The Punisher

The Punisher Netflix

Il successo ottenuto dal personaggio del Punisher all’interno della seconda stagione di Daredevil è stato così eclatante che alla fine Netflix si è decisa a creare una serie tutta dedicata a lui. L’abbiamo tanto desiderata e attesa, ed ora finalmente i 13 episodi della sua prima stagione sono disponibili.

Dopo aver fatto fuori anche l’ultimo responsabile della sparatoria al parco in cui ha perso la famiglia, Frank Castle dismette i panni del Punitore e cerca di portare avanti una vita “normale”, assumendo l’identità di Pete Castiglione e trovando lavoro in un cantiere. A causa del suo stato mentale, non smette di rivivere in continuazione la morte dei suoi cari e quantomeno il nuovo impiego gli permette di sfogare rabbia e frustrazione abbattendo pareti a martellate. Una concatenazione di eventi però lo porta a conoscere l’hacker Micro, con cui stringe una sorta di alleanza, e a scoprire la terribile verità che si nasconde dietro la tragedia che ha cambiato per sempre la sua vita, riempiendo di nuovo la sua lista nera di nomi.

The Punisher Kandahar video

The Punisher è sicuramente un’operazione molto ben riuscita, e forse questo risultato è dovuto proprio alla sua “indipendenza”, rispetto alle altre serie targate Marvel/Netflix, vincolate dal doversi ricollegare nei Defenders. Questo però non significa che sia pienamente godibile anche senza aver visto altro: poiché il personaggio è stato già introdotto precedentemente in Daredevil, alcuni dettagli sul suo passato recente vengono sottintesi o appena accennati, per cui (se non l’avete già fatto) vi consiglio di guardare la seconda stagione del diavolo di Hell’s Kitchen, o almeno leggerne la trama prima di iniziare questa.

Qui gioca un ruolo importante il passato militare di Frank, che riaffiora portando con sé anche diverse tematiche importanti, tra le quali i crimini di guerra e il disturbo post-traumatico da stress dei soldati. Non mancano inoltre argomenti di estrema attualità negli Stati Uniti, come il terrorismo e la libertà di possedere armi da fuoco. La serie non prende mai una vera posizione e quindi non risulta politicizzata in alcun modo, ma semplicemente si limita a riproporre delle questioni non così distanti dalla realtà, purtroppo. A volte dà da riflettere.

Data anche la natura controversa del suo protagonista, in questa serie la linea che divide il bene dal male è sempre molto labile, e al di là della capacità fuori dal comune di Castle di essere imbottito di piombo e perdere ettolitri di sangue senza mai morire, si percepisce costantemente un’atmosfera di crudo realismo. D’altronde anche meno che in Daredevil qui i superpoteri non esistono, e tutto è riportato su un credibile piano umano. Anche per questo motivo The Punisher sale al primo posto come il prodotto Marvel più violento realizzato finora, tra quelli cinematografici e televisivi. A volte la violenza è anche un po’ sopra le righe (non in senso negativo), ma per il resto ad ogni azione corrisponde una conseguenza realistica: se il Punisher spara un colpo di fucile a pompa a qualcuno a mezzo metro di distanza, non aspettatevi che vada semplicemente giù come gli Stormtrooper di Star Wars.

The Punisher Frank Castle

Su questa prima stagione è stato fatto un ottimo lavoro di scrittura. Il risultato è compatto, coerente, mai scontato, nonostante un ritmo che alle volte tira il freno a mano, e alcune piccole leggerezze su cui però si può chiudere tranquillamente un occhio. La serie raggiunge alti livelli d’intensità e in più occasioni mi è capitato di emozionarmi molto, sentendo proprio il cuore accelerare e il fiato spezzarsi, ed è una cosa che accade di rado. Il finale chiude per bene tutta la stagione, lasciando solo un dettaglio come aggancio per un possibile seguito, perché in fondo questo The Punisher è un po’ un’anomalia, ed evidentemente nel dubbio sul proseguire o meno hanno voluto dargli comunque una conclusione soddisfacente, ma a parer mio una stagione 2 ci sarà di sicuro.

Tutti i personaggi (o quasi) sono caratterizzati in maniera eccellente, Frank su tutti, che beneficia di un importante approfondimento psicologico, subito seguito da Micro. Mi è piaciuto molto anche com’è stata gestita la questione villain, perché pur essendoci un cattivo principale sullo sfondo, ci viene restituita sempre la sensazione che Castle abbia contro un’infinità di persone, e per buona parte della storia su questo aleggia un alone di mistero, poi le situazioni si trasformano, assumono un altro significato e le carte vengono scoperte, in un costante clima di tensione. È originale ed efficace il modo in cui è stato ripensato Billy Russo (il futuro Jigsaw), che qui non viene presentato come un mafioso, ma come ex-commilitone di Frank nonché addirittura suo migliore amico, il che gli dona una profondità del tutto nuova. Completano il quadro Karen Page, unico vero collegamento di The Punisher con le altre serie Marvel (manca persino la consueta Claire Temple!) e l’agente Dinah Madani, altro personaggio interessante.

The Punisher Micro

Jon Bernthal si riconferma una scelta perfetta per il ruolo di Frank Castle, ha la giusta presenza fisica e anche grazie a tante piccole espressioni facciali riesce a donare delle sfumature particolari al personaggio. Ebon Moss-Bachrach invece dà vita a un Micro che funziona molto bene, al di là delle grandi differenze con quello della carta stampata. Tra le interpretazioni che ho apprezzato di più ci sono inoltre quella di Ben Barnes nel ruolo di Billy Russo e quella di Paul Schulze, che praticamente veste i panni dell’inquietante cattivo principale.

La serie mostra un lato tecnico notevole, con una regia e una fotografia che danno vita a scene parecchio suggestive, che colpiscono, e gli effetti speciali sono ottimi. Riguardo quest’ultimi, c’è da dire che quando queste produzioni dal budget limitato si mantengono su un piano poco supereroistico, risparmiandosi di mostrare in modo talvolta imbarazzante dei poteri speciali, c’è sempre poco di che lamentarsi. Bella anche la colonna sonora, spesso composta da brani in cui è presente la chitarra acustica, un elemento che ricorre più volte.

The Punisher Micro's hideout

The Punisher è una brutale iniezione di adrenalina nella collaborazione tra Marvel e Netflix, e riporta prepotentemente in alto la qualità di queste serie, piazzandosi immediatamente dopo Daredevil. Rende giustizia al personaggio presentandone la miglior versione mai apparsa su schermo, e rinnova il suo mondo con trovate che azzarderei definire persino geniali. Chiaramente non è perfetta, ma lamentarsi dell’ottimo risultato ottenuto focalizzandosi solo sui suoi difetti significherebbe essere incontentabili. Dal canto mio, non potrei dirmi più soddisfatto da questo meraviglioso mix di elettrizzante ultraviolenza e commoventi drammi umani.

RocketSimoon

RocketSimoon

Appassionato di film e videogiochi da quando c’erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

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