Valfaris (Nintendo Switch)

valfaris gioco nintendo switch

Voto:

Cari lettori di Nerdevil, sento il bisogno di confessarmi con voi: non vedevo l’ora di poter provare Valfaris! Quasi due anni fa, infatti, ebbi il piacere di recensire Slain: Back From Hell, altro videogame firmato da Andrew Gilmour che ho largamente apprezzato per via del suo incredibile comparto artistico. Non premiai, però, le avventure di Bathoryn con un voto alto, data la curva di apprendimento punitiva, assolutamente folle nella sua gestione, che contraddistingueva il videogame.

Il buon Andy negli ultimi anni ha avuto il tempo, non solo di creare lo studio Steel Mantis insieme a Thomas Jenns, ma anche di imparare dagli errori e aggiustare il tiro. Valfaris è tutto quello che Slain avrebbe dovuto essere e, oltre ad avere stile da vendere, porta finalmente con sé anche un tasso di sfida perfettamente calibrato. Signore e signori, Valfaris merita la vostra attenzione!

valfaris therion headbanging
Therion, protagonista di Valfaris, in tutto il suo metallico splendore.

Abbandonato lo stile gothic del suo precedessore spirituale, il run and gun sviluppato da Steel Mantis propone una storia e un setting sci-fi. Protagonista degli eventi è un guerriero di nome Therion, personaggio dalle battute mega-stereotipate e dal coraggio impareggiabile, il quale inizia un estenuante viaggio alla ricerca del padre colpevole, a suo dire, di aver provocato disastri incalcolabili sul pianeta Valfaris.

La trama, nonostante riservi qualche piccolo colpo di scena e dissemini qui e lì riferimenti a Slain: Back From Hell, è tutta racchiusa in queste poche parole ed è un mero pretesto per dare il via alle vicende, decisamente sopra le righe, raccontate.

Valfaris livello
Sebbene la palette cromatica spazi, più o meno, tra tutti i colori possibili, i temi sono sempre quelli: morte, corruzione e distruzione.

La campagna porta Therion ad affrontare innumerevoli livelli, per una longevità che si attesta tra le 8 e le 10 ore, a seconda non solo dell’abilità del giocatore coi Joy-Con in mano, ma anche della volontà di trovare le armi extra presenti. In qualunque momento si può scegliere se usare l’arma da fuoco primaria (dai proiettili infiniti), il combattimento melee o sprigionare la potenza della bocca da fuoco secondaria. Quest’ultima, però, consuma la barra dell’energia che andrà ricaricata attraverso l’uccisione dei nemici nel corpo a corpo o trovando le (rare) ricariche presenti nei quadri.

Sebbene il sistema di gioco preveda l’utilizzo di una manciata di comandi, il gameplay di Valfaris si dimostra profondo e variegato, complici l’incredibile e rimarchevole varietà degli armamenti e l’utilizzo (a volte quasi fondamentale) dei parry. Come ho già avuto modo di affermare velocemente, i ragazzi di Steel Mantis sono stati capaci di calibrare la curva di apprendimento alla perfezione. Badate bene, stiamo parlando di un gioco molto difficile e completarlo vi farà sudare le cosiddette sette camicie.

Le sfide affrontate, però, non lasciano mai la sensazione di frustrazione che accompagnava le scorribande di Bathoryn, e spingono il giocatore a migliorarsi e a provare i numerosi approcci che il gameplay garantisce. Anche i boss di fine livello mi hanno sorpreso, non solo per la loro quantità, ma anche e soprattutto per la loro atipicità e diversificazione.

Valfaris arma spettrinfernale
I nomi delle armi di Valfaris, così come le loro descrizioni, sono decisamente creativi.

Sciolti quindi i dubbi su ciò che più preoccupava di Valfaris, rimane solo da cantare le lodi di ciò che tutti speravamo fosse ereditato da Slain: l’assolutamente incantevole ed ispiratissimo comparto artistico. In qualunque momento sembra di muoversi all’interno di copertine di album degli Iron Maiden, con astronavi e robot metallici presi direttamente dalle cover dei Judas Priest e quella sovrabbondanza di gore che solo un buon fan degli Slayer può riconoscere.

Stiamo parlando di un gioco che potrebbe disturbare gli stomaci più deboli, è vero, ma non si può non ammettere l’estrema perizia e capacità che i due sviluppatori hanno dimostrato di avere nel creare questa fenomenale pixel art. Non solo il design di Therion risulta perfettamente e furbamente stereotipato, ma anche i fondali, i nemici, le armi e i boss brillano tutti per caratterizzazione ed eterogeneità. Non vi sarà una sola situazione in cui non sentirete il peso di un mondo corrotto, putrefatto e contaminato, a tutto vantaggio della grande immersività che Valfaris sa garantire.

Valfaris sa offire un tasso di sfida elevatissimo. Fortunatamente, l'arsenale di Therion sarà sempre in grado di portare distruzione e dolore.

La profonda influenza che la cultura metal ha su Valfaris non si ferma alla grafica ma, ovviamente, permea anche la colonna sonora. Il ruggente sottofondo musicale, in pieno stile doom/death metal, è stato composto da Curt Victor Bryant, polistrumentista svizzero che ha militato (tra gli altri) nei Celtic Frost, una band che di metal estremo qualcosina ne sa…

La musica accompagna perfettamente le scorribande di Therion e fa ottimamente il paio con la grafica nel restituire l’ostilità del pianeta su cui si svolgono gli eventi. Ovviamente una scelta stilistica così particolare può tagliare fuori una gran parte dell’utenza non avvezza non solo alla musica metal, ma anche allo stile splatter/gore del gioco. Gusti a parte, però, il tutto si mescola perfettamente e restituisce un prodotto artisticamente validissimo.

Valfaris Mecha sterminatore
In Slain: Back From Hell il protagonista Bathoryn poteva diventare lupo. In Valfaris, Therion può guidare un gigantesco mecha.

Valfaris non soffre di difetti particolarmente evidenti. Forse in un paio di occasioni il gioco tocca vette di difficoltà al limite della frustrazione ma, nel complesso, non sono di grande disturbo. È un peccato, però, che un run and Gun di simile fattura non offra una modalità multigiocatore come nella tradizione più classica del genere. Se accanto a questa i ragazzi di Steel Mantis avessero aggiunto anche qualche modalità extra, staremmo parlando di un capolavoro del genere. Visto come gli sviluppatori hanno imparato dai propri errori è plausibile aspettarsi che, in futuro, saranno capaci di sorprenderci ancora. Incrociamo le dita!

Valfaris gameplay platforming
Sebbene sia a tutti gli effetti un run and gun, il platforming di Valfaris offre degli spunti molto interessanti.

Valfaris rappresenta una delle più belle sorprese indie di questo 2019. Un run and gun solido e convincente, con un gameplay profondo e variegato e un comparto artistico da manuale. Sebbene sia proposto ad un prezzo corretto, qualche modalità in più avrebbe proiettato il titolo nell’olimpo del genere.

Speriamo che i ragazzi di Steel Mantis facciano tesoro di quanto imparato anche in questa circostanza e trovino l’ispirazione per aggiungere un ulteriore titolo alla loro singolare collana iniziata con Slain: Back From Hell. All hail the God of Metal!

Special thanks to Big Sugar

Ayr
Architetto visionario, musicista scabroso, fiero seguace delle avventure di Dylan Dog e Groucho, polemista sempre in controtendenza, possessore di qualsiasi prodotto Microsoft e grande appassionato di videogiochi.

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