La Mummia

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Voto:

Universal Pictures ha deciso di riesumare per l’ennesima volta La Mummia dal suo sarcofago, stavolta per usarla come prima pietra nella costruzione di un universo cinematografico basato sui mostri classici, chiamato Dark Universe. Il primo pensiero che ho avuto alla notizia di questo grande progetto è stato di catalogarlo come un’idea oscena, poi col tempo ho iniziato a pensare che effettivamente aveva del potenziale, infine è uscito questo film e ho ricominciato a mettere in dubbio la cosa.

Vorrei raccontarvi la trama, ma finirei solo col dirvi con troppi giri di parole che, in fin dei conti, si tratta della classica storia in cui una creatura malvagia viene risvegliata dal sonno eterno e comincia a seminare caos e distruzione. Piuttosto, preferisco passare subito al sodo. Tutta la primissima parte de La Mummia concatena finemente una serie di cretinate allucinanti, che nonostante si tenti di “spegnere il cervello” non possono passare inosservate se si ha un briciolo di buon senso. Il ritrovamento della tomba e il modo in cui riescono a tirarne fuori il sarcofago toccano picchi di illogicità tristemente alti, e i motivi per cui la principessa Ahmanet è finita sepolta viva, oltre che essere abbastanza discutibili, non suscitano alcun tipo di empatia, a differenza della storia di Imhotep (tanto quello di Karloff del 1932 che quello del 1999) che pur nella sua malvagità agiva mosso dall’amore per una donna rimasto immutato per millenni.

La mummia 2017 tomba
“L’avresti mai detto che sotto questi edifici si trovava una tomba enorme neanche troppo nascosta in profondità? Incredibile!”

Il film getta quindi nello sciacquone almeno ottant’anni del concept originale de La Mummia, ma vi dirò, visto quanto se n’è abusato (si contano almeno una decina di titoli), l’idea di una reinterpretazione totale neanche mi dispiacerebbe, se non fosse che questa nuova storia manca del tutto di mordente: uscito dal cinema, tabula rasa. Il problema penso risieda principalmente nel fatto che il film è asservito più al creare delle basi per il Dark Universe, che ad essere pienamente godibile di per sé. Infatti gli indizi che fanno riferimento agli altri mostri, l’organizzazione guidata dal Dr. Jekyll per controllare ed eliminare queste minacce, e ciò che riguarda le possibili evoluzioni future di Nick Morton (il personaggio di Tom Cruise), sono tutti elementi che riescono a stuzzicare della sana curiosità su come sarà costruito questo universo condiviso.

Al di là delle premesse imbarazzanti, comunque, il film poi comincia ad ingranare, anche se il merito è da attribuire praticamente tutto al comparto tecnico. La Mummia vanta delle atmosfere davvero ben realizzate e degli effetti visivi di prim’ordine, inoltre il regista Alex Kurtzman è riuscito a mettere su delle scene che raggiungono livelli di spettacolarità decisamente elevati, una tra tutte quella dell’aereo che precipita, mostrata nei primi trailer. Insomma, da un punto di vista prettamente estetico è innegabile che il film abbia un certo carattere e riesca ad essere abbastanza affascinante.

la mummia 2017 ahmanet

La sceneggiatura invece è a dir poco fiacca. A parte incongruenze e grossolanità tipiche di un blockbuster che punta all’intrattenimento più semplice, la scrittura del film sbaglia proprio negli intenti, buttando alle ortiche le enormi potenzialità horror del personaggio da cui prende il titolo, e riducendosi a scimmiottare (male) alcune caratteristiche dei film targati Marvel Studios. Troviamo dell’umorismo spesso fuori luogo e in grado a malapena di strappare un sorriso, e tantissima azione, che alle volte riesce ad entusiasmare, altre lascia indifferenti.

Ci sono anche momenti di buona tensione, che comunque ho apprezzato, ma sono pochissimi e molto controllati. Il film restituisce la brutta sensazione di voler essere per forza fruibile da tutti, e denota una mancanza di coraggio dovuta evidentemente dall’intenzione di andare sul sicuro con gli incassi, quando invece un più audace Rating-R avrebbe sicuramente giovato alla qualità complessiva, senza per questo intaccare i profitti (come ultimamente hanno dimostrato Deadpool e Logan). A tutto ciò si va ad aggiungere un ritmo altalenante, inficiato dalla presenza di alcuni tempi morti.

la mummia 2017 jekyll e hyde
Al mio segnale, scatenate Hyde!

A tenere in piedi la baracca contribuiscono i personaggi di Sofia Boutella (Ahmanet/la mummia) e Russell Crowe (Dr. Jekyll). La prima risulta incredibilmente in parte ed è davvero un piacere vederla in azione, complici anche costumi e make up eccellenti; Crowe però è forse la vera rivelazione del film, il suo Jekyll è semplicemente magnifico, un personaggio interessantissimo e sfaccettato, che non vedo l’ora di rivedere nei prossimi film del Dark Universe.

Il Nick Morton di Cruise invece mi ha lasciato non pochi dubbi: ho trovato molto interessanti alcune sue somiglianze con Nathan Drake (dalla serie videoludica Uncharted), ma per il resto mi è sembrato spesso un pesce fuor d’acqua; ad ogni modo, per come è stato sviluppato sul finale, rimando un giudizio concreto alla sua prossima apparizione. Il premio come personaggio più inutile però va a Chris Vail (interpretato da Jake Johnson), il compagno di merende di Morton che muore poco dopo il ritrovamento del sarcofago e rispunta random per tutto il film come sottospecie di comic relief forzato.

la mummia 2017 indizi dark universe
To be continued…

La Mummia alla fine non è altro che un lungo prologo del Dark Universe, e preso da questo punto di vista riesce anche ad incuriosire nei confronti dei progetti futuri, ma se lo guardiamo per ciò che dovrebbe essere, si tratta decisamente di un primo passo su del ghiaccio sottile. Nonostante ciò, per la sua durata riesce bene o male nell’intento di intrattenere, grazie ad un confezionamento generale tutt’altro che scadente, e l’inserimento di easter egg e citazioni del film con Brendan Fraser (oltre che chiaramente delle pellicole sui mostri classici, con cui però il pubblico ha meno dimestichezza), che provocano inevitabilmente sorrisi compiaciuti.

Per ora mi sento di dare ancora un po’ di fiducia ai piani di Universal, ma se con il prossimo film non si dovesse portare più in alto l’asticella, temo che un bell’impatto visivo e un cast di spessore non potranno più bastare a gettare fumo negli occhi agli spettatori.

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Appassionato di film e videogiochi da quando c'erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

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