti i personaggi): muoversi di 1 casella in modo silenzioso.
  • Scatto (costo 1, tutti i personaggi): muoversi di 2 caselle, ma con il rischio di fare rumore (ci arriveremo a breve).
  • Attacco corpo a corpo (costo 1, tutti tranne Otacon): attaccare una miniatura adiacente tirando un dado (l’uso di questo dado può causare rumore in gioco); se si eguaglia o supera il valore di difesa del nemico si infliggerà 1 danno (gli attacchi in mischia senza armi non uccidono i nemici ma li stordiscono).
  • Attacco combo (costo 2, tutti tranne Otacon): attaccare una miniatura adiacente tirando due dadi bianchi e uno nero (dado “silenzioso”); ogni dado potrà arrecare danni, aumentando notevolmente le probabilità di riuscire a stordire un nemico.
  • Interagire (costo 1, tutti i personaggi ma con differenze di capacità): utilizzare oggetti o elementi della mappa; necessario per completare obiettivi vari e interagire con varie situazioni.
  • Bussare (costo 1, tutti i personaggi): attirare l’attenzione emettendo rumore nella propria casella (ci torneremo a breve); questa azione attirerà la guardia più vicina e ci permetterà di aggirare determinati ostacoli o isolare i nemici.
  • Trascinamento (costo 1, tutti tranne Otacon): trascinare una guardia morta o stordita per nasconderla dalle attenzioni delle altre di pattuglia.
  • Concentrazione (costo X, tutti i personaggi): ricaricare 1 segnalino concentrazione; ogni eroe ha 4 segnalini propri che fungono da modificatori, reroll o bonus vari che, quando usati, vanno girati in attesa di essere riabilitati mediante questa azione (il costo dei singoli segnalini varia tra 1 e 2).

Metal Gear Solid: il Gioco da Tavolo - Il nostro eroe preferito, Solid Snake

I quattro eroi poi sono caratterizzati da un’asimmetria interna, costituita dai citati segnalini concentrazione, le proprie capacità (bonus vari privi di costo), differenti equipaggiamenti iniziali e, soprattutto, abilità specifiche. In base a questi elementi avremo quindi Snake specializzato nell’uccisione silenziosa delle guardie cogliendole alle spalle, Meryl nei travestimenti, Gray Fox nel combattimento e Otacon nell’hacking (con tutto un sistema interno interessante e stratificato, su cui però non entreremo).

Come avrete cominciato a comprendere, una parte fondamentale del gameplay stealth è legato al modo in cui il rumore e la percezione degli avversari vengono gestiti dalle meccaniche del titolo. Se un personaggio compie un’azione potenzialmente rumorosa come correre o attaccare corpo a corpo, dovrà usare i dadi bianchi (o li avrà già usati nel caso dell’attacco): ogni volta che sul dado uscirà il punto esclamativo (assente nei dadi neri), attireremo l’attenzione della guardia più vicina alla casella in cui ci troviamo; per segnalarlo, posizioneremo in quel punto il nostro segnalino attenzione dal lato con il punto interrogativo (“?” da qui in poi).

Accanto alla gestione del rumore, un altro elemento centrale dell’infiltrazione è la Linea di Vista (“LdV” da qui), regolata da due condizioni precise: innanzitutto, la guardia per scorgerci deve essere orientata verso la riga o la colonna in cui ci troviamo; in secondo luogo, immaginando un quadrato che colleghi i bordi esterni delle caselle occupate dalle due miniature, in quell’area non dovrà essere presente alcun ostacolo. Ogni volta che entreremo nel campo visivo di una guardia o di una telecamera, o emetteremo chiaramente suoni forti (ad esempio usando armi da fuoco), posizioneremo il nostro segnalino attenzione dal lato con il punto esclamativo. Questo sistema riproduce perfettamente il senso di tensione tipico dei videogiochi: muoversi non visti, usare coperture, evitare le guardie e le telecamere, così da far scattare gli allarmi solo quando non avremo altra scelta (o quando saremo semplicemente sfortunati).

Metal Gear Solid: il Gioco da Tavolo - Prima Missione VR con 4 giocatori
Il team al completo prova a infiltrarsi.

Dopo ogni turno dei giocatori sarà quindi la volta di attivare gli antagonisti; nel caso di uno scenario di Infiltrazione, le guardie agiranno governate dal loro mazzo degli ordini da cui pescheremo (e risolveremo) una carta. Nelle fasi iniziali di ogni loro turno potrà quindi capitare che si verifichino varie situazioni come, ad esempio, guardie stordite che si risvegliano (classica dinamica da Metal Gear Solid: 2 stelle > 1 stella > sveglio), rinforzi nemici in arrivo (nel caso nella zona siano presenti meno guardie del previsto), telecamere che cambiano il loro orientamento o la drammatica fine del tempo a nostra disposizione che si accompagna a un Game Over (condizione associata anche alle morti in azione). Fatto questo, le guardie passeranno ad attivarsi secondo un preciso ordine in funzione della loro posizione sulla mappa e delle condizioni di gioco secondo una una scala di priorità:

  1. Modalità allerta: quando sapranno della nostra presenza tenderanno a muoversi maggiormente, a raggiungerci e attaccarci come squadra (attivandosi comunque una per volta) o raggiungere l’ultima posizione nota, dove cioè abbiamo lasciato il segnalino attenzione “!”.
  2. Modalità indagine: in questo caso la guardia più vicina a un rumore (“?”), o con guardie morte o stordite nella sua LdV, si attiverà per verificare la situazione, svegliare il commilitone o dare l’allarme.
  3. Modalità pattuglia: quando riusciremo a essere silenziosi, le guardie si limiteranno a pattugliare la zona in attesa di qualcosa di sospetto o di trovarsi davanti a noi dopo aver svoltato un angolo (eventualità che farà scattare l’allarme su tutta la zona).
Metal Gear Solid: il Gioco da Tavolo - plancia Guardie
La plancia Guardie che ne regola le routine.

Il gioco inoltre prevede un mazzo di carte delle reazioni, che guiderà le guardie a rispondere a molteplici situazioni di gioco come il già citato raggiungimento di un “?”/”!”, o di un compagno a terra. La partita continuerà quindi fino al completamento dello scenario, l’estrazione della carta che determina il Game Over (sempre nella parte finale del mazzo ordini delle guardie), o l’uccisione di uno dei giocatori.

Alla parte stealth si alternano gli storici incontri con i boss principali del videogame (nella modalità Campagna). In queste missioni le regole cambiano leggermente: al posto delle guardie si useranno i boss, ognuno con meccaniche uniche che cambieranno completamente il ritmo e l’approccio al gioco. Questi combattimento infatti non si limitano a farci affrontare nemici più forti, ma propongono obiettivi, abilità speciali e dinamiche uniche che ricalcano quanto abbiamo potuto vivere pad alla mano. In pratica, mentre nelle infiltrazioni l’obiettivo prioritario sarà evitare l’allerta e progredire con cautela e coordinazione, nelle boss fight la furtività verrà messa da parte lasciando il posto a situazioni più dirette e intense, con strategie uniche.

Metal Gear Solid: il Gioco da Tavolo - scenario Boss
Uno degli scontri più iconici della saga.

È chiaro insomma che la vocazione principale del gioco sia più vicina a un’esperienza “single-player”, che funziona ancora adeguatamente in coppia ma tende a perdersi in 3/4 giocatori. In questi casi il consiglio è di puntare alle 6 Missioni VR, nelle quali il multiplayer asimmetrico funziona molto bene, o anche affrontare l’intera campagna ragionando tutti insieme su come pianificare le mosse, una piccola forzatura che ovviamente si potrà attuare solo con determinati gruppi di giocatori, magari fan storici della saga.

La stoffa di un campione?

Sul fronte materiali di gioco, appare evidente la cura che i prodotti targati CMON sono soliti offrire:

  • Manuali specifici: all’interno della scatola troviamo il Regolamento, il Modulo (decisamente corposo) Campagna Shadow Moses, quello Missioni VR e il Codec (tra l’altro all’interno dei materiali vi imbatterete in codici scritti qua e là, e verificandoli sul Codec potreste scoprire qualcosa di più!). Come già accennato, è molto apprezzabile l’idea di legare la spiegazione delle regole agli scenari della campagna principale, introducendoli a mo’ di tutorial, così come lo è lo sforzo per replicare l’estetica e il mood del videogioco, attraverso le varie conversazioni con il team e i meravigliosi artwork storici. Purtroppo però devo segnalare che sul fronte della chiarezza espositiva si poteva fare di più: tra regole non sempre intuitive e situazioni non spiegate adeguatamente, vi capiterà ciclicamente di avere qualche dubbio, passare da un manuale all’altro o cercare online qualche chiarimento.
  • Componenti cartacei: i più numerosi del gioco tra schede personaggio e boss, carte, decine di segnalini e tessere a doppia faccia per mappe e nemici di grosse dimensioni. Quasi tutto è realizzato a dovere, con l’uso di cartone spesso per segnalini e tiles (17 di varie dimensioni) e un’ottima qualità delle carte da gioco (164 totali); avrei preferito che fossero in cartoncino spesso anche le plance dei vari personaggi, così da assicurarne una maggiore longevità, ma nulla di drammatico. Segnalo anche che le tessere mappa non sono sempre facili da comprendere a colpo d’occhio, soprattutto quando di tratta di identificare muri e corridoi, ma di sicuro l’ambientazione abbastanza anonima di Shadow Moses non aiuta in tal senso. Nota a margine: nel gioco troverete una scatolina di cartone dove riporre gli equipaggiamenti sbloccati (sia tramite la campagna che le Missioni VR), realizzata imitando le vecchie memory card; ammetto di aver sorriso molto per questa scelta.
  • Miniature in plastica e dadi: il punto forte del titolo, con 10 miniature uniche legate ai personaggi, 12 per le guardie (con due pose differenti) e 2 per le famosissime “Scatole di Cartone” (LOL). Le miniature sono di ottima fattura per realizzazione e pose, oltre ad essere caratterizzate da colori differenti in funzione del gruppo di appartenenza (eroi, Gray Fox, boss, guardie, scatola di cartone), così da risultare rapidamente identificabili. A tutto questo si aggiungono 15 dadi a 6 facce (7 bianchi e 8 neri), che fanno semplicemente il loro.

Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo - miniature

A questo punto dovrebbe esservi abbastanza chiaro ciò che questo gioco da tavolo rappresenta, ma voglio spendere ancora qualche parola sui suoi elementi di unicità e fascino. Le dinamiche ludiche che sostengono l’esperienza di un titolo improntato sulla furtività funzionano infatti quanto gli elementi classici del genere. L’uso dello spazio e l’interpretazione delle routine nemiche (prevedibili solo parzialmente) si intrecciano con un level design coerente e potenzialmente punitivo, ma sempre gratificante. Una delle caratteristiche classiche del genere stealth, perfettamente recuperata e integrata qui, è proprio quella parziale prevedibilità dei pattern nemici e delle loro linee di vista: elementi che generano vere e proprie sfide di attraversamento, quasi dei piccoli puzzle da risolvere che chiedono di essere letti, compresi e superati turno dopo turno, sapendo anche far fronte all’inaspettato cambio di percorso che potrebbe capitare.

Allo stesso modo, la differenziazione tra i personaggi all’interno di questi contesti non è un semplice vezzo tematico, ma una leva concreta di gameplay. Le abilità specifiche incidono sul modo in cui affronteremo lo spazio, gestiremo i rischi e manipoleremo l’attenzione delle guardie, rendendo ogni infiltrazione un esercizio di coordinazione e pianificazione (condivisa, se giocata con amici); il bilanciamento complessivo di eroi e livelli riesce così a valorizzarne le singole identità senza sbilanciare l’esperienza complessiva. A completare il quadro intervengono poi i boss, che rompono la grammatica della furtività con scontri epici e scenari sempre differenti, capaci di donare ritmo e tensione senza snaturare l’impianto generale.

È proprio in questa coerenza che il gioco trova la sua forza maggiore: questa trasposizione riesce a tradurre in forma di boardgame l’anima dell’opera originale in modo sorprendentemente efficace. Accettando i suoi margini di imperfezione, per un fan di lunga data come il sottoscritto Metal Gear Solid: Il Gioco da Tavolo è un adattamento convincente: solido, teso, ragionato, immersivo, capace di trasformare la controparte videoludica in un’esperienza da tavolo concreta e appagante.

Dove firmo per prenotare i prossimi capitoli della saga?

Un ringraziamento speciale ad Asmodee Italia

Io sono JeruS e sono qui per le mie passioni. Quali? Ci sono i videogiochi dai tempi dell’Amiga, il Cinema e le Serie TV con le loro meravigliose storie, ed ovviamente i giochi da tavolo... i libri, i fumetti, la fotografia, il disegno, la scrittura… insomma avete capito! A coronare il tutto una laurea in Scienze Naturali così da poter divulgare il bello in ogni sua forma!

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