Hell of a Year 2025 – Il meglio dell’anno secondo la redazione di Nerdevil

Nerdevil Hell of a Year 2025

In 10 anni da quando Nerdevil è comparso online, per la prima volta abbiamo voluto provare a stilare una nostra classifica di fine anno, raccogliendo nomination e votazioni da parte di tutti i membri della redazione. Per tanto tempo abbiamo evitato cose del genere perché ci sembrava un po’ ridicolo metterci su una specie di piedistallo con degli “awards”, ma ora forse abbiamo trovato il modo di proporvela con una nostra chiave personale, senza prenderci troppo sul serio.

Nasce così il nostro primo Hell of a Year (per gli amici HOAY!), in cui accanto a categorie più canoniche come Miglior Film e Miglior Videogioco ne abbiamo volute inserire altre più leggere come Miglior Guilty Pleasure e Meme dell’anno. Prendetelo come un esperimento, un gioco interno alla nostra redazione, che se vi piacerà potremmo riproporre anche i prossimi anni migliorandolo e magari estendendolo a voi lettori.

Commentate qui direttamente sotto l’articolo o sui nostri social per farci sapere se vi è piaciuta l’iniziativa e, perché no, dirci chi secondo voi meritava di vincere se non siete d’accordo con le nostre scelte!

MIGLIOR FILM
Una battaglia dopo l’altra

Il grande Paul Thomas Anderson quest’anno è tornato sul grande schermo con un film che ha messo d’accordo praticamente tutti, anche la nostra redazione.

Una battaglia dopo l’altra, ispirato al romanzo Vineland di Thomas Pynchon, porta in scena “un dramma in cui possiamo identificarci perfettamente, e che tira inevitabilmente in ballo la parabola di una famiglia chiamata a sopravvivere in ogni modo possibile,” come lo definisce il nostro Nefasto nella sua recensione.

Un film potente sia a livello tecnico che contenutistico, con la regia estremamente curata e riconoscibile di PTA, personaggi complessi che godono di ottime interpretazioni da parte di star come Leonardo DiCaprio e Benicio del Toro, e tematiche capaci inserirsi perfettamente nella contemporaneità, senza rinunciare perfino a della amara ironia.

MIGLIOR SERIE TV
M – Il figlio del secolo

Tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati, la miniserie M – Il figlio del secolo vede nei panni di Benito Mussolini un inaspettato Luca Marinelli, mai così trasformista prima d’ora. La sua fenomenale interpretazione del dittatore è assolutamente il fiore all’occhiello della produzione, che riesce a gestire ottimamente anche il materiale di partenza.

La serie ripercorre l’ascesa al potere di Mussolini e del fascismo, evidenziandone in particolare tutte le contraddizioni e più in generale il modo in cui si possa costruire il consenso attraverso retorica, messinscena, manipolazione e opportunismo. Una riflessione che si estende anche al presente e ci invita indirettamente a stare in guardia da certe dinamiche.

MIGLIOR VIDEOGIOCO
Clair Obscur: Expedition 33

Sorpresa delle sorprese, il titolo che agli ultimi Game Awards ha infranto i record con ben 9 premi si è aggiudicato anche qui il titolo di Miglior Videogioco.

C’è poco da fare, Clair Obscur: Expedition 33 grazie alla sua forte direzione artistica, una storia emozionante e un sistema di combattimento a turni che è riuscito a conquistare anche i meno avvezzi al genere, è stato davvero una grandissima sorpresa. A maggior ragione considerando che si tratta dell’opera prima del piccolo studio francese Sandfall Interactive, fondato da veterani Ubisoft.

MIGLIOR FUMETTO
Cattivik – La Novell’ Grafik’

cattivik gigaciao

Yuk yuk! Dopo il volume dedicato a quel cucciolone di Lupo Alberto, Gigaciao ha deciso di riportare a galla un altro personaggio di Silver sicuramente meno adorabile, ma non per questo meno amato.

Cattivik – La Novell’ Grafik’, scritto da Lorenzo La Neve e disegnato da Spugna, riesce nell’intento di proporre in una nuova veste e un nuovo formato il mitico “terrore delle fogne”, con un’operazione rispettosa del personaggio e intelligente nel riadattarlo. Un vero tuffo nel passato per i lettori storici, che si spera possa accattivare anche un nuovo pubblico.

MIGLIOR GIOCO DA TAVOLO
Il Signore degli Anelli: Il Destino della Compagnia

Basato sul Pandemic System, Il Signore degli Anelli: Il Destino della Compagnia è un gioco collaborativo per 1-5 giocatori in cui ogni giocatore controlla 2 personaggi con capacità uniche tra membri della Compagnia e loro alleati, per aiutare Frodo nell’impresa di distruggere l’Unico Anello. Questo obiettivo rappresenta la vittoria del gruppo, al contrario della perdita di speranza da parte dell’hobbit che ne decreta la sconfitta.

L’intera meccanica di Pandemic è ripensata in maniera tale che i giocatori sentano l’urgenza e la posta in gioco della loro ricerca, ricreando a dovere la sensazione di un viaggio che finirà per salvare o condannare la Terra di Mezzo. Il gioco inoltre è ricco di materiali molto ben curati tra carte, segnalini, miniature e persino la minacciosa torre di Sauron che fa da tiradadi.

MIGLIOR OPERA ORIGINALE
Clair Obscur: Expedition 33

Anche da noi Clair Obscur: Expedition 33 non poteva accontentarsi di vincere in una sola categoria, e oltre al titolo di Miglior Videogioco si è aggiudicato quello di Miglior Opera Originale.

In questa categoria ci siamo concentrati su opere al loro debutto assoluto, non trasposte da altri media e non legate a franchise preesistenti, e nonostante una buona concorrenza infine è stato il gioco di Sandfall Interactive a trovarci più d’accordo.

Il meritato successo di Expedition 33 ha segnato il panorama videoludico del 2025, dimostrando ancora una volta (soprattutto alle major, sempre più restie a osare) il valore delle idee originali e l’importanza di rispettare il proprio pubblico.

MIGLIOR SEQUEL
28 Anni Dopo

A più di vent’anni dallo splendido 28 Giorni Dopo, il regista Danny Boyle e lo sceneggiatore Alex Garland sono tornati a fare squadra per riportarci nella loro Inghilterra post-apocalittica con un sequel diretto (ignorando praticamente 28 Settimane Dopo, nel quale non erano coinvolti).

I dubbi sulla buona riuscita di seguiti tardivi come questo sono sempre tanti, ma 28 Anni Dopo è riuscito a spazzarli via espandendo efficacemente l’universo narrativo presentato nel primo film, introducendo nuovi personaggi interessanti e mettendo sul piatto diverse tematiche da sviscerare, il tutto attraverso la regia caratteristica di Boyle.

Un sequel realizzato non per far leva sulla nostalgia, non per mero sfruttamento di un titolo già conosciuto, ma perché c’era effettivamente qualcosa da dire. E ce n’era tanto, perché questo film non è che il punto di partenza di una nuova trilogia, che proseguirà già il 15 gennaio 2026 con 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, scritto sempre da Garland ma questa volta diretto da Nia DaCosta.

MIGLIOR REMAKE/REBOOT
Superman

Il Superman di James Gunn è stato un film inaspettatamente divisivo, ma al di là di quelli che possono essere i gusti personali è riuscito sicuramente nello scopo di lanciare sul grande schermo il nuovo DC Universe, dopo la chiusura di quello che prima era conosciuto come DC Extended Universe e ora più comunemente come “Snyderverse”, in riferimento al regista Zack Snyder che ne faceva da curatore.

Come scritto da Rocket nella sua recensione, in questo film “James Gunn ha voluto chiaramente gettare le basi del nuovo DC Universe guidato da lui e Peter Safran, facendo capire al pubblico che Superman è solo un tassello all’interno di un quadro molto più grande. E ci riesce bene, così bene che ad affascinare davvero del film alla fine non è tanto il suo protagonista, quanto tutto ciò che lo circonda.

Il mondo in cui il nuovo Superman interpretato da David Corenswet si muove riesce ad essere convincente, ricco di tanti personaggi e dinamiche tra di loro che mettono voglia di saperne di più. Infatti il pubblico aspetta già con grande curiosità il film su Supergirl con Milly Alcock diretto da Craig Gillespie, che inoltre vedrà il ritorno di Jason Momoa (ex Aquaman) alla DC, questa volta nei panni del mercenario Lobo.

MIGLIOR GUILTY PLEASURE
Frankenstein di Guillermo del Toro

guillermo del toro frankenstein laboratorio

Sì, lo sappiamo, vedere Guillermo del Toro citato come “guilty pleasure” può sembrare un’eresia. Il fatto è che il suo Frankenstein è stato… come dire… bizzarro. Se da un lato si percepisce l’amore del regista per il romanzo di Mary Shelley, gli elementi ripresi fedelmente da quest’ultimo si fermano a un livello molto superficiale, preferendo una narrazione incentrata sulle emozioni piuttosto che sulle riflessioni importanti.

Sembra che lo stesso del Toro si sia lasciato prendere troppo dall’emotività nel proporre la sua versione della storia, inciampando in un’eccessiva didascalicità e soluzioni talvolta assurde se non involontariamente comiche. Al di là di una computer grafica alquanto scarsa però è impossibile non rimanere ammaliati (come sempre) da tutto l’impianto visivo, e un po’ della passione che il regista ha messo in questo suo lavoro riesce a raggiungere il cuore.

Questo Frankenstein purtroppo non lascia molto, ma con le sue atmosfere da “fiaba gotica” è comunque piacevole da guardare. Basta non confessarlo ai fan più inflessibili dell’opera di Shelley.

MEME DELL’ANNO
No, la Polizia

Qui su Nerdevil abbiamo sviluppato una certa avversione per l’IA generativa, ma è impossibile ignorare l’impatto che un fenomeno come quello degli Italian Brainrot ha avuto sul panorama memetico del 2025, sfociando addirittura in prodotti di successo come carte collezionabili, figurine, pupazzetti e magliette. Se avete figli, nipoti o comunque cuccioli di essere umano attorno, ve ne sarete di certo accorti.

Dopo aver raggiunto il suo apice ora il fenomeno è già scemato parecchio, ma tra i mille modi in cui è stato declinato uno di quelli che ci ha fatto più ridere è “No, la polizia“, un meme che vede i vari Italian Brainrot in arresto con una voce (IA) fuori campo che pronuncia angosciata questa frase (con tanto di bestemmione finale, cosa di cui spesso i genitori sono ignari). L’audio di “No, la polizia” poi è diventato un meme a sé stante, utilizzato in tanti altri contesti oltre quello degli Italian Brainrot, rivelandosi così più versatile del previsto.

Per quanto sia qualcosa di incredibilmente stupido, almeno è un utilizzo dell’IA che ci ha fatto divertire anziché deprimerci.

Redazione Articolo
Articolo realizzato con la partecipazione di tutta la redazione di Nerdevil.

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