AER – Memories of Old (PS4)

aer memories of old ps4

Aer – Memories of Old racconta di un mondo ormai ridotto a frammenti di isole sparse nei cieli; gli antichi Dei sono caduti e del popolo che una volta lo abitava non rimangono che pallidi echi. Il Nulla sta per prendere il sopravvento su tutto e sarà compito di una ragazza speciale di nome Auk, capace di volare trasformandosi in un uccello, svelare i segreti per impedirlo.

La storia è semplicissima e non lascia particolarmente il segno, ma è comunque molto piacevole. Il gioco si basa quasi interamente sull’esplorazione, e uno degli aspetti più interessanti consiste proprio nella scoperta della lore. Come stile siamo sulla falsariga di titoli come Journey, quindi un prodotto non apprezzabile facilmente da tutti.

Aer memories of old gods

Il maggior punto di forza di Aer consiste nel volo sotto forma di uccello. C’è poco da dire: l’effetto è reso in maniera stupenda e affascinante, e al primo battere d’ali sarete pervasi da una sorta di estasi mistica. Per tutto il corso dell’avventura si respira un’atmosfera poetica, che si esprime attraverso le evoluzioni nei cieli, dei testi spesso misteriosi (se non criptici) e una colonna sonora perfettamente calzante in ogni momento.

È un titolo molto tranquillo, forse anche troppo, e non mancheranno momenti in cui questa rilassatezza tenderà a sfociare nella noia. A ravvivare l’attenzione per fortuna contribuiscono alcuni puzzle, che per quanto pochi e semplicissimi da risolvere, si rivelano sufficientemente vari.

Il maggior problema del gioco a parer mio consiste nell’aver creato una mappa grandissima, ma perlopiù vuota. In diverse occasioni ho provato ad atterrare su isolette sperdute sperando di trovarci qualcosa d’interessante, ma nulla. Sarebbe bastato anche solo inserire qualche collezionabile, o dei segreti nascosti, così da spingere i giocatori ad esplorare il vasto mondo messo a disposizione con più curiosità. Tutti gli elementi che ci permettono di approfondire la lore infatti sono sempre messi bene in evidenza, e una volta capito che il resto è solo “materiale di scena” si procede a colpo sicuro andando solo da un punto d’interesse all’altro. Mi è sembrato un po’ uno spreco.

Aer memories of old volo

La pulitissima grafica low-poli adottata dal team di Forgotten Key è tanto minimal quanto efficace e dona carattere al titolo. Ovviamente si tratta di una scelta dettata anche dalle risorse a disposizione, visto che alla fine parliamo di uno studio indipendente formato da soli cinque ragazzi, ma è evidente un’ottima abilità nell’unire l’utile al dilettevole e il risultato finale è assolutamente accattivante.

I comandi poi sono molto responsivi e il frame rate si mantiene stabile sui 60fps. Ci sono però aspetti tecnici che non brillano altrettanto, come numerose compenetrazioni, non gravi dal punto di vista del gameplay ma comunque non belle da vedere; le fasi di atterraggio dal volo inoltre sono realizzate in maniera un po’ goffa e ci sono momenti in cui risulta difficile gestire decentemente la telecamera.

Aer memories of old finale

AER – Memories of Old è un gioco poetico ed affascinante, ma facilmente dimenticabile. Librarsi nei cieli del suo mondo è emozionante, ma alla lunga diventa un’azione meccanica necessaria solo a raggiungere i punti d’interesse principali della mappa, che pur essendo abbastanza grande non offre stimoli interessanti che spingano ad esplorarne ogni angolo.

Special thanks to Cosmocover and Daedalic Entertainment

RocketSimoon

RocketSimoon

Appassionato di film e videogiochi da quando c’erano ancora videocassette e floppy disk, da meno tempo anche di serie tv. Sono curioso per natura e per questo non specializzato in un unico genere, ma tendo a preferire horror, thriller e azione.

Articoli dello stesso autore

Seguimi su:
Facebook

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*