Dracula, la miniserie di Steven Moffat e Mark Gatiss

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Dracula è una miniserie TV composta da 3 episodi di circa un’ora e mezza l’uno, apparentemente (e auspicabilmente) autoconclusiva, rilasciata a gennaio 2020 come risultato della collaborazione di Netflix e BBC e dello sforzo creativo di Steven Moffat e Mark Gatiss. La serie è tratta dall’omonimo e terrificante romanzo di Bram Stoker, e mai simili premesse furono così clamorosamente disattese.

L’uscita dei primi trailer ha lasciato dietro di sé livelli altissimi di hype: nonostante fosse palese che la storia originale avesse subito alcune modifiche, il Dracula di Gatiss e Moffat, interpretato da Claes Bang, sembrava abbastanza mostruoso e convincente; quello che ci voleva dopo anni di sistematica distruzione e banalizzazione della figura del vampiro.

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Il primo episodio, intitolato “Le regole della bestia“, travolge positivamente lo spettatore, catapultandolo nella terrificante esperienza vissuta da Jonathan Harker presso il castello del conte Dracula: ci rendiamo subito conto che qualcosa di terribile è successo al povero giovane, ridotto ormai all’ombra di sé stesso. Facciamo anche conoscenza con l’eccentrica suor Agatha Van Helsing, versione al femminile del celebre dottor Van Helsing del romanzo di Stoker: nonostante cambiamenti come questo risultino spesso sgraditi al pubblico, possiamo considerarlo come uno dei meglio riusciti e plausibili degli ultimi anni. Suor Agatha (Dolly Wells) è una donna istruita, resa cinica dall’età e dalla perdita della fede, ma appassionata di occultismo e molto curiosa.

Ma il vero protagonista della serie, ovviamente, è il conte Dracula: abbastanza convincente all’inizio, perché riesce a trasmettere quell’inquietudine data dall’ignoto che pervade tutto il romanzo di Bram Stoker, diventa via via sempre più fuori posto nel suo ruolo. Troppe scene di violenza gratuita, troppi denti mostrati mentre soffia come come un gatto arrabbiato, troppi, drammatici “Sono il conte Dracula” che vorrebbero strappare una risata di scherno per la prossima vittima del vampiro, ma che nella versione italiana ricordano fastidiosamente la gag di un noto trio comico italiano. In questa versione Dracula ci appare come il mostro che dovrebbe essere: brutale, guidato dall’istinto, privo di empatia, ma la violenza di cui è artefice, che ci viene mostrata fin troppe volte, lo priva del fascino e dell’eleganza che ha sempre circondato questa figura, risultando dopo un po’ persino noiosa.

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È il caso del secondo episodio, dal titolo “Veliero di sangue“, il cui scopo è puramente riempitivo e poco riuscito, perché è essenzialmente un ripetersi dei massacri già avvenuti nel primo. Nulla di nuovo dunque, e una crepa ulteriore all’aura di misterioso terrore che dovrebbe avvolgere la figura del vampiro. Si arriva a chiedersi perché sia stato sprecato un intero episodio per un evento che occupa forse venti pagine del romanzo e che risulta essere uno dei più terrificanti proprio per ciò che non viene mostrato, anziché dedicare più tempo alla risoluzione della trama principale.

Ed eccoci arrivati alla pietra dello scandalo: l’episodio finale, che per come viene gestito sembra scritto da persone completamente diverse e molto confuse su come si costruisce una buona storia. Il nucleo finale di un racconto dovrebbe chiarire tutti i punti in sospeso, chiudere trame e sottotrame dei personaggi, risolvere i misteri. “La bussola oscura” non fa niente di tutto ciò, bensì il contrario: crea enormi buchi di trama, dimentica alcuni personaggi introdotti in precedenza e dà spiegazioni delle regole a cui è sottoposto il vampiro che (a parte quella sul crocifisso) risultano banali e poco plausibili.

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I personaggi secondari che gravitano intorno a Dracula e alla dottoressa Zoe Van Helsing (discendente di suor Agatha e interpretata dalla stessa attrice) nell’ultimo episodio sono essenzialmente una strizzata d’occhio ai lettori del romanzo, ma subiscono un trattamento superficiale che non si meritavano. Il tutto condito da un finale banale che dà il colpo di grazia alla figura del conte.

Dracula è una serie deludente e mediocre, il cui potenziale non è stato sfruttato al meglio. È ricca di spunti interessanti che però non vengono sviluppati e non riescono a salvare la serie. Inoltre la violenza esagerata, il sangue, i non-morti in decomposizione che si trascinano terrorizzando le persone non sortiscono l’effetto desiderato, giacché sono presenti in quasi ogni prodotto di impianto fantasy e ormai annoiano.

Haydée
Haydée Articoli
Sono essenzialmente un topo di biblioteca, ma mi sono appassionata al cinema all'università. Onnivora, ma solo per quanto riguarda l'arte.

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