La Regina degli Scacchi come Holly e Benji

La formula vincente dei manga sportivi

La regina degli scacchi come Holly e Benji

L’altra sera ero pigramente steso sul divano senza sapere cosa guardare su Netflix e allora mi sono detto: “perché non provare questa serie di cui parlano tutti?”. Mai mi sarei aspettato di trovarmi di fronte uno spokon in stile live-action. Di che serie sto parlando? Ovviamente La Regina di Scacchi.

Sul nuovo Netflix Original si sono già versati fiumi di inchiostro (o bit nel nostro caso) ed in questa sede non è mio interesse fare una recensione vera e propria, bensì analizzare l’operato degli autori: come avranno fatto a rendere appassionante una serie sugli scacchi?

Ah, chiaramente ci saranno spoiler, siete avvisati.

Cos’è uno spokon

spokon collage

Perché paragonare La Regina degli Scacchi ad un manga sportivo? Per rispondere dobbiamo prima sapere cos’è uno spokon. Il termine indica un manga o anime incentrato sulle avventure sportive dei protagonisti, di solito di qualche club scolastico e non solo, con la caratteristica principale di essere volutamente esagerati nel carattere e nelle abilità. Penso che chiunque abbia visto almeno una puntata di Holly e Benji o di Slam Dunk possa capire cosa intendo, ed essere in grado di seguire a livello di trama quello che è uno schema più o meno predeterminato.

In questo caso abbiamo una protagonista con un passato tormentato che ha ritrovato nello sport una valvola di sfogo ed una possibilità di riscatto. In questo senso gli esempi sono molteplici, da Tommy la stella dei Giants a Shingo Tamai di Arrivano i Superboys, fino ad arrivare a Mark Lenders nel già citato Holly e Benji. In tutte queste serie il protagonista ha un percorso di maturazione che parte da uno status quo che lo vede come il più in gamba nel suo campo (e molto spesso incapace in tutte gli altri aspetti della vita), ma che andando avanti dovrà affrontare difficoltà che lo metteranno seriamente alla prova.

la regina degli scacchi beltik

Altra caratteristica degli spokon è un gruppo di personaggi secondari, all’inizio avversari, che però con il passare del tempo diventeranno alleati del protagonista. Nel caso di Holly e Benji i campionati scolastici e poi la nazionale sono un chiaro esempio di questa dicotomia, con l’avversario di sempre Mark Lenders che diventa un compagno/rivale, cercando di aiutare il protagonista e contemporaneamente superarlo. Ne La Regina di Scacchi questi personaggi sono rappresentati da Beltik, suo primo avversario al campionato cittadino, e salendo di un gradino da Benny, al campionato nazionale.

Riguardo Beltik possiamo ritrovare anche un’altra caratteristica tipica degli spokon, ovvero il sistema a livelli. In tutte le opere appartenenti al genere abbiamo diverse fasi o livelli: l’inizio un campionato scolastico o regionale con un avversario considerato quasi insormontabile che tuttavia, una volta sconfitto, si unirà al party per aiutare il protagonista per il livello successivo, cioè il campionato nazionale in cui abbiamo invece Benny come “boss finale”. Superato anche questo scoglio di solito c’è uno stacco, una crisi di qualche genere dalla quale il protagonista uscirà grazie all’aiuto dei compagni creatisi nel tempo, infine la sfida internazionale dove si parte nettamente sfavoriti e che si vincerà solo grazie al lavoro di squadra.

Uno sport estremizzato

tsubasa allenamento

La caratterizzazione dei protagonisti di solito è tagliata con l’accetta. Per tutti loro il mondo è lo sport che praticano, c’è poco spazio per altro. Holly (Tsubasa, per i più acculturati) ha in mente solo il suo sogno di diventare campione del mondo e si allena anche di notte, stessa cosa Beth de La Regina degli Scacchi, che riesce a giocare nella sua mente migliaia di partite. Non c’è spazio per amore se non per gli scacchi, come Tsubasa per il calcio, non c’è spazio per l’amicizia se non per i compagni di squadra, così come Hanamichi (Slam Dunk) con lo Shohoku. Anche il mondo in cui si muovono sembra catalizzarsi su questo: nel caso della serie Netflix vediamo bar dove si gioca a scacchi, gente conosciuta per caso che gioca a scacchi, la vita ha senso solo in relazione alla sfida così come quella di Rocky Joe verso il suo avversario Rikishi.

queen's gambit exchange of queens

Ulteriore elemento fondamentale per un manga sportivo è l’accuratezza nelle ricostruzioni dei match, nonostante l’esagerazione degli stessi. In manga come Slam Dunk o Eyeshield 21 possiamo nettamente riconoscere delle reali azioni di Basket o di Football, anche se contestualizzati in situazioni al limite del possibile (ok, ammetto che in Holly e Benji quel limite si supera nettamente). Anche se non ce ne rendiamo conto, ne La Regina degli Scacchi ogni partita giocata è una reale partita presa dagli archivi storici, rielaborata dal grande campione Kasparov in persona e messa in scena con molto pathos. Tutto ciò permette di rendere partecipi gli spettatori, che pur non capendo nulla di quello che sta realmente succedendo sulla scacchiera, sapranno dire con certezza chi stia vincendo o perdendo.

I punti in comune tra La Regina degli Scacchi e i manga spokon si estendono persino alle “tecniche speciali“. Quante volte abbiamo sentito il tiro della tigre di Lenders oppure la battuta goccia di ciclone di Mimì? Anche qui ogni giocatore è contraddistinto da particolari strategie che lo rappresentano, che non sono altro che reali tecniche degli scacchi asservite allo scopo, ed ecco che abbiamo esperti di siciliana, siciliana invertita o gambetto di donna, con i telecronisti che commentano sbalorditi l’utilizzo di queste tecniche.

La vittoria dei buoni sentimenti

captain tsubasa tifo

Credo che la sfida finale riassuma perfettamente il concetto espresso fino a questo momento. Ci troviamo di fronte all’avversario di sempre, il più forte giocatore del mondo, nella sua patria (in questo caso la Russia). La protagonista è oramai arrivata al suo limite estremo, come Tsubasa contro Schneider o come Joe contro Rikishi. I suoi demoni sono oramai alle spalle e tutto sembra andare nella giusta direzione, eppure manca ancora qualcosa, ma cosa? Cosa non ha ancora calcolato? La partita va in stallo e viene aggiornata al giorno dopo. Parte la crisi come quella di Holly contro Julian Ross e la sconfitta sembra dietro l’angolo, ma ecco che arriva quell’unico elemento al quale non aveva mai realmente pensato, che le dà la forza di affrontare qualsiasi sfida: i suoi compagni. Chi una volta avversario e poi amico, chi prima odiato e poi divenuto amante, ognuno mette in campo le proprie abilità per rafforzare la protagonista.

Beth si è sempre contraddistinta come un’individualista ma, proprio nel momento decisivo, capisce l’importanza di potersi fidare di chi ha accanto, così come per Sena Kobayakawa di Eyeshield 21 contro l’all-star americana. Mentre si avvicinerà la fine del match si sentirà montare l’eccitazione, perché ormai si avrà la sicurezza della vittoria e del fatto che l’avversario, per quanto forte, non potrà fare più nulla per evitare la sconfitta. Avversario, ma mai nemico, felice di ammettere la sconfitta, in quanto anche lui avrà trovato in lei la sua catarsi, con finalmente un nuovo obiettivo nella vita: quello di superare di nuovo la protagonista.

la regina degli scacchi partita finale

Il finale chiude un cerchio, con Beth che, arrivata sul tetto del mondo, capisce che non c’è niente di meglio che tornare in mezzo alla gente comune, lontana dagli agi, lontana dai libri e dai tornei, per fare quello che ama di più: giocare a scacchi.

Dopo gli scivoloni del recente passato, Netflix torna prepotentemente con una serie originale che surclassa quasi tutte quelle uscite nell’ultimo anno, che può essere letta su vari livelli e non mancherà di piacere anche ai palati più raffinati.

    https://www.youtube.com/watch?v=Ya1MgSu8Pxc

    Secco McGregory Articoli
    Qualcuno dice che gli anni '80 siano nati grazie a lui, ma sono notizie infondate. L'unica cosa sicura è che questo ragazzo è il prototipo del nerd. Giochi di ruolo, giochi da tavolo, Wargame, Cardgame, Fumetti e Cosplay tutto è passato per le sue mani. Ed oggi, nel nuovo millennio, è pronto a portare la sua esperienza alle nuove generazioni.

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