Fratelli Demolitori – L’arma non letale di Bautista e Momoa

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Galeotto fu quel tweet del 2021 divenuto virale, nel quale Dave Bautista scrisse che avrebbe voluto girare un buddy movie insieme a Jason Momoa, magari diretto da David Leitch (John Wick, Atomica Bionda, Deadpool 2, Bullet Train). Dopo un’agguerrita asta fu Amazon MGM Studios ad aggiudicarsi il progetto, e da pochi giorni Fratelli Demolitori (traduzione pacchiana e discutibile di The Wrecking Crew) ha finalmente fatto il suo arrivo su Prime Video.

Dietro la macchina da presa purtroppo non troviamo l’auspicato Leitch, ma il meno conosciuto Ángel Manuel Soto, che qualche anno fa fece un lavoro dignitoso alla regia di Blue Beetle, nonostante il flop commerciale. Fratelli Demolitori è la storia dei due fratellastri Jonny (Momoa) e James (Bautista), un poliziotto e un Navy Seal che, a causa dell’improvviso omicidio del padre, si ritrovano alle Hawaii per indagare insieme su una serie di loschi affari che coinvolgono la criminalità locale e addirittura la Yakuza.

L’apertura con Paradise City dei Guns N’ Roses lascia subito presagire un buddy movie anni ’80/’90 infarcito di testosterone e botte da orbi, e infatti la realtà non è poi così distante. Se da un lato abbiamo Dave Bautista, che in più di un’occasione ha dimostrato ottime doti recitative, dall’altra abbiamo Jason Momoa che (salvo rarissime eccezioni) pare interpretare sempre sé stesso, ossia lo scemotto simpatico tutto muscoli che renderebbe inverosimile qualsiasi trama di cui è protagonista. In questo caso perlomeno la formula è funzionale per bilanciare la storia e per mettere in chiaro che sì, ci saranno anche le dinamiche famigliari intenzionate a rendere il film più serioso in alcuni frangenti, “ma… niente di serio” come direbbe qualcuno.

La coppia funziona ed è palese che i due i siano divertiti a girare insieme. Determinate dinamiche si sposano alla perfezione tra loro, e i rispettivi personaggi godono di una caratterizzazione sufficiente a non essere ricordati solo come due ammassi di muscoli. Ciò che nel suo piccolo completa il profilo di Jonny e James inoltre è il rapporto con le loro compagne, Valentina (Morena Baccarin) e Leila (Roimata Fox), che nonostante l’elevato tasso di testosterone presente nel film hanno un ascendente molto forte sui protagonisti.

Completano il cast poi altri volti noti come Stephen Root, Jacob Batalon, Claes Bang e Temuera Morrison, una scelta di casting che personalmente, al netto delle discrete interpretazioni, penso si giochi quello che poteva essere l’unico colpo di scena. In tutta sincerità, a posteriori non capisco bene se ciò che si dovrebbe scoprire a venti minuti dalla fine sia già palese dopo mezz’ora a causa di una scrittura non di certo impeccabile o di un casting “sospetto”.

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Sebbene dalle sue 2 ore di durata si sarebbero potuti tranquillamente tagliare 20 minuti, Fratelli Demolitori perlomeno riesce a non annoiare mai, alternando buone scene d’azione e coreografie di combattimento a momenti di distensione tenuti in piedi dignitosamente dai due protagonisti. A non mancare è specialmente la comicità, che per quanto a tratti risulti ripetitiva e ai limiti dello sguaiato evita di scadere completamente nel trash, andando invece a segno nella maggior parte delle occasioni.

Ángel Manuel Soto nel suo piccolo realizza un altro lavoro dignitoso, rendendo senz’altro giustizia alle caratteristiche ambientazioni Hawaiiane. Il problema è che, a tutto ciò che il film vorrebbe provare timidamente ad essere, mancano degli elementi essenziali: Mel Gibson e Donald Glover come protagonisti, Richard Donner alla regia (o anche il già citato David Leitch) e soprattutto Shane Black alla sceneggiatura. Ogni riferimento ad Arma Letale (o anche The Nice Guys) è pienamente voluto.

Il risultato è una storiella semplice con un cast ben assortito, che prova a regalare qualche svolta narrativa (o semplicemente allungare il brodo) puntellata qua e là da fisiologici cliché, ma che almeno ha il merito di non prendersi troppo sul serio. Fratelli Demolitori è l’innocente divertissement (da 90 milioni di dollari) di Bautista e Momoa, un buddy movie classico e tamarro al punto giusto, tutt’altro che originale ma divertente, che proprio in virtù della sua natura spensierata è talmente innocuo e dimenticabile da rendere impossibile volergli male.

Il Tac non è un critico cinematografico o uno studioso di cinema, ma semplicemente un cinefilo, seriofilo e all'occorrenza fumettofilo, a cui piacere mettere il becco su tutto quello che gli capita sotto mano... o sotto zampa.

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